Stabilità 2017 [legge 232-2016]

2. PERSONALE

2.1. Professori e ricercatori

RECLUTAMENTO

Nel disciplinare l'incremento del Fondo di finanziamento ordinario per i dipartimenti eccellenti, la legge di stabilità ha modificato anche la disciplina generale del reclutamento dei professori e dei ricercatori di tipo B.

a) Soggetti "esterni"

Il comma 338, art.1, prevede che, ai fini della quota riservata alle chiamate a professore di ruolo di soggetti esterni all’università chiamante (art. 18, co. 4, L. 240/2010), sono considerati tali anche coloro che sono stati titolari di contratti di insegnamento (a tempo determinato)

In particolare, il comma 338 apporta le seguenti modifiche alla legge 240/2010:

  • all'articolo 23, comma 4, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, ma consente di computare le eventuali chiamate di coloro che sono stati titolari dei contratti nell'ambito delle risorse vincolate di cui all'articolo 18, comma 4»

b) Requisiti per ricercatore di tipo B

Il comma 338 inserisce fra i soggetti con i quali possono essere stipulati contratti di ricercatore universitario di “tipo B”, coloro che hanno conseguito l’abilitazione scientifica nazionale o sono in possesso del titolo di specializzazione.

In particolare il comma 338 prevede che:

  • all'articolo 24, comma 3, la lettera b) è sostituita dalla seguente: «b) contratti triennali, riservati a candidati che hanno usufruito dei contratti di cui alla lettera a), ovvero che hanno conseguito l'abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore di prima o di seconda fascia di cui all'articolo 16 della presente legge, ovvero che sono in possesso del titolo di specializzazione medica, ovvero che, per almeno tre anni anche non consecutivi, hanno usufruito di assegni di ricerca ai sensi dell'articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, o di assegni di ricerca di cui all'articolo 22 della presente legge, o di borse post-dottorato ai sensi dell'articolo 4 della legge 30 novembre 1989, n. 398, ovvero di analoghi contratti, assegni o borse in atenei stranieri»

ATTRAZIONE RICERCATORI E INVESTIMENTI

Tra le misure per l'attrazione degli investimenti (art.1, commi 148-159) rientrano anche alcune iniziative che interessano le università. In particolare:

  • si modificano i vigenti incentivi per il rientro in Italia di docenti e ricercatori residenti all’estero, rendendo strutturale la misura che consente di abbattere, per un determinato periodo di tempo, la base imponibile a fini IRPEF e IRAP in favore dei predetti soggetti
  • si introduce una specifica disciplina, all’interno delle norme in materia di immigrazione, volta a facilitare l’ingresso in Italia di potenziali investitori che intendano effettuare una donazione a carattere filantropico di almeno € 1 mln a sostegno di un progetto di pubblico interesse, nel settore, fra gli altri, della ricerca scientifica.

Rientro in Italia di ricercatori residenti all'estero

Il comma 149 modifica la vigente disciplina degli incentivi per il rientro in Italia di ricercatori e docenti residenti all'estero, rendendo strutturale la misura che consente, per un determinato periodo di tempo, di abbattere la base imponibile a fini IRPEF e IRAP.
Tale norma, introdotta originariamente dall'articolo 3 del decreto-legge n. 269 del 2003 è stata da ultimo riproposta dall'articolo 44 del decreto-legge n. 78 del 2010, da ultimo modificato per effetto dell'articolo 1, comma 14 della legge di stabilità 2015 (legge n. 190 del 2014).
L'articolo 44 richiamato prevede un'agevolazione fiscale, operante ai fini IRPEF e IRAP, per incentivare i ricercatori e i docenti residenti all'estero ad esercitare in Italia la loro attività. Questa agevolazione consiste nell'esclusione dalla formazione del reddito di lavoro dipendente o autonomo, del novanta per cento degli emolumenti percepiti dai docenti e dai ricercatori a patto che: 

1) siano in possesso di titolo di studio universitario o equiparato e non occasionalmente residenti all'estero;

2) abbiano svolto documentata attività di ricerca o docenza all'estero presso centri di ricerca pubblici o privati o università per almeno due anni continuativi;

3) a partire dal 31 maggio 2010 (data di entrata in vigore del D.L. n. 78 del 2010) ed entro i sette anni solari successivi, vengano a svolgere la loro attività in Italia, acquisendo conseguentemente la residenza fiscale nel territorio dello Stato.

Tali emolumenti non concorrono altresì alla formazione del valore della produzione netta dell'imposta regionale sulle attività produttive. Ai sensi del comma 3 del predetto articolo 44, le disposizioni agevolative trovano applicazione a decorrere dal 1° gennaio 2011, nel periodo d'imposta in cui il ricercatore diviene fiscalmente residente nel territorio dello Stato e nei tre periodi d'imposta successivi, sempre che permanga la residenza fiscale in Italia.
Il comma 149 in commento elimina dall'articolo 44, comma 1, il riferimento ai sette anni successivi al 31 maggio 2010, in relazione al trasferimento in Italia dei potenziali destinatari dell'agevolazione. Di conseguenza, per effetto delle modifiche in esame, le norme di favore trovano applicazione a tutti i docenti e ricercatori trasferitisi dopo il 31 maggio 2010, senza termine finale.
Resta fermo il carattere temporaneo dell'agevolazione: l'abbattimento di base imponibile si riferisce al periodo d'imposta in cui il ricercatore diviene fiscalmente residente nel territorio dello Stato e ai tre periodi successivi.