Legge Bilancio 2019 [legge 145-2018]

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Book: Legge Bilancio 2019 [legge 145-2018]
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Date: Wednesday, 1 February 2023, 8:43 PM

Description

Autore: Paola Solazzo e Giorgio Valandro

Data di pubblicazione: 28/02/2019

Ultima modifica:

I. TESTI E STRUMENTI DI LETTURA

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Testo sempre aggiornato [da Normattiva.it]:

LEGGE 30 dicembre 2018, n. 145 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021

 Legge di bilancio

Con la riforma della legge di contabilità e finanza pubblica (legge 196/2009 e successive modifiche), i contenuti della legge di bilancio e della c.d. legge di stabilità vengono ora ricompresi in un unico provvedimento articolato in due sezioni: la prima sezione (composta dal solo art. 1 con 1143 commi, di cui si occupa questo dossier) svolge essenzialmente le funzioni della legge di stabilità; la seconda assolve, nella sostanza, quelle della legge di bilancio pluriennale (artt. 2-19).

Nella legge 145/2018 in esame sono state inserite anche delle proroghe in specifici settori.

Entrata in vigore

La legge in esame è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31.12.2018, Suppl. Ordinario n. 62, ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2019.


 →SELEZIONE PER LE UNIVERSITÁ


Strumenti di lettura:

Dossier Parlamento completi e aggiornati:

In breve:

II. SELEZIONE PER LE UNIVERSITA'

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In questa sezione vengono selezionate e illustrate, senza pretesa di completezza, le disposizioni della legge di stabilità per il 2019 che interessano, direttamente o indirettamente (in qualità di ente pubblico ovvero di soggetto di impresa) anche le università.

Al fine di agevolare l'individuazione delle disposizioni di maggior interesse, le norme introdotte dalla legge di stabilità sono raggruppate in paragrafi tendenzialmente omogenei per materia, prescindendo dal (dis-)ordine numerico dei commi fissato dal legislatore:

→SELEZIONE DELLE DISPOSIZIONI APPLICABILI ALLE UNIVERSITA'

Per quanto riguarda l'applicabilità o meno alle università si rinvia anche alla GUIDA ALLA LETTURA:

IN EVIDENZA

PERSONALE UNIVERSITARIO
1. Assunzioni - 1.1. Procedure concorsuali - 1.2. Eliminazione idoneità e proroga graduatorie - 1.3. Decorrenza assunzioni - 1.4. Turn-over nelle università “virtuose” - 1.5. Ricercatori di tipo B e inquadramento nel ruolo di associato. 1.6. Termini per assunzioni da vecchie cessazioni
2. Divieto CO.CO.CO dal 1° luglio 2019
3. Rinnovi e indennità di vacanza contrattuali (CCNL)
4. Previdenza e welfare - 4.1. Maternità obbligatoria - 4.2. Congedo di paternità - 4.3. Smart working - 4.4. Buono asili nido 4.5. Carta Europea Disabilità

FONDI UNIVERSITA’
1. Fondo per il finanziamento ordinario dell’università
2. Abrogazione del Fondo “Giulio Natta”
3. Altre università

STUDENTI
1. Borse di studio - 2. Esonero contributivo per assunzioni

SOCIETÀ PARTECIPATE

TEMPI DI PAGAMENTO DEI DEBITI COMMERCIALI

RICERCA E AGEVOLAZIONI
1. Agevolazioni per ricerca e innovazione - 1.1. Credito d’imposta per attività di ricerca - 1.2. Industria 4.0. - 2. Fondo Blockchain - 3.   Enti di ricerca

LEGISLAZIONE TECNICA E APPALTI
1. Gare e appalti - 1.1. Acquisti in Me.Pa e altri mercati elettronici - 1.2. Contratti per affidamenti di lavori sotto la soglia comunitari - 2. Centrale per le opere pubbliche
3. Immobili - 3.1. Agevolazioni fiscali per efficienza energetica e ristrutturazioni edilizie - 3.2. Bonus verde - 3.3. Deducibilità IMU degli immobili strumentali - 3.4. Donazioni a favore di enti pubblici

ALTRE FISCALI

→LEGGI TUTTO

Assunzioni e graduatorie

Procedure concorsuali

Il comma 360 prevede la possibilità di snellire le procedure concorsuali per tutte le PA, sulla base di uno specifico decreto della Funzione pubblica, da adottare entro due mesi dall’entrata in vigore della legge in esame (ai sensi del comma 300). 

Eliminazione idoneità e proroga graduatorie

I commi 361 e 365 prevedono, per le procedure concorsuali bandite dopo il 1° gennaio 2019, che le relative graduatorie siano impiegate esclusivamente per la copertura dei posti messi a concorso: è pertanto esclusa la possibilità di assunzione di idonei, fermi restando i termini di vigenza delle medesime graduatorie (di regola, triennale) di cui all’art. 35, comma 5-ter, del d.lgs. n. 165/2001.

In particolare, il successivo comma 362, al fine di ripristinare gradualmente la durata triennale della validità delle graduatorie dei concorsi di accesso al pubblico impiego, pone termini di durata specifici a seconda dell'anno di approvazione della graduatoria, con riferimento agli anni 2010-2018, mentre viene confermato il termine già vigente di 3 anni per le graduatorie approvate a decorrere dal 1° gennaio 2019. Di conseguenza:

- la validità delle graduatorie approvate dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2013 è prorogata al 30 settembre 2019, purché i soggetti in esse inseriti frequentino obbligatoriamente corsi di formazione e aggiornamento organizzati da ciascuna amministrazione e superino un apposito esame-colloquio diretto a verificarne la perdurante idoneità;

- la validità delle graduatorie approvate nell'anno 2014 è estesa fino al 30 settembre 2019;

- la validità delle graduatorie approvate nell'anno 2015 è estesa fino al 31 marzo 2020;

- la validità delle graduatorie approvate nell'anno 2016 è estesa fino al 30 settembre 2020;

- la validità delle graduatorie approvate nell'anno 2017 è estesa fino al 31 marzo 2021;

- la validità delle graduatorie approvate nell'anno 2018 è estesa fino al 31 dicembre 2021;

- la validità delle graduatorie che saranno approvate a partire dal 1° gennaio 2019 ha durata triennale, decorrente dalla data di approvazione di ciascuna graduatoria.

NB: In sede di conversione del d.l. 4/2019 (reddito di cittadinanza e pensioni) è stata introdotta anche una modifica alla disciplina sull'utilizzo delle graduatorie concorsuali per l'accesso al pubblico impiego. In particolare, l'art. 14-ter ha modificato la recente legge di bilancio (art. 1, comma 361, l. 145/2018), ampliando l'utilizzabilità delle graduatorie, a determinate condizioni.

Decorrenza assunzioni

Il comma 399 pone un divieto temporaneo di assunzioni per determinate amministrazioni, tra cui le Università. Più nel dettaglio, il comma in esame dispone che, per il 2019, le Università, in relazione alle ordinarie facoltà di assunzione riferite al medesimo anno, non possono effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato con decorrenza giuridica ed economica anteriore al 1° dicembre 2019.

Sono inoltre fatti salvi gli inquadramenti nel ruolo di professore associato ai sensi dell’articolo 24, comma 5, della legge 30 dicembre 2010, n. 240 (Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario), che possono essere disposti nel corso dell’anno 2019 al termine del contratto di ricercatore a tempo determinato di cui all’articolo 24, comma 3, lettera b), della stessa legge. 

Il Miur, con apposita nota dell’11 gennaio 2019 (prot. 524, D.G. Livon), ha chiarito che il divieto riguarda “le ordinarie facoltà assunzionali dello stesso anno”. Il blocco è limitato alle sole assunzioni finanziate con i punti organico del 2019 che si riferiscono, quindi, alle cessazioni 2018. Poiché Il decreto di assegnazione dei punti organico per l’anno 2018 è stato emanato soltanto il 29 dicembre 2018, le università potranno tranquillamente assumere nei prossimi mesi proprio in virtù del fatto che le assunzioni si riferiscono al 2018 e non al 2019.

In ogni caso si evidenzia la complessa tecnica normativa: si parla di assunzioni e non di procedure di assunzione, quindi anche per le assunzioni che ricadrebbero nel blocco temporale indicato possono essere attivate le relative procedure.

Turn-over nelle università “virtuose”

Nonostante la previsione di cui al comma 399, il comma 978 consente alle università “virtuose” – nell’ambito delle disponibilità complessive del Fondo per il finanziamento ordinario delle università – una facoltà di assunzionale superiore al 100% del turn over (100% della spesa relativa al personale a tempo indeterminato e ai ricercatori a tempo determinato complessivamente cessati dal servizio nell'anno precedente), per gli anni 2019 e 2020, nel limite della spesa fissato.

Sono definite “virtuose” le università che nell'anno precedente a quello di riferimento soddisfano congiuntamente le seguenti condizioni:

a)  presentano un indicatore delle spese di personale inferiore al 75 per cento ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 49, e

b)  un indicatore di sostenibilità economico-finanziaria che tiene conto delle spese di personale, degli oneri di ammortamento e delle spese per fitti passivi, maggiore di 1,10 ai sensi dell’art. 7 del d.lgs. 49/2012.

Le maggiori facoltà assunzionali sono ripartite, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, tra gli atenei che rispettano le condizioni di cui al periodo precedente, previa specifica richiesta da parte degli stessi, corredata del parere del collegio dei revisori dei conti, dalla quale risulti la sostenibilità economico-finanziaria dei conseguenti maggiori oneri strutturali a carico dei rispettivi bilanci. 

Ricercatori di tipo B e inquadramento nel ruolo di associato

Nonostante la limitazione temporale alle assunzioni a tempo indeterminato presso le università statali, il comma 399, secondo periodo, fa salvi gli inquadramenti nel ruolo di professore associato ai sensi dell’art. 24, co. 5, l. n. 240/2010, che possono essere disposti nel corso dell’anno 2019 al termine del contratto di ricercatore a tempo determinato di cui all’art. 24, co. 3, lett. b), della stessa legge. 

Il comma 400, al fine di sostenere l'accesso dei giovani alla ricerca e la competitività del sistema universitario italiano a livello internazionale, prevede un incremento del Fondo per il finanziamento ordinario delle università di cui all’art. 5, comma 1, lett. a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537 (Interventi correttivi di finanza pubblica). L’incremento è di euro 20 milioni per l'anno 2019 e di euro 58,63 milioni annui a decorrere dall'anno 2020, per l'assunzione di ricercatori di tipo “b”, di cui all'art. 24, comma 3, lettera b), della l. 240/2010.

I fondi stanziati per le finalità di cui sopra, ove per esse non utilizzati entro il 30 novembre di ciascun anno, rimarranno a disposizione, nel medesimo esercizio finanziario, per le altre finalità del fondo ordinario.

Il comma 401 autorizza le università statali, in deroga alle vigenti facoltà assunzionali, a far valere sulle risorse del Fondo ordinario:

a) assunzioni di ricercatori di cui all'art. 24, co. 3, lett. b), l. 240/2010 nel limite di spesa di 10 milioni di euro per l'anno 2019 e di 30 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020;

b) progressioni di carriera dei ricercatori universitari a tempo indeterminato in possesso di abilitazione scientifica nazionale, tenuto conto di quanto previsto dall'art. 29, co. 9, l. 240/2010, nel limite di spesa di 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020. Le università statali sono autorizzate a bandire procedure per la chiamata di professori universitari di seconda fascia riservate ai ricercatori universitari a tempo indeterminato in possesso di abilitazione scientifica nazionale secondo quanto di seguito indicato:

1) per almeno il 50 per cento dei posti mediante espletamento di procedure a chiamata riservate a ricercatori a tempo indeterminato, bandite ai sensi dell'art. 18 della l. 240/2010;

2) per non più del 50 per cento dei posti ed entro il 31 dicembre 2021, mediante valutazione dei ricercatori a tempo indeterminato già in servizio presso il medesimo ateneo, ai sensi dell'art. 24, co. 6, della l. 240/2010.

Il comma 402 introduce una modifica al comma 3 dell’art. 16 del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218 (Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca ai sensi dell'articolo 13 della legge 7 agosto 2015, n. 124), stabilendo che la valutazione del merito eccezionale per la chiamata diretta dei ricercatori è effettuata da specifiche commissioni composte da tre a cinque esperti del settore di competenza degli enti che propongono l’assunzione. L’incarico a componente della commissione è annuale, rinnovabile una sola volta e non dà diritto a compensi o gettoni di presenza.

Termini per assunzioni da vecchie cessazioni

Per quanto di interesse la lett. a), n. 1), del comma 1131 introduce una proroga al 31 dicembre 2019 dei termini per assunzioni a tempo indeterminato di personale, relative alle cessazioni verificatesi negli anni 2009, 2010, 2011 e 2012, ed il termine per le relative autorizzazioni alle assunzioni ove previste, in specifiche amministrazioni pubbliche, tra cui le università Università.

La lett. c) proroga al 31 dicembre 2019 il termine per procedere alle assunzioni di personale a tempo indeterminato, relative alle cessazioni verificatesi nel quadriennio 2013-2016; contestualmente, prevede che le richiamate assunzioni possano essere effettuate anche in relazione alle cessazioni verificatesi nel 2017.

Divieto CO.CO.CO dal 1° luglio 2019

La lettera f) del comma 1131 introduce una proroga al divieto alle PA di stipulare contratti di collaborazione esclusivamente personali, che adeso scatta dal 1° luglio 2019.

Si tratta del divieto alle amministrazioni pubbliche, introdotto dal comma 5-bis dell’art. 7, d.lgs. 165/2001, di stipulare contratti di collaborazione che si concretino in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro.

I contratti posti in essere in violazione del divieto sono nulli e determinano responsabilità erariale. I dirigenti che operano in violazione sono, altresì, soggetti a responsabilità dirigenziale e non ricevono la retribuzione di risultato.

Rinnovi e indennità di vacanza contrattuali (CCNL)

I commi dal 436 al 441 disciplinano i costi per i rinnovi contrattuali. In particolare, il costo dei rinnovi contrattuali per le amministrazioni statali è fissato in 1,1 miliardi per il 2019, 1,42 per il 2020 e 1,77 dal 2021.

Per il rinnovo contrattuale del personale dipendente da altre pubbliche amministrazioni (tra cui le università) gli oneri sono posti a carico dei singoli enti e dovranno essere contenuti nello stesso valore percentuale che è previsto per il personale dello Stato. Tali oneri saranno quantificati nell’atto di indirizzo che sarà emanato dal Governo e dal comitato di settore. Lo stesso tetto opera anche per i rinnovi contrattuali del personale statale non contrattualizzato. Nelle more dei rinnovi contrattuali, con oneri finanziati dalle risorse previste per gli stessi, è disposta l’erogazione di una indennità di vacanza contrattuale nella misura dello 0,42% del trattamento tabellare a decorrere dal 1° aprile 2019 e dello 0,70% a decorrere dal 30 giugno 2019.

Previdenza e welfare

Maternità obbligatoria

Il comma 485 introduce una modifica all’art. 16 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, aggiungendo al comma 1, una disposizione che consente alle lavoratrici di avvalersi della facoltà di astenersi dal lavoro esclusivamente dopo l'evento del parto entro i cinque mesi successivi allo stesso, a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale, o con esso convenzionato, e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro.

Congedo di paternità

Il comma 278, a modifica dell’articolo 1, comma 354, della legge 11 dicembre 2016, n.232, dispone una proroga per il 2019 del congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente, elevandone la durata a cinque giorni. Inoltre, si dispone che anche per il 2019 il padre possa astenersi per un ulteriore giorno (in accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima).

Smart working

Il comma 486 prevede, in materia di lavoro agile (o smart working), che i datori di lavoro pubblici e privati che stipulano accordi per l'esecuzione della prestazione di lavoro in modalità agile sono tenuti in ogni caso a riconoscere priorità alle richieste di esecuzione del rapporto di lavoro in modalità agile formulate dalle lavoratrici nei tre anni successivi alla conclusione del periodo di congedo di maternità previsto dall'articolo 16 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, ovvero dai lavoratori con figli in condizioni di disabilità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

Buono asili nido

Ai sensi del comma 488, nel triennio 2019­2021 viene aumentato da 1.000 a 1.500 euro l’importo annuale del buono riconosciuto ai genitori per la frequenza di un asilo nido del figlio, a modifica dell’articolo 1, comma 355, primo periodo, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.

Carta Europea Disabilità

La disposizione di cui al comma 563 non è diretta alle Università statali ma può avere effetti sulle stesse, soprattutto per i servizi ai dipendenti e agli studenti affetti da disabilità.

Con decreto interministeriale saranno infatti definiti i criteri per il rilascio della Carta europea della disabilità in Italia e determinate le modalità per l'individuazione degli aventi diritto e per la realizzazione e la distribuzione della stessa a cura dell'INPS.

Gare e appalti

Acquisti in Me.Pa e altri mercati elettronici 

Il comma 130 ha introdotto una modifica all'art. 1, comma 450 alla legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), sostituendo le parole «1.000 euro» con le parole «5.000 euro». È stato pertanto innalzato il limite oltre il quale le pubbliche amministrazioni, per gli acquisti di beni e servizi, sono tenute a fare ricorso al mercato elettronico della pubblica amministrazione ovvero ad altri mercati elettronici.

Tale limite sarà pertanto ricompreso tra un importo pari o superiore a 5.000 euro e inferiore alla soglia di rilievo comunitario, con la conseguenza che per gli acquisti di importo inferiore a 5.000 euro le PA non sono obbligate a ricorrere al Me.Pa.

Contratti per affidamenti di lavori sotto la soglia comunitaria

Il comma 912 ha introdotto una deroga, fino al 31 dicembre 2019, alla disciplina prevista dall’art. 36, comma 2, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Codice dei contratti pubblici). Le stazioni appaltanti possono ora procedere all’affidamento di lavori:

-     di importo pari o superiore a 40.000 e inferiore a 150.000 mediante affidamento diretto previa consultazione, ove esistenti, di 3 operatori economici;

-     di importo pari o superiore a 150.000 e inferiore a 350.000, mediante procedura negoziata previa consultazione, ove esistenti, di almeno dieci operatori economici.

Centrale per le opere pubbliche

I commi dal 162 al 165 prevedono l’istituzione di una Centrale per le opere pubbliche. Entro il 31 gennaio 2019 un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri farà nascere la struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici che, su richiesta delle amministrazioni centrali e degli enti territoriali, svolgerà funzioni di aiuto allo sviluppo e l'efficienza della progettazione e degli investimenti pubblici, di contribuire alla valorizzazione, all'innovazione tecnologica, all'efficientamento energetico e ambientale nella progettazione e nella realizzazione di edifici e beni pubblici, alla progettazione degli interventi di realizzazione e manutenzione, ordinaria e straordinaria, di edifici e beni pubblici, anche in relazione all'edilizia statale, scolastica, universitaria, sanitaria e carceraria, nonché alla predisposizione di modelli innovativi progettuali ed esecutivi per edifici pubblici e opere similari e connesse o con elevato grado di uniformità e ripetitività.