D.L. 90/2014 - Riforma PA

Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari (convertito con legge 114/2014)

Autore: Giorgio Valandro

Pubblicazione: 2014

1. Lavoro pubblico (artt.1-13-bis)

1.3. Mobilità e nuove mansioni

1.2.1 Mobilità dei dipendenti pubblici in regime di diritto privato (art.4)

L'art. 4 (sostituendo i commi 1 e 2 dell'art. 30 del d.lgs. 165/2001) introduce una nuova disciplina della mobilità nella PA. Il testo dell'art.4 in commento è stato riformulato e integrato in sede di conversione. Le modifiche introdotte all'art. 30 del d.lgs. hanno portata generale, tuttavia "in sede di prima applicazione, nell'assegnazione delle risorse vengono prioritariamente valutate le richieste finalizzate all'ottimale funzionamento degli uffici giudiziari che presentino rilevanti carenze di personale e conseguentemente alla piena applicazione della riforma delle province" (nuova comma 2.3 del citato art.30) 

A. Mobilità volontaria

Il nuovo comma 1 dell'art.30 del d.lgs. 165/2001 prevede:

  • la pubblicazione sul sito istituzionale per almeno 30 giorni del bando che fissa preventivamente i requisiti e le competenze professionali richieste e che indica i posti che le amministrazioni intendono coprire attraverso passaggio diretto di personale da altre amministrazioni;
  • l'istituzione da parte del Dipartimento della funzione pubblica di un portale per l'incontro tra domanda e offerta di mobilità;
  • la riqualificazione dei dipendenti da parte dell'amministrazione di destinazione (comma 1-bis introdotto in sede di conversione)

B. Mobilità obbligatoria

Il nuovo comma 2 dell'art.30 del d.lgs. 165/2001 prevede che i dipendenti pubblici possano essere trasferiti:

  • all'interno della stessa amministrazione o, previo accordo tra le amministrazioni interessate, in altra amministrazione;
  • in sedi collocate nel territorio dello stesso comune ovvero a distanza non superiore a 50 km dalla sede a cui sono adibiti;
  • anche in assenza di comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive (di cui all'art. 2103, comma 1, terzo periodo, del codice civile)
  • senza il consenso del lavoratore, ad eccezione dei dipendenti con figli minori di 3 anni e dei soggetti di cui alla legge 104/1992 (che possono essere trasferiti, ma solo con il loro consenso)

Il comma 2.2 del nuovo art.30, d.lgs. 165/2001 prevede inoltre la nullità delle clausole contrattuali in contrasto con la nuova disciplina sulla mobilità del personale.

Coerentemente, è stato abrogato l'art. 1, comma 29 del d.l. 138/2011, il quale poneva una serie di condizioni (e tutele) a garanzia del lavoratore [il TESTO ABROGATO è il seguente: i dipendenti delle PP.AA. "su richiesta del datore di lavoro, sono tenuti ad effettuare la prestazione in luogo di lavoro e sede diversi sulla base di motivate esigenze, tecniche, organizzative e produttive con riferimento ai piani della performance o ai piani di razionalizzazione, secondo criteri ed ambiti regolati dalla contrattazione collettiva di comparto. Nelle more della disciplina contrattuale si fa riferimento ai criteri datoriali, oggetto di informativa preventiva, e il trasferimento è consentito in ambito del territorio regionale di riferimento" (art. 1, comma 29 del d.l. 138/2011: ABROGATO)]

E' appena il caso di sottolineare che l'art.4 in commento si applica soltanto al personale contrattualizzato (art.2, comma 2 del d.lgs. 165/2001) e dunque non si applica al personale in regime di diritto pubblico (professori e ricercatori universitari)

1.2.2.Personale in disponibilità e nuove mansioni (art.5)

L'art.5 (comma 1) del d.l. 90/2014 modifica la disciplina del personale in eccedenza e posto in disponibilità, riformulando l'art. 34 del d.lgs. 165/2001, il quale adesso prevede che:

  • gli elenchi del personale in disponibilità, gestiti dal Dipartimento della funzione pubblica e dalle strutture regionali e provinciali, sono pubblicati sul sito istituzionale delle rispettive amministrazioni (nuovo comma 3-bis dell'art.34, d.lgs. 165/2001)
  • il personale in disponibilità può presentare (nei 6 mesi anteriori alla data di scadenza del termine di 24 mesi previsto come periodo massimo di godimento dell’indennità spettante al seguito del collocamento in disponibilità) istanza di ricollocazione, nell’ambito dei posti vacanti in organico, anche in una qualifica o in posizione economica (o in area o categoria) inferiori di un solo livello, in deroga a quanto previsto dall'art. 2103 del cod. civ.; la ricollocazione non può comunque avvenire prima dei 30 giorni anteriori alla data di scadenza del richiamato termine di 24 mesi (integrazione al comma 4 dell'art.34, d.lgs. 165/2001)
  • Il personale ricollocato non ha diritto all'indennita' di cui all'art. 33, comma 8, del d.lgs. 165/2001 e mantiene il diritto di essere successivamente ricollocato nella propria originaria qualifica e categoria di inquadramento, anche attraverso le procedure di mobilita' volontaria di cui all'art. 30 del d.lgs. 165/2001. In sede di contrattazione collettiva con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative possono essere stabiliti criteri generali per l'applicazione delle disposizioni di cui al quinto e al sesto periodo (integrazione al comma 4 dell'art.34, d.lgs. 165/2001)
  • nell'ambito della programmazione triennale delle assunzioni, l’avvio di procedure concorsuali e le nuove assunzioni, a tempo indeterminato o determinato (per un periodo comunque superiore a 12 mesi), sono subordinate all'utilizzo del personale collocato in disponibilità. Il personale in disponibilità, iscritto nei richiamati elenchi, può, alternativamente: 1) essere assegnato, nell'ambito dei posti vacanti in organico, in posizione di comando presso altre amministrazioni che ne facciano richiesta (o individuate a seguito di ricognizione effettuata dal Dipartimento della funzione pubblica); 2) avvalersi dell’istituto dell’aspettativa senza assegni presso organismi pubblici o privati (nuovo comma 6 dell'art.34, d.lgs. 165/2001)
  • Il termine di 24 mesi (periodo massimo di godimento dell’indennità di disponibilità) rimane sospeso durante il periodo in cui i dipendenti sono impiegati a tempo determinato o in posizione di comando presso altre PP.AA. o in cui si avvalgono dell’aspettativa senza assegni (nuovo comma 6 dell'art.34, d.lgs. 165/2001)
  • L’onere retributivo è a carico dell’amministrazione che utilizza il dipendente (nuovo comma 6 dell'art.34, d.lgs. 165/2001)