D.L. 90/2014 - Riforma PA

Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari (convertito con legge 114/2014)

Autore: Giorgio Valandro

Pubblicazione: 2014

2. Università (artt. 14-15)

2.1. Abilitazione scientifica e associati

2.1.1. Proroga al 30 settembre 2014 delle commissioni tornata 2013 (art.14, commi 1 e 2)

L'art. 14 del d.l. 90/2014 differisce al 30 settembre 2014 il termine di conclusione dei lavori delle commissioni per l’abilitazione scientifica nazionale della tornata 2013 (art.14, commi 1 e 2). Le disposizioni in esame, dunque, modificano implicitamente anche la disciplina prevista dall'art. 8, comma 6, del d.p.r. 222/2011 che prevedeva la sostituzione delle commissioni. 

2.1.2 Proroga al 30 giugno 2015 del piano straordinario associati 2012-2013 (art.14, comma 4)

In coerenza con il differimento del termine per la conclusione dei lavori delle commissioni per l’ASN, l'art. 14 (comma 4) differisce anche il termine per procedere alle chiamate di professori associati per gli anni 2012 e  2013 (piano straordinario di cui all'art. 1, comma 24, della legge 220/2010 e  all'art. 29, comma 9, della legge 240/2010). Il termine per la chiamata è differito dal 31 ottobre 2014 al 30 giugno 2015 (ulteriore proroga rispetto a quella del 31 marzo prevista originariamente dal d.l. 90/2014) 

2.1.3. Nuovi criteri e indizione procedura ASN per il 2014 (art.14, commi 3, 3-bis, 3-ter)

Il comma 3 dell'art. 14 in commento (modificato in sede di conversione) prevede l'indizione della procedura di abilitazione scientifica nazionale relativa al 2014 entro il 28 febbraio 2015 (il testo originario del D.L. prevedeva la sospensione della tornata 2014), previa revisione del regolamento di cui al d.p.r. 222/2011, in conformità alle modifiche contestualmente introdotte nella l. 240/2010 dai successivi commi dell'art. 14 in commento. La data del 28 febbraio 2015 è particolarmente significativa, in quanto il comma 3-ter dell'art.14 (comma introdotto in sede di conversione) prevede che i candidati che non hanno conseguito l'abilitazione nelle tornate 2012 e 2013 possano ripresentare la domanda dal 1° marzo 2015.

In sede di conversione, è stato introdotto anche il preannunciato c.d. modello "a sportello", ossia la presentazione delle domande di partecipazione senza scadenze prefissate, in luogo della previsione relativa all'indizione con frequenza annuale delle procedure per il conseguimento dell'abilitazione (nuovo art. 16, comma 3, lett. d), della l. 240/2010).

Il legislatore, con il commi 3-bis dell'art. 14 (comma aggiunto in sede di conversione), ha modificato in più parti gli artt. 15 e 16 della l. 240/2010 relativamente ai criteri e alle procedure di funzionamento delle commissioni scientifiche nazionali: 

  • riducendo da 30 a 20 il numero di professori di prima fascia che devono afferire, a regime, a ciascun settore concorsuale (nuovo art. 15, comma 2, della l. 240/2010);
  • aumentando da 4 a 6 anni la durata dell'abilitazione (nuovo art. 16, comma 1, l. 240/2010), con riferimento anche alle abilitazioni conseguite nelle tornate 2012 e 2013 (comma 3-ter, secondo periodo, art. 14, d.l. 90/2014);
  • prevedendo il coinvolgimento del CUN e dell'ANVUR nella definizione di criteri e parametri (che dovranno essere differenziati per settore concorsuale, e non più per area disciplinare) per l'attribuzione dell'abilitazione (nuovo art. 16, comma 3, lett. a), l. 240/2010), con verifica dell'adeguatezza degli stessi criteri dopo il primo biennio (nuovo art. 16, comma 3, lett. c), l. 240/2010);
  • riducendo da 12 a 10 la soglia minima di pubblicazioni sulla base della quale può essere fissato il numero massimo di pubblicazioni che ogni candidato può presentare (nuovo art. 16, comma 3, lett. b), l. 240/2010);
  • stabilendo l'eliminazione del commissario in servizio all'estero nella commissione nazionale, nonché la possibilità di sostituzione graduale dei membri della stessa commissione (nuovo art. 16, comma 3, lett. f) e g), l. 240/2010);
  • la garanzia della rappresentanza fin dove possibile proporzionale dei settori scientifico-disciplinari all'interno della commissione e la partecipazione di almeno un commissario per ciascun settore scientifico-disciplinare compreso nel settore concorsuale al quale afferiscano almeno 10 professori ordinari (invece di 30); l'obbligatorietà del parere pro veritate nel caso di candidati afferenti a un settore scientifico-disciplinare non rappresentato nella commissione (nuovo art. 16, comma 3, lett. i), l. 240/2010);
  • la preclusione, in caso di mancato conseguimento dell'abilitazione, a presentare una nuova domanda di abilitazione, per lo stesso settore e per la stessa fascia o per la fascia superiore, nel corso dei dodici mesi successivi alla data di presentazione della domanda e, in caso di conseguimento dell'abilitazione, a presentare una nuova domanda di abilitazione, per lo stesso settore e per la stessa fascia, nei quarantotto mesi successivi al conseguimento della stessa (nuovo art. 16, comma 3, lett. m), l. 240/2010);
  • la possibilità per i candidati all'abilitazione di presentare istanza di ricusazione di uno o più componenti della commissione esaminatrice (nuovo art. 16, comma 3, lett. m-bis), l. 240/2010).

2.1.4. Chiamate dirette e politiche di reclutamento (art. 14, commi 3-quater e 3-quinquies)

I commi 3-quater e 3-quinquies dell'art. 14 del d.l. 90/2014 in commento (commi aggiunti in sede di conversione) estendono l'ambito di operatività delle procedure di abilitazione scientifica nazionale:

  • il comma 3-quater dell'art. 14 modifica le procedure per la chiamata diretta di professori da parte delle università (art. 1, comma 9, l. 230/2005), prevedendo che il MIUR si pronunci sulla proposta formulata dall'università previo parere della commissione nazionale per le procedure di abilitazione scientifica per il settore per il quale è proposta la chiamata (e non più di una commissione appositamente nominata dal CUN)
  • il comma 3-quinquies stabilisce che, nell'ambito della valutazione delle politiche di reclutamento degli atenei, è considerata "prioritaria" la qualità della produzione scientifica dei professori reclutati dagli atenei all'esito dell'abilitazione scientifica nazionale.