D.L. 90/2014 - Riforma PA

Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari (convertito con legge 114/2014)

Autore: Giorgio Valandro

Pubblicazione: 2014

3. Semplificazioni e trasparenza (artt.16-28)

3.3. Semplificazione amministrativa

3.3.1. Divieto di richiedere dati già presenti nell'Anagrafe nazionale della popolazione residente (art. 17-bis)

L'art.17-bis, introdotto in sede di conversione, vieta alle pubbliche amministrazioni (comprese le università) di richiedere al cittadino informazioni e dati già presenti entro l'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), una banca dati di interesse nazionale, subentrata nel 2012 all'Indice nazionale delle anagrafi.

L'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) è stata istituita dal d.l. 179/2012, il quale ha modificato l'art. 62 del Codice dell'amministrazione digitale (d.lgs. 82/2005). Il primo regolamento di attuazione dell’ANPR è stato adottato con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 109/2013 (in vigore dal 16 ottobre 2013). La norma istitutiva prevede che l'ANPR subentri entro il 31 dicembre 2014 anche alle anagrafi comunali per la popolazione residente, in Italia e all'estero, restando ferme le attribuzioni dei sindaci quali ufficiali del Governo per la tenuta dei registri di stato civile e di popolazione e per gli adempimenti in materia elettorale, di leva militare e di statistica.

Sulla base delle nuove disposizioni l’ANPR, nella prima fase di attuazione, è costituita dall’Indice Nazionale delle Anagrafi (INA) e dall’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), ed è previsto che subentri alle anagrafi comunali entro il 31 dicembre 2014.

I Comuni possono utilizzare i dati anagrafici eventualmente conservati nelle proprie basi di dati locali (costantemente allineati all'ANPR) per lo svolgimento delle funzioni connesse agli adempimenti in materia elettorale e di statistica, ad eccezione di quelle anagrafiche. Resta fermo che i Comuni possano utilizzare i dati che l'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) è tenuta a rendere disponibili (art. 62, comma 3, del d.lgs. 82/2005, come modificato dall'art. 24, comma 4-ter, introdotto in sede di conversione)

Le modalità di accesso da parte delle pubbliche amministrazioni e degli organismi che erogano pubblici servizi ai dati e ai servizi resi disponibili dall'ANPR sono disciplinate  da apposite convenzioni aperte all'adesione di tutte le amministrazioni interessate. Ai sensi dell'art. 2 del regolamento di attuazione, l'ANPR rende disponibile a tutte le pubbliche amministrazioni e ai gestori o esercenti di pubblici servizi l'indirizzo di posta elettronica certificata indicato dal cittadino quale proprio domicilio digitale.

[I tempi e le modalità di attuazione dell’ANPR devono essere stabiliti anche con riferimento: a) alle garanzie e alle misure di sicurezza da adottare nel trattamento dei dati personali, alle modalità e ai tempi di conservazione dei dati e all'accesso ai dati da parte delle P.A. per le proprie finalità istituzionali; b) ai criteri per l'interoperabilità dell'ANPR con le altre banche dati di rilevanza nazionale e regionale, secondo le regole tecniche del sistema pubblico di connettività, in modo che le informazioni di anagrafe, una volta rese dai cittadini, si intendano acquisite dalle P.A. senza necessità di ulteriori adempimenti o duplicazioni da parte degli stessi; c) all'erogazione di altri servizi resi disponibili dall'ANPR, tra i quali il servizio di invio telematico delle attestazioni e delle dichiarazioni di nascita e dei certificati]

3.3.2. Agenda per la semplificazione amministrativa (art. 24)

L’art. 24, comma 1, del d.l. 90/2014 prevede l’adozione di un atto di programmazione concertata tra i diversi livelli di governo delle misure di semplificazione amministrativa da attuare nel prossimo triennio  (Agenda per la semplificazione per il triennio 2015-2017, che il Consiglio dei Ministri deve approvare entro il 31 ottobre 2014). L’agenda deve contenere le linee di indirizzo in materia di semplificazione amministrativa, comuni a Stato, regioni e autonomie locali, nonché il cronoprogramma per l’attuazione delle relative misure, anche con riferimento alla prosecuzione dell’attuazione delle misure previste dal d.l. 5/2012 (c.d. decreto Semplifica Italia).

L’art. 24 dispone inoltre che le singole amministrazioni statali, ove non abbiano ancora provveduto, adottano moduli unificati e standardizzati su tutto il territorio nazionale per la presentazione di istanze, dichiarazioni e segnalazioni da parte di cittadini e imprese (comma 2). L’adozione della modulistica comune per la presentazione alle amministrazioni regionali e locali di istanze, dichiarazioni e segnalazioni per il settore dell’edilizia e in riferimento all’avvio delle attività produttive è oggetto di accordo o intesa conclusa in sede di Conferenza unificata (comma 3).

In questo modo viene ampliato l’utilizzo del modulo unificato e standardizzato che è già previsto da singole normative di settore e, in altri casi, è in fase di sperimentazione:

  • con l'accordo “Italia Semplice” siglato il 12 giugno 2014 tra Governo, Regioni ed enti locali, sono stati adottati i moduli unificati e semplificati per la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) in edilizia e il permesso di costruire;
  • per quanto concerne la modulistica standardizzata per l’avvio di attività produttive i soggetti interessati utilizzano gli strumenti messi a disposizione dal portale www.impresainungiorno.gov.it, che si potrà avvalere di quanto predisposto dagli sportelli unici delle attività produttive (SUAP) già operativi. Attualmente, dunque, in mancanza della modulistica predisposta dal SUAP e dalle amministrazioni comunque coinvolte nel procedimento, il soggetto interessato utilizza gli strumenti messi a disposizione dal portale per il territorio di competenza regionale.

La modulistica unificata e standardizzata dovrà essere pubblicata nel portale www.impresainungiorno.gov.it e dovrà essere resa disponibile per la compilazione delle pratiche telematiche da parte delle imprese entro sessanta giorni dalla sua approvazione (art. 24, comma 4-bis, introdotto in sede di conversione)

In sede di conversione, è stato aggiunto all'art. 24 del d.l. 90/2014 in esame un comma  3-bis, il  quale prevede che le amministrazioni statali, regionali e locali approvino (entro il 15 febbraio 2015) un piano di completa informatizzazione delle procedure per la presentazione di istanze, dichiarazioni e segnalazioni.

Le procedure dovranno permettere:

  • la compilazione on line con procedure guidate accessibili tramite autenticazione con il Sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese
  • il completamento della procedura
  • il tracciamento dell'istanza con individuazione del responsabile del procedimento e, ove applicabile, l'indicazione dei termini entro i quali il richiedente ha diritto ad ottenere una risposta                                                                                                       

3.3.3. Semplificazioni per i soggetti con invalidità (art. 25)

L’art. 25 del d.l. 90/2014 contiene misure di semplificazione delle procedure in materia di invalidità civile e disabilità:

  • per la revisione, il rinnovo o l’estensione della patente di guida (commi 1 e 2);
  • per la sosta/parcheggio degli invalidi muniti di specifico contrassegno (comma 3);
  • per l’accertamento della permanenza della minorazione civile o della disabilità con riduzione dei termini obbligatori entro i quali effettuare le visite di accertamento ordinarie e provvisorie e ampliamento delle fattispecie per cui possono essere effettuati gli accertamenti provvisori (comma 4);
  • per la continuità dell’erogazione delle provvidenze economiche nel passaggio dalla minore alla maggiore età (commi 5 e 6);
  • l’esclusione, per i soggetti affetti dalle menomazioni o dalle patologie stabilizzate o ingravescenti elencate nel D.M. 2 agosto 2007, dalle visite INPS di verifica della permanenza dello stato invalidante (commi 7 e 8);
  • la facoltà per la persona disabile affetta da invalidità uguale o superiore all'80% di non sostenere la prova preselettiva eventualmente prevista per le prove d'esame nei concorsi pubblici e per l'abilitazione alle professioni (comma 9).

Il comma 9 dell'art. 25 - inserendo il comma 2-bis nell’art. 20 della legge 104/1992), prevede che la persona con invalidità uguale o superiore all'80% non è tenuta a sostenere la prova preselettiva eventualmente prevista per le prove d'esame nei concorsi pubblici e per  l'abilitazione alle professioni.

3.3.4. Semplificazione e razionalizzazione in materia sanitaria (art. 27)

L’art. 27 modifica l’art. 3 del d.l. 158/2012 che ha posto l’assicurazione obbligatoria in capo all'esercente le professioni sanitarie.

In particolare viene ribadito che l’obbligo di stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività professionale, non trova applicazione nei confronti del professionista sanitario nell'ambito di un rapporto di lavoro alle dipendenze del Servizio sanitario nazionale. Conseguentemente, decade l’obbligo per gli esercenti sanitari dipendenti del SSN di sottoscrivere una polizza di Responsabilità Civile Professionale, anche nell'esercizio dell'attività libero-professionale intramuraria.

La copertura assicurativa è garantita da un apposito Fondo, nei limiti delle risorse dello stesso Fondo. Le risorse del Fondo sono costituite in base alle misure contributive stabilite dal soggetto gestore del Fondo (e non più in sede di contrattazione collettiva). In sede di conversione è stato aggiunto il comma 1-bis, il quale impone espressamente a ciascuna azienda del SSN (e a ciascuna struttura o ente privato operante in regime autonomo o accreditato con il SSN e a ciascuna struttura o ente che, a qualunque titolo, renda prestazioni sanitarie a favore di terzi) l'obbligo di dotarsi di copertura assicurativa o di altre analoghe misure per la responsabilità civile verso terzi (RCT) e per la responsabilità civile verso prestatori d'opera (RCO), a tutela dei pazienti e del personale.

In sede di conversione, è stato abrogato il comma 2 dell'art. 27 in commento, il quale semplificava le procedure necessarie per la realizzazione di strutture sanitarie e socio sanitarie. Il Comune, dunque, ai sensi del comma 3 dell’art. 8-ter del d.lgs. 502/1992, dovrà ancora acquisire la verifica di compatibilità del progetto da parte della Regione (in rapporto al fabbisogno complessivo e alla localizzazione territoriale delle strutture presenti in ambito regionale, anche al fine di meglio garantire l’accessibilità ai servizi e valorizzare le aree di insediamento prioritario di nuove strutture).

3.3.5. Riduzione del diritto annuale delle camere di commercio a carico delle imprese (art.28)

L'art. 28, modificato in sede di conversione, riduce il diritto annuale dovuto dalle imprese alle Camera di Commercio secondo un criterio di gradualità (il 35% nel 2015, il 40% nel 2016 e del 50% a decorrere dal 2017).

La base di calcolo è il diritto annuale come determinato per l'anno 2014 nel Decreto 21 aprile 2011 del MiSE, a cui rinvia la nota n. 0201237 del 05/12/2013 del Ministero).

Il nuovo art. 28 prevede inoltre (al comma 2) che i diritti di segreteria e i proventi derivanti dalla gestione di attività e dalla prestazione di servizi e quelli di natura patrimoniale siano fissati sulla base di costi standard definiti dal MiSE, sentiti la Società per gli studi di settore (SOSE) e Unioncamere, secondo criteri di efficienza da conseguire anche attraverso l'accorpamento degli enti e  degli organismi del sistema camerale e lo svolgimento in forma associata delle funzioni.