D.L. 90/2014 - Riforma PA

Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari (convertito con legge 114/2014)

Autore: Giorgio Valandro

Pubblicazione: 2014

4. Gare e opere pubbliche (artt.29-39)

4.3. Misure anticorruzione

 Sulla ridefinizione delle funzioni dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) vedi il commento all'art. 19 del d.l. 90/2014 in esame, al paragrafo: 3.1. ANAC e riorganizzazione PP.AA.

4.3.1. Iscrizione obbligatoria nell'elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa (c.d. white list)

L'art. 29 (comma 1) del d.l. 90/2014 rende obbligatoria l'iscrizione delle imprese  che operano nei settori a rischio di infiltrazioni mafiose (individuati dal comma 53 della legge 190/2012) negli elenchi delle imprese non soggette a rischio di infiltrazione mafiosa tenuti dalle prefettura competente (quella della provincia ove l'impresa ha posto la propria residenza o sede legale) e periodicamente verificati per confermare il mantenimento del possesso dei requisiti originari.

Per quelle imprese l’iscrizione alla white list, che adesso è diventata obbligatoria, assorbe i contenuti della comunicazione e dell’informazione antimafia (nuovo comma 52-bis). Tuttavia, la comunicazione e l'informazione antimafia liberatoria è da acquisire indipendentemente dalle soglie previste dal codice antimafia.

Il comma 2 dell'art. 29 in esame prevede, in via transitoria, e per massimo 12 mesi dall'entrata in  vigore del decreto-legge (fino al 25 giugno 2015), che le stazioni appaltanti nei settori a rischio possano procedere all’affidamento di contratti o all’autorizzazione di subcontratti ritenendo sufficiente la richiesta di iscrizione alla white list. Laddove la prefettura dovesse poi negare l’iscrizione, gli affidamenti saranno revocati, a meno che l'opera non sia già in corso di ultimazione oppure, in caso di fornitura di beni e servizi, non sia ritenuta essenziale per il perseguimento dell'interesse pubblico e il soggetto che la fornisce non sia sostituibile in tempi rapidi. La stazione appaltante che abbia aggiudicato e stipulato il contratto o autorizzato il subappalto esclusivamente sulla base della domanda di iscrizione, è obbligata a informare la Prefettura competente di essere in attesa del provvedimento definitivo.

4.3.2. Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (art. 31)

L’art. 31 del d.l. 90/2014 - modificando l’art. 54-bis del d.lgs. 165/2001 - dispone che, in presenza di condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, il dipendente pubblico possa inoltrare denuncia, oltre che all'autorità giudiziaria e alla Corte dei conti, anche all’Autorità nazionale anticorruzione (A.N.A.C.), a cui il decreto-legge 90/2014 in esame ha assegnato anche questa nuova funzione (v. art. 19, comma 5).

4.3.3. Gestione delle imprese per la prevenzione della corruzione (art. 32)

 L’art. 32 del d.l. 90/2014 detta una serie norme per la gestione di imprese aggiudicatarie di appalti pubblici indagate per specifici delitti contro la PA, in relazione all'attività delle quali si registrino rilevanti anomalie o comunque situazioni sintomatiche di condotte illecite.

Si tratta dei seguenti delitti contro la PA: concussione (art. 317), corruzione per l’esercizio della funzione (art. 318), corruzione semplice e aggravata per atto contrario ai doveri d’ufficio (artt. 319 e 319-bis), corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter), induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319-quater), corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (art. 320), istigazione alla corruzione (art. 322), peculato, concussione, induzione indebita dare o promettere utilità, corruzione e istigazione alla corruzione di membri della Corte penale internazionale o degli organi delle Comunità europee e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri (art. 322-bis), traffico di influenze illecite (art. 346-bis), turbata libertà degli incanti (art. 353) e del procedimento di scelta del contraente (art. 353-bis).
In tali ipotesi, il Presidente dell’ANAC informa il Procuratore della repubblica e, in presenza di fatti gravi e accertati - anche a seguito di denunce di illeciti da parte di dipendenti della pubblica amministrazione (ex art. 1, comma 51, L. 190/2012, cfr. art. 31) - può proporre, in via alternativa, al Prefetto competente:

  • di intimare all’impresa il rinnovamento degli organi sociali;
  • di assumere direttamente il controllo dell’impresa attraverso un’amministrazione straordinaria temporanea fino all’esecuzione del contratto pubblico (comma 1).

4.3.4. Divieto di transazioni della PA con società o enti esteri aventi sede in Stati che non permettono l'identificazione dei proprietari (art.35)

Per assicurare la trasparenza e la legalità nell'attività amministrativa e contrattuale delle PP.AA., l'art. 35 del d.l. 90/2014 vieta ogni operazione economica e finanziaria tra PA e società o enti esteri per i quali, secondo la legislazione dello Stato di cui hanno la sede, non è possibile identificare i soggetti che ne detengono quote di proprietà di capitale o il controllo.

Il divieto non opera qualora siano osservati gli obblighi di adeguata verifica del titolare effettivo della società o dell’ente coinvolto nelle predette operazioni, previsti dalla vigente disciplina antiriciclaggio.

Il divieto vale fino al recepimento delle tre direttive che riformano il settore degli appalti e delle concessioni: la direttiva 2014/25/UE sugli appalti nei cosiddetti "settori speciali" (acqua, energia, trasporti e servizi postali), la direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici nei settori ordinari e la direttiva 2014/23/UE sull'aggiudicazione dei contratti di concessione. Le direttive sono entrate in vigore il 18 aprile 2014. Gli Stati membri dovranno recepire le disposizioni delle nuove norme nell'ordinamento nazionale entro il 18 aprile 2016.