D.L. 90/2014 - Riforma PA

Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari (convertito con legge 114/2014)

Autore: Giorgio Valandro

Pubblicazione: 2014

1. Lavoro pubblico (artt.1-13-bis)

1.2. Divieto di incarichi a soggetti in quiescenza (art.6)

NB: La legge 124/2015 ha modificato ulteriormente la materia, prevedendo la possibilità di conferire incarichi di studio e consulenza a titolo gratuito a soggetti in quiescenza anche per più di un anno, mantenendo il limite temporale di un anno "per i soli incarichi dirigenziali e direttivi, ferma restando la gratuità" (art. 17, ultimo comma, legge 124/2015): →VAI AL DOSSIER


L'art. 5, comma 9, del d.l. 95/2012 (come modificato dall'art. 6 del d.l. 90/2014 e poi dall'art. 17, ultimo comma, legge 124/2015) prevede che le PP.AA. non possano conferire, a titolo oneroso, a soggetti già lavoratori pubblici e privati collocati in quiescenza:

  • incarichi di studio e di consulenza;
  • incarichi dirigenziali o direttivi (nuovo);
  • cariche in organi di governo di amministrazioni pubbliche (nuovo).

Sono invece consentiti gli incarichi e le collaborazioni a titolo gratuito (art.5, comma 9, del d.l. 95/2012, così come modificato dall'art. 6 in commento). Devono essere rendicontati eventuali rimborsi di spese.

Ulteriori limitazioni sono adesso previste soltanto per gli incarichi dirigenziali e direttivi ("ferma restando la gratuità": art. 17, ultimo comma, legge 124/2015):

  • per una durata non superiore a un anno, presso ciascuna amministrazione
  • non sono prorogabili ne' rinnovabili

Il divieto trova applicazione agli incarichi conferiti a decorrere dal 24 giugno 2014 (data di entrata in vigore del decreto-legge).

La disposizione in commento ha ampliato notevolmente sia l’ambito soggettivo che oggettivo dell’art.5, comma 9, del d.l. 95/2012, il quale ha vietato alle PP.AA. di attribuire incarichi di studio e consulenza a soggetti in quiescenza già appartenenti ai ruoli, che abbiano svolto nell'ultimo anno di servizio funzioni e attività corrispondenti. Il divieto è esteso:

  • a tutti i soggetti in quiescenza (anche ai lavoratori privati)  
  • anche agli incarichi dirigenziali (o direttivi)
  • alle cariche in organi di governo delle stesse amministrazioni (e degli enti e società da esse controllati)

Il divieto non si applica per gli incarichi in ordini, collegi professionali, relativi organismi nazionali e negli enti aventi natura associativa.

Circolari interpretative

In tema di incarichi a soggetti in quiescienza, è intervenuta una circolare interpretativa dell'art.6 del d.l. 90/2014, emanata dal Ministro per la semplificazione e la PA: Circolare n.6 del 4 dicembre 2014 (Interpretazione e applicazione dell'art. 5, comma 9, del d.l. 95/2012, come modificato dall'art. 6 del d.l. 90/2014), successivamente Sul punto, è successivamente integrata dalla circolare 5/2015 del 10 novembre 2015 del medesimo Ministro.

Decorrenze e rapporti con norme precedenti

La nuova disciplina prevale su quelle precedenti, anche speciali, che consentivano il conferimento a soggetti in quiescenza di incarichi o cariche rientranti tra quelli ormai vietati dall'art.6 d.l. 90/2014. Al contempo, la nuova disciplina si aggiunge, senza modificarle, alle altre discipline vigenti che pongono simili divieti al conferimento di incarichi (per es. in materia di incompatibilità e inconferibilità, di limiti alle spese per consulenze, di limiti retributivi nelle PP.AA., di compensi e rimborsi spese per gli organi collegiali, di gratuità di specifici incarichi, di cumulo tra trattamento economico e pensione)

Le amministrazioni devono evitare comportamenti elusivi, consistenti nel conferire a soggetti prossimi alla pensione incarichi e cariche il cui mandato si svolgerà in una fase successiva al collocamento in quiescenza. Per tali soggetti, le amministrazioni valuteranno la possibilità di conferire un incarico gratuito (v. infra)

Incarichi vietati

Gli incarichi vietati sono solo quelli espressamente contemplati (criterio di stretta interpretazione), senza poter ricorrere a interpretazioni estensive o analogiche:

a) incarichi di studio e di consulenza

b) incarichi dirigenziali o direttivi

c) cariche di governo nelle amministrazioni e negli enti e società controllati

Il divieto si riferisce al conferimento di incarichi e cariche che, indipendentemente dalla loro natura formale, consentono di svolgere ruoli rilevanti al vertice delle amministrazioni. Occorre prescindere dalla natura giuridica del rapporto, dovendosi invece considerare l'oggetto dell'incarico. La disciplina in esame, dunque, non esclude alcuna delle forme contrattuali contemplate dall'art. 7 d.lgs. 165/2001, tuttavia impedisce di utilizzarle per conferire incarichi aventi il contenuto proprio degli incarichi vietati (indipendentemente dalla fonte di finanziamento).

Incarichi consentiti

Tutte le ipotesi di incarico o collaborazione non rientranti nelle categorie espressamente elencate sono da ritenersi consentite, ovviamente ferme restando le disposizioni vigenti relative ai requisiti e alle modalità di scelta dei soggetti ai quali conferire incarichi e cariche e alle procedure di conferimento (come quelle disciplinate dall'art. 7 d.lgs. 165/2001).

Tra gli incarichi consentiti (o meglio non vietati dalla nuova disciplina), si segnalno le seguenti ipotesi:

  • un soggetto collocato in quiescenza per aver raggiunto i relativi requisiti nella propria carriera, può concorrere per un impiego relativo a una carriera nella PA nella quale può ancora prestare servizio
  • contratti d'opera intellettuale per incarichi che non comportino funzioni dirigenziali o direttive e abbiano oggetto diverso da quello di studio o consulenza
  • incarichi di ricerca, inclusa la responsabilità di un progetto di ricerca (purché non comporti la direzione di strutture stabili dell'amministrazione)
  • incarichi di docenza
  • incarichi nelle commissioni di concorso o di gara
  • la partecipazione a organi collegiali consultivi (comitati scientifici o tecnici), di controllo (collegi sindacali e dei revisori)
  • incarichi dei commissari straordinari

Incarichi gratuiti

La possibilità (eccezione) di conferire incarichi e collaborazioni a titolo gratuito (art.5, comma 9, del d.l. 95/2012, così come modificato dall'art. 6 in commento) va letta in connessione ai primi due periodi dell'art. 6, rispetto ai quali essa introduce un'eccezione: l'espressione "incarichi e collaborazioni", quindi, corrisponde alle varie ipotesi di cui ai periodi precedenti. Di conseguenza, indipendentemente dal modo in cui l'incarico venga formalmente qualificato, ove - in base al suo contenuto - esso rientri tra le ipotesi di cui ai divieti in esame, esso potrà essere conferito, ma soltanto alle condizioni stabilite dalla suddetta previsione. L'ambito dell'eccezione, dal punto di vista oggettivo, coincide con quello dei divieti: di conseguenza, potranno essere attribuiti, nei limiti indicati, incarichi e cariche gratuiti di ciascuno dei tipi vietati.

Le amministrazioni dovranno, peraltro, valutare la compatibilità dell'incarico o carica con la gratuità e con la durata limitata (per es. perché disposizioni vigenti prevedono una durata minima superiore all'anno). In generale, le amministrazioni dovranno valutare la compatibilità delle prestazioni richieste e delle eventuali responsabilità con la gratuità dell'incarico.

In particolare, la possibilità di attribuire incarichi dirigenziali a soggetti che abbiano raggiunto i limiti di età per il collocamento a riposo dei dipendenti pubblici era già esclusa dalla disciplina vigente (art. 33, comma 3, d.l. 223/2006, relativo agli incarichi a soggetti esterni all'amministrazione, quali i pensionati). Rimane la possibilità di conferire incarichi dirigenziali, in base all'art. 19, comma 6, d.lgs. 165/2001, a soggetti che, pur collocati in quiescenza, non abbiano raggiunto i suddetti limiti di età: in questa ipotesi, l'amministrazione valuterà prudentemente la compatibilità dell'incarico con la gratuità, con la durata massima annuale e con le responsabilità e i meccanismi di valutazione connessi all'incarico. Rimangono ferme, in queste ipotesi, le regole relative alle procedure selettive di conferimento degli incarichi.

La disposizione consente il conferimento di incarichi e collaborazioni gratuiti per una durata massima di un anno "presso ciascuna amministrazione". Di conseguenza, il soggetto collocato in quiescenza potrà ricevere differenti incarichi, anche contemporaneamente, da parte di amministrazioni diverse, ove reciprocamente compatibili, purché ciascuno di essi rispetti il suddetto limite di durata.


NB: La legge 124/2015 ha modificato ulteriormente la materia, prevedendo la possibilità di conferire incarichi di studio e consulenza a titolo gratuito a soggetti in quiescenza anche per più di un anno, mantenendo il limite temporale di un anno "per i soli incarichi dirigenziali e direttivi, ferma restando la gratuità" (art. 17, ultimo comma, legge 124/2015): →VAI AL DOSSIER