Provvedimenti omnibus - GUIDA ALLA LETTURA

GUIDA ALLA LETTURA

La legge di stabilità (già Legge finanziaria) ogni fine anno apporta numerose e disorganiche modifiche al sistema normativo di riferimento per la PA, università comprese. Inoltre, negli ultimi anni la legge di stabilità viene preceduta e seguita da ulteriori provvedimenti di finanza pubblica, diretti a correggere e integrare i conti pubblici e al contempo a modificare il sempre più incerto quadro normativo con il quale il funzionario pubblico deve fare continuamente i conti.

Questo approccio estemporaneo e disorganico di legiferare incrementa di anno in anno l'incertezza del diritto, sottoponendo le amministrazioni pubbliche a uno stress normativo che genera un vero e proprio "panico gestionale" negli operatori pubblici.

Un discorso analogo può essere ripetuto per altri provvedimenti normativi c.d. omnibus:

  1. decreti-legge c.d. "milleproroghe" (e relative leggi di conversione)
  2. decreti-legge c.d. "sviluppo", "crescita", "semplificazioni", "competitività" (ma anche "salva Italia", "del fare", "sblocca Italia", ecc.)

Tutti questi decreti-legge hanno in comune con le leggi di stabilità la capacità di intervenire simultaneamente in svariati settori dell'ordinamento giuridico, apportando modifiche normative disorganiche e di immediata applicazione per le PA.*

In questa guida introduttiva si illustrano il contenuto e la struttura dei singoli dossier e si forniscono alcune indicazioni di massima sulla delicata (e intricata) questione dell'ambito di applicazione delle modifiche introdotte dal legislatore, delle quali ci si deve sempre interrogare: si applica alle università?

I. Struttura dei dossier

II. Applicabilità alle università


*Nella sentenza 22/2012 la Corte costituzionale si è espressa con riguardo ai cosiddetti decreti milleproroghe che, con cadenza ormai annuale, vengono convertiti in legge, sottolineando che "sebbene attengano ad ambiti materiali diversi ed eterogenei, devono obbedire alla ratio unitaria di intervenire con urgenza sulla scadenza di termini il cui decorso sarebbe dannoso per interessi ritenuti rilevanti dal Governo e dal Parlamento, o di incidere su situazioni esistenti – pur attinenti ad oggetti e materie diversi – che richiedono interventi regolatori di natura temporale. Del tutto estranea a tali interventi è la disciplina "a regime" di materie o settori di materie, rispetto alle quali non può valere il medesimo presupposto della necessità temporale e che possono quindi essere oggetto del normale esercizio del potere di iniziativa legislativa, di cui all'art. 71 Cost. Ove le discipline estranee alla ratio unitaria del decreto presentassero, secondo il giudizio politico del Governo, profili autonomi di necessità e urgenza, le stesse ben potrebbero essere contenute in atti normativi urgenti del potere esecutivo distinti e separati. Risulta invece in contrasto con l'art. 77 Cost. la commistione e la sovrapposizione, nello stesso atto normativo, di oggetti e finalità eterogenei, in ragione di presupposti, a loro volta, eterogenei".

In merito ai requisiti di contenuto dei decreti-legge, si ricorda che l'art. 15, comma 3, della legge n. 400/1988 dispone che "i decreti devono contenere misure di immediata applicazione e il loro contenuto deve essere specifico, omogeneo e corrispondente al titolo". Nella citata sentenza 22/2012 la Corte Costituzionale ha evidenziato che questo "costituisce esplicitazione della ratio implicita nel secondo comma dell'art. 77 Cost., il quale impone il collegamento dell'intero decreto-legge al caso straordinario di necessità e urgenza" ed è coerente con i presupposti per l'emanazione di decreti-legge previsti dall'art. 77 Cost. un'urgente necessità del provvedere che riguardi "una pluralità di norme accomunate (..) anche dall'intento di fronteggiare situazioni straordinarie complesse e variegate, che richiedono interventi oggettivamente eterogenei, afferenti quindi a materie diverse, ma indirizzati all'unico scopo di approntare rimedi urgenti a situazioni straordinarie venutesi a determinare".