MILLEPROROGHE 2015 [d.l. 210/2015 convertito in legge]

DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2015, n. 210 convertito in LEGGE 25 febbraio 2016, n. 21 - Proroga di termini previsti da disposizioni legislative (GU nn. 302 del 30-12-2015 e 47 del 26-02-2016)

Autore: Giorgio Valandro [aggiornamento di Riccardo Bertini]

Ultimo aggiornamento: 4 marzo 2016

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II. SELEZIONE PER LE UNIVERSITA'

2. Contenimento della spesa

Mobili e arredi

L'articolo 10, comma 3, del decreto-legge in commento, proroga per l'anno 2016 le norme di contenimento della spesa pubblica che vietano alle amministrazioni pubbliche (tra cui le università) di effettuare spese per l'acquisto di mobili e arredi, ad eccezione di quelli destinati ad uso scolastico e dei servizi per l'infanzia, di ammontare superiore al 20% della spesa sostenuta in media negli anni precedenti.

Si ricorda che è fatta salva l’ipotesi che l’acquisto di tali beni "sia funzionale alla riduzione delle spese connesse alla conduzione degli immobili" (in questo caso il collegio dei revisori dei conti o l’ufficio centrale del bilancio provveda a verificare preventivamente i risparmi realizzabili, i quali devono essere superiori alla minore spesa che deriverebbe dall’applicazione dei limiti posti dalla norma in esame).

Consulenze, incarichi e gettoni

L'articolo 10, comma 5, proroga dal 31 dicembre 2015 al 31 dicembre 2016 il limite massimo - pari agli importi risultanti alla data del 30 aprile 2010, ridotti del 10% – stabilito per la corresponsione di indennità, compensi, gettoni, retribuzioni o altre utilità, da parte delle pubbliche amministrazioni ai componenti di organi di indirizzo, direzione e controllo, consigli di amministrazione e organi collegiali, comunque denominati, e ai titolari di incarichi di qualsiasi tipo.

Locazioni: blocco adeguamento automatico

L'articolo 10, comma 6, estende all'anno 2016 il blocco dell'adeguamento automatico dei canoni di locazione passiva per gli immobili condotti dalle amministrazioni pubbliche (tra cui le università) e utilizzati a fini istituzionali.

Somme in conto residui per split payment

Il co. 8-bis dell'art. 10 proroga per il 2016 l'utilizzo delle somme iscritte in conto residui nel 2015 nel bilancio dello Stato, relative all'applicazione della scissione dei pagamenti per l'IVA (split payment). La legge di stabilità per il 2015 n. 190/2014, all'art. 1, co. 629, lett. b), ha previsto la scissione del pagamento dell'IVA dal pagamento del corrispettivo per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti delle amministrazioni pubbliche indicate da tale norma, nello svolgimento di attività per le quali non sono soggetti passivi di IVA . Pertanto, in attuazione di tali disposizioni, le amministrazioni pubbliche acquirenti dei beni, o committenti dei servizi, effettuano il versamento IVA direttamente all'erario piuttosto che al fornitore. Come illustrato nella Relazione illustrativa dell'emendamento con il quale è stata introdotta la norma in esame, dal momento che il versamento dell'IVA avviene nel mese successivo alla transazione, si determina la necessità della proroga dell'utilizzo delle relative somme, iscritte in conto residui riferite ad operazioni perfezionate nel mese precedente, per poter procedere ai conseguenti versamenti all'entrata del bilancio dello Stato.

La norma sembrerebbe interessare, dunque, le sole risorse iscritte in conto residui al 31 dicembre 2015 necessarie al versamento all'Erario nel 2016 dell'IVA divenuta esigibile a dicembre 2015, a seguito del pagamento del corrispettivo al fornitore di impegni assunti nel corso degli esercizi precedenti per acquisti di beni e servizi.