NUOVO CAD

7. ACQUISIZIONE E RIUSO DI SISTEMI INFORMATICI NELLE PA

“Analisi comparativa delle soluzioni”

L’art. 68, il quale prevede che le PA acquisiscano programmi informatici a seguito di un'analisi comparativa delle soluzioni disponibili sul mercato, ha subito l’abrogazione dei commi 2, 2-bis e 4.

“Riuso delle soluzioni e standard aperti”

L’art. 69 era rubricato “Riuso dei programmi informatici” ora, a seguito della riforma, è stato rubricato “Riuso delle soluzioni e standard aperti”.

Sono stati modificati i commi 1 e 2 mentre i commi 3 e 4 sono stati abrogati.

Il novellato comma 1 sancisce, per le PA titolari di “soluzioni” (termine aggiunto con la riforma) e programmi informatici, “l’obbligo di rendere disponibile il relativo codice sorgente” (“rilasciato in repertorio pubblico sotto licenza aperta”) in uso gratuito non solo ad altre pubbliche amministrazioni ma anche “ai soggetti giuridici che intendano adattarli alle proprie esigenze, salvo motivate ragioni di ordine e sicurezza pubblica, difesa nazionale e consultazioni elettorali.”

Il comma 2 è stato modificato stabilendo che i programmi e i servizi ICT debbano, ove possibile, essere conformi alle specifiche tecniche di SPC definite da AgID al fine di favorirne il riuso da parte di altre pubbliche amministrazioni.

“Banca dati dei programmi informatici riutilizzabili”

La riforma ha modificato l'art. 70 prevedendo, in particolare, che l’Agid definisca i requisiti minimi affinché i programmi informatici, realizzati dalle pubbliche amministrazioni, siano idonei al riuso da parte di altre pubbliche amministrazioni anche con riferimento a singoli moduli, nonché le modalità di inserimento nell’apposita banca dati dei programmi informatici riutilizzabili (art. 70, comma 1).

Il comma 2 dell’articolo è stato abrogato a seguito della modifica del comma 1.