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9. SISTEMA PUBBLICO DI CONNETTIVITÀ

“Sistema pubblico di connettività”

La modifica dell’art. 73 ha lo scopo di semplificare e razionalizzare la vigente disciplina sul Sistema Pubblico di connettività.

La novellata formulazione dell'articolo disegna tale Sistema pubblico di connettività come l'insieme di infrastrutture tecnologiche e di regole tecniche che assicura l’interoperabilità tra i sistemi informativi delle pubbliche amministrazioni, permettendo il coordinamento informativo e informatico dei dati tra le amministrazioni centrali, regionali e locali e tra queste e i sistemi dell’Unione europea (art. 73, comma 1).

Viene, inoltre, prevista una generale apertura – previa istanza all’Agid – di tale sistema ai gestori di servizi pubblici e ai privati (art. 73, comma 1).

Il Sistema Pubblico di connettività è costituito da un insieme di elementi che comprendono infrastrutture, architetture e interfacce tecnologiche; linee guida e regole per la cooperazione e l’interoperabilità; catalogo di servizi e applicazioni (nuovo comma 3-ter aggiunto con la riforma) e “garantisce la sicurezza e la riservatezza delle informazioni, nonché la salvaguardia e l'autonomia del patrimonio informativo di ciascun soggetto aderente” (art. 73, comma 2).

A norma dell'art. 71 saranno dettate le specifiche regole tecniche del Sistema pubblico di connettività, al fine di assicurarne l’aggiornamento, l’aderenza alle linee guida europee in materia di interoperabilità, l’adeguatezza rispetto alle esigenze delle pubbliche amministrazioni e dei suoi utenti e la più efficace e semplice adozione da parte di tutti i soggetti, pubblici e privati (comma 3-quater inserito dalla riforma).

“Partecipazione al Sistema pubblico di connettività”

Con la modifica dell’art. 75 sono fatte salve le esclusioni dalla partecipazione al SPC che sono collegate all'esercizio delle funzioni di ordine e sicurezza pubblica, difesa nazionale, consultazione elettorali (art. 75, comma 1).

La partecipazione al SPC deve comunque avvenire nel rispetto delle specifiche regole della connettività (art. 75, comma 2).

Il comma 3 dispone che Agid renda gratuitamente ogni informazione necessaria a garantire l’interoperabilità del Sistema con ogni soluzione informatica autonomamente sviluppata da privati o altre amministrazioni (che rispettino beninteso le specifiche regole tecniche poste per la connettività).

Infine è stato abrogato il comma 3-bis nel quale si leggeva: “Il gestore di servizi pubblici e i soggetti che perseguono finalità di pubblico interesse possono usufruire della connessione al SPC e dei relativi servizi, adeguandosi alle vigenti regole tecniche” (mentre il comma 2 impone il rispetto delle regole tecniche di connettività).

“Costi del SPC”

Il nuovo art. 76-bis (introdotto con la riforma) stabilisce che i costi, relativi alle infrastrutture nazionali del Sistema pubblico di connettività, sono a carico dei fornitori per i servizi da essi direttamente utilizzati e proporzionalmente agli importi dei contratti di fornitura. Una quota di tali costi è previsto sia carico delle pubbliche amministrazioni relativamente ai servizi da esse stesse utilizzati. La parte del contributo forfettario (destinato un tempo a DigitPA, nell'ambito di gare o accordi quadro predisposti direttamente o con altri soggetti, giungente dalle amministrazioni contraenti nell'ambito delle risorse ordinariamente destinate all'innovazione tecnologica, in misura fissa ovvero compresa tra un minimo e un massimo in percentuale sul valore del contratto sottoscritto) che eventualmente ecceda la copertura dei costi diretti e indiretti (inclusi quelli sostenuti per conto di Consip), è destinata alla (parziale) copertura della quota dei costi relativi alle infrastrutture nazionali gestite da Agid.