NUOVO CAD

1. PRINCIPI GENERALI

1.1 Definizioni

Identità digitale

Con la riforma del CAD fa il suo ingresso la definizione di identità digitale quale “rappresentazione informatica della corrispondenza tra un utente e i suoi attributi identificativi, verificata attraverso l’insieme dei dati raccolti e registrati in forma digitale..” (art. 1, comma 1, u-quater).

Si afferma anche il diritto dei cittadini e delle imprese all’assegnazione di un’identità digitale attraverso cui accedere e usare i servizi erogati in rete dai soggetti regolati dal CAD (art. 3, comma 1-quinquies) e il diritto di tutti gli iscritti all’Anagrafe nazionale della popolazione residente di essere identificati dalle PA tramite quell’identità digitale (art. 3, comma 1-sexies).

Con riferimento all’art. 3, comma 1-quinquies, nel parere del 9 giugno 2016, il Garante per la protezione dei dati personali aveva ritenuto opportuno che si valutasse una modifica di tale previsione in modo da estendere il diritto all’assegnazione di un’identità digitale ai soggetti legalmente residenti in Italia e non solo ai cittadini e alle imprese. Questa modifica, a detta del Garante, sarebbe stata in linea sia con il comma 1 che riconosce a chiunque “il diritto di usare le soluzioni e gli strumenti di cui al presente Codice nei rapporti con i soggetti di cui all’art. 2, comma 2…” sia con il comma 1-sexies che attribuisce a tutti gli iscritti all’Anagrafe nazionale della popolazione residente (e quindi anche non cittadini residenti) il diritto di essere identificati dalle PA attraverso l’identità digitale.

Documento informatico

Il documento informatico è definito come il “documento elettronico” contenente “la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti” (art.1, comma 1, lettera p). Prima della riforma, nell'art.1, comma 1, lettera p si leggeva: “documento informatico: la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti”.

p) documento informatico: la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti;
p) documento informatico: la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti;
p) documento informatico: la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti;

Domicilio digitale

Per quanto riguarda la figura del domicilio digitale le novità concernono l'art. 1, comma 1, (lettera n-ter) e l'art. 3-bis.

Nell'art. 1, comma 1, è inserita la lettera n-ter con la quale fa la sua comparsa la definizione di domicilio digitale: “indirizzo di posta elettronica certificata o altro servizio elettronico di recapito certificato qualificato…che consenta la prova del momento di ricezione di una comunicazione tra i soggetti” regolati dal CAD e i soggetti giuridici. L’espressione “soggetti giuridici” è stata introdotta grazie al parere del Consiglio di Stato il quale auspicava l’estensione dell’ambito di applicazione soggettiva della norma che inizialmente era stato circoscritto alle “persone fisiche e giuridiche”, con esclusione quindi dei soggetti non esplicitamente richiamati (come ad esempio le associazioni non riconosciute).

L’art. 3-bis è ora rubricato “domicilio digitale delle persone fisiche” e non più “domicilio digitale del cittadino”. 

Al comma 2 di tale articolo è aggiunta la seguente precisazione: il domicilio digitale costituisce “mezzo esclusivo di comunicazione e notifica da parte dei soggetti” regolati dal CAD da cui deriva l’obbligo per l’Amministrazione di comunicare con i cittadini esclusivamente tramite il domicilio digitale.

Il comma 1 (art. 3-bis) stabilisce che il cittadino indichi il proprio domicilio digitale al comune di residenza e non più alla pubblica amministrazione.

E’ aggiunto, all'art. 3-bis, il comma 3-bis il quale prevede di mettere a disposizione un domicilio digitale per gli iscritti all’ANPR che non abbiano già provveduto ad indicarne uno.

Infine un’ulteriore novità apportata all’art. 3-bis è rappresentata dal comma 4-quinquies con il quale si afferma la possibilità di eleggere il domicilio speciale di cui all’art. 47 cod. civ. presso un domicilio digitale diverso da quello di cui al comma 1.

L’avvocato Eugenio Prosperetti ha fatto notare che non sono chiare le conseguenze per la PA che non utilizzi il domicilio digitale dichiarato: “Il testo sembra non voler arrivare a prevedere nullità o annullabilità di atti, determinando dunque una sorta di irregolarità procedurale (probabilmente sanabile) della comunicazione/notifica che non dovrebbe ripercuotersi sull’atto comunicato ma solo sulla possibilità di farne valere gli effetti”. (http://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/il-cad-e-in-gazzetta-ufficiale-tutte-le-novita-che-cambieranno-per-sempre-la-pa_2472.htm)