NUOVO CAD

1. PRINCIPI GENERALI

1.2 Diritti dei cittadini e delle imprese

 “Effettuazione di pagamenti con modalità informatiche”

L’art.5, rubricato “effettuazione di pagamenti con modalità informatiche”, ha subito la modifica dei commi 1 e 2, l'inserimento del comma 2-bis e la soppressione dei commi 3, 3-bis e 3-ter. 

Il comma 1 prevede l’obbligo per le PA (tra cui le università) di accettare pagamenti elettronici e tra questi i pagamenti basati sull’uso del credito telefonico (limitatamente ai micro-pagamenti).

Per dare attuazione al comma 1, l'Agid è chiamata a mettere a disposizione, “attraverso il Sistema pubblico di connettività, una piattaforma tecnologica per l’interconnessione e l’interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni e i prestatori di servizi di pagamento abilitati, al fine di assicurare, attraverso gli strumenti di cui all’articolo 64, l'autenticazione dei soggetti interessati all'operazione in tutta la gestione del processo di pagamento” (art. 5, comma 2).

Il nuovo comma 2-bis recita: “Ai sensi dell’articolo 71, e sentita la Banca d’Italia, sono determinate le modalità di attuazione del comma 1, inclusi gli obblighi di pubblicazione di dati e le informazioni strumentali all’utilizzo degli strumenti di pagamento di cui al medesimo comma”.

“Utilizzo della posta elettronica certificata”

All’art. 6 (“utilizzo della posta elettronica certificata”) si aggiunge la previsione che, “fino alla piena attuazione delle disposizioni” sul domicilio digitale, la trasmissione telematica di comunicazioni che necessitano di una ricevuta di invio e di una ricevuta di consegna, avvenga mediante posta elettronica certificata (art. 6, comma 1).

“Indice nazionale degli indirizzi PEC delle imprese e dei professionisti”

Nell’art. 6-bis viene aggiunta la precisazione che gli indirizzi di posta elettronica certificata contenuti nell’Indice nazionale degli indirizzi PEC rappresentano l’unico strumento di comunicazione e notifica con i soggetti regolati dal CAD (art. 6-bis, comma 2).

E’ inoltre inserito il comma 2-bis: “L’INI-PEC acquisisce dagli ordini e dai collegi professionali gli attributi qualificati dell’identità digitale ai fini di quanto previsto dal decreto di cui all’articolo 64, comma 2-sexies”.

“Indice degli indirizzi delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi”

L’art. 6-ter opera una ricollocazione dell’art 57-bis ora abrogato.

Già l'art. 57-bis istituiva l'Indice degli indirizzi delle pubbliche amministrazioni al fine di assicurare la trasparenza delle attività istituzionali (art. 57-bis, comma 1).

Al fine di assicurare la trasparenza delle attivita' istituzionali

Ora l'art. 6-ter, comma 1 dispone l'istituzione dell'Indice degli indirizzi della pubblica amministrazione e dei gestori di pubblici servizi al fine di assicurare la pubblicità dei riferimenti telematici delle pubbliche amministrazioni.

Questi indirizzi devono essere utilizzati per le comunicazioni, lo scambio di informazioni e per l’invio di documenti tra le PA, i gestori di pubblici servizi e i privati (art. 6-ter, comma 1).

Infine, quale unica modifica testuale dell'articolo 57-bis, si dispone che “la realizzazione e la gestione dell’Indice” siano di competenza dell’AgID e non della ormai soppressa DigitPA (art. 6-ter, comma 2).

“Qualità dei servizi resi e soddisfazione dell’utenza”

L’art. 7 è stato modificato nei primi due commi e inoltre sono stati aggiunti altri due commi.

Con la modifica vengono predisposti gli strumenti volti a dare effettività alla 'cittadinanza digitale'.

Il comma 1 prevede che i soggetti regolati dal CAD “rendano disponibili i propri servizi per via telematica”.

Inoltre il comma 3 precisa che le PA e le società a controllo pubblico consentono agli utenti di esprimere la loro soddisfazione rispetto alla qualità del servizio ottenuto, considerando fattori quali la fruibilità, l’accessibilità e la tempestività. I livelli di qualità dei servizi resi in rete dai soggetti regolati dal CAD possono quindi essere valutati dagli utenti.

I risultati delle valutazione espresse dagli utenti sono pubblicati dalle PA e dalle società a controllo pubblico sui propri siti (art. 7, comma 3).

Infine il comma 4 stabilisce che “in caso di violazione degli obblighi di cui al presente articolo, gli interessati possono agire in giudizio, anche nei termini e con le modalità stabilite nel decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198”, la parola “anche” è stata aggiunta (su parere del Consiglio di Stato) per evitare che un’interpretazione restrittiva della norma potesse implicare la possibilità di ricorrere esclusivamente all’azione di cui al d.lgs. n. 198/2009, impedendo invece di adire gli organi giurisdizionali con gli ordinari strumenti di tutela.

Competenze digitali

L’art. 8 è stato modificato attraverso l’aggiunta di alcune precisazioni.

Si afferma l’impegno dello Stato, ma anche delle Pubbliche Amministrazioni e delle società a controllo pubblico, rispetto allo sviluppo delle competenze digitali dei cittadini, con particolare attenzione ai minori (precisazione aggiunta dalla riforma) e alle categorie a rischio di esclusione.

L’obiettivo è quello di “favorire lo sviluppo di competenze di informatica giuridica”, servendosi di un insieme di mezzi diversi tra cui il servizio radiotelevisivo.

Si è aggiunto all'art. 13 il comma 1-bis nel quale si rimarca che le politiche di formazione dei dipendenti pubblici “sono altresì volte allo sviluppo delle competenze tecnologiche, di informatica giuridica e manageriali dei dirigenti, per la transizione alla modalità operativa digitale”.

L’informatica giuridica è quindi considerata materia fondamentale sia per l’“alfabetizzazione informatica dei cittadini” che per la “formazione informatica dei dipendenti pubblici”.

“Connettività alla rete Internet negli uffici e luoghi pubblici”

E' stato introdotto con la riforma del CAD l’art. 8-bis il quale prevede che le PA e le società a controllo pubblico mettano a disposizione degli uffici pubblici e di altri luoghi pubblici (settori scolastico, sanitario, turistico) la connessione ad internet e in particolare che la banda non utilizzata dagli uffici possa essere usata dagli utenti attraverso un sistema di autenticazione tramite SPID, carta d’identità elettronica o carta nazionale dei servizi (art. 8-bis, comma 1).

Relativamente alla possibilità di utilizzo, da parte degli utenti, della porzione di banda che rimane inutilizzata dagli uffici pubblici, era intervenuto il Garante per la protezione dei dati personali (parere 9 giugno) il quale aveva sottolineato il rischio che insorgessero problemi di sicurezza.

“Partecipazione democratica elettronica”

L’art. 9 prevedeva, già prima della riforma, che le pubbliche amministrazioni favorissero ogni forma di uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione al fine di “promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini, anche residenti all'estero, al processo democratico e per facilitare l'esercizio dei diritti politici e civili”.

Ora si precisa che tale obbiettivo è perseguito non solo dalle pubbliche amministrazioni ma anche dalle società a controllo pubblico (vale a dire da tutti i soggetti regolati dal CAD).

Inoltre si aggiunge la finalità di migliorare la qualità degli atti amministrativi, anche con forme di consultazione preventiva sui relativi schemi, prima dunque della loro adozione.