Stabilità 2017 [legge 232-2016]

Autore: Giorgio Valandro

Data di pubblicazione: 12 dicembre 2016

Ultima modifica: 9 gennaio 2017

1. DIPARTIMENTI DI ECCELLENZA E VQR

1.4. Vincoli e giudizio finale

A. Vincoli di utilizzo

L’importo complessivo del finanziamento quinquennale è assoggettato a determinati vincoli di utilizzo (sembra quindi un refuso il richiamo del comma 332, il quale determina il finanziamento "annuale")

1) Max 70% per reclutamento personale. Non più del 70% dell’importo complessivo del finanziamento può essere utilizzato per il reclutamento di professori e di ricercatori, nonché di personale tecnico e amministrativo, “tenuto conto di quanto previsto all’articolo 18, comma 3, della legge 30 dicembre 2010, n. 240”.

2) Copertura quindicennale per professori e ricercatori di tipo B. L’art. 18, comma 3, della L. 240/2010 prevede che gli oneri derivanti dalla chiamata di professori e dalla stipula di contratti per ricercatore possono essere a carico totale di altri soggetti pubblici e di soggetti privati, previa stipula di convenzioni di importo non inferiore al costo quindicennale per i posti di professore di ruolo e di ricercatore di tipo B (ovvero di importo e durata non inferiore a quella del contratto per i posti di ricercatore di tipo A).

Al riguardo, la relazione tecnica evidenzia che il principio che gli atenei devono rispettare, nel calcolare il numero di docenti da reclutare con il finanziamento, è la garanzia della copertura del costo quindicennale del posto. Dunque, il finanziamento attribuito nei 5 anni dovrà essere diviso per il costo stipendiale dei 15 anni della figura che si vuole reclutare (professore o ricercatore di tipo B).

3) Minimo 25% per chiamate di professori esterni (ex art. 18, co. 4, l. 240/2010). L'art. 18, co. 4, della L. 240/2010 prevede che ciascuna università statale, nell'ambito della programmazione triennale, vincola le risorse corrispondenti ad almeno un quinto dei posti disponibili di professore di ruolo alla chiamata di coloro che nell'ultimo triennio non hanno prestato servizio, o non sono stati titolari di assegni di ricerca ovvero iscritti a corsi universitari nell'università stessa.

Contratti di insegnamento = esterni. Al riguardo, il comma 338, art. 1, della legge di stabilità in esame ha precisato che si considerano “esterni” anche coloro che sono stati titolari di contratti di insegnamento. A tal fine, è stato novellato l’art. 23, comma 4, della legge 240/2010, che, a legislazione vigente, prevede che la stipulazione di contratti per attività di insegnamento non dà luogo a diritti in ordine all'accesso ai ruoli universitari, inserendovi anche la nuova previsione.

4) Minimo 25%, per ricercatori di tipo B. La legge di stabilità in esame ha disposto che i contratti di ricercatore di tipo B possono essere stipulati anche con coloro che hanno conseguito l’abilitazione scientifica nazionale o sono in possesso del titolo di specializzazione medica.

A tal fine, il comma 338 ha modificato l’art. 24, co. 3, lett. b), della L. 240/2010, inserendovi anche il riferimento ai soggetti che hanno usufruito di assegni di ricerca di cui all’art. 22 della stessa l. 240/2010 che, erroneamente, non erano stati citati nell’art. 24, ma ai quali la possibilità di stipulare contratti di ricercatore di tipo B era già stata estesa – con una previsione di equipollenza, ma al di fuori di una novella – con l’art. 1, co. 10-octies, secondo periodo, del D.L. 210/2015 (L. 21/2016).

Chiamate dirette. E' possibile procedere anche con chiamate dirette di professori (ex art. 1, co. 9, L. 230/2005), anche se per tale tipologia non è definita una quota minima.

B. Relazione e giudizio finale

Rendiconto. Entro il 31 gennaio dell’ultimo anno di erogazione del finanziamento l’Università deve presentare alla Commissione incaricata della valutazione, per ogni dipartimento, una relazione contenente il rendiconto dell’utilizzazione delle risorse e i risultati ottenuti rispetto ai contenuti individuati nel progetto.

Giudizio della Commissione. Entro tre mesi dalla presentazione della relazione, la Commissione esprime il proprio motivato giudizio circa la corrispondenza tra utilizzo delle risorse e obiettivi del progetto, nonché il rispetto dei vincoli di utilizzo di cui sopra.

In caso di giudizio negativo, l’Università non può presentare, per il quinquennio successivo, la domanda di finanziamento per lo stesso dipartimento.