Stabilità 2017 [legge 232-2016]

Autore: Giorgio Valandro

Data di pubblicazione: 12 dicembre 2016

Ultima modifica: 9 gennaio 2017

2. PERSONALE

2.3. Incarichi esterni

Esclusione del controllo preventivo Corte dei Conti

L'art. 1, comma 303, lett. a) della legge in commento,  stabilisce che a decorrere dal 1° gennaio 2017, al fine di valorizzare le attività di supporto allo svolgimento delle attività di ricerca, gli atti e i contratti di cui all'art. 7, comma 6, d.lgs. 165/2001 stipulati dalle università statali non sono soggetti al controllo preventivo di legittimità da parte della Corte dei Conti (previsto dall'art. 3, comma 1, lettera f-bis), legge 20/1994).

Questa scelta del legislatore si pone in linea con quanto sostenuto anche dalla Corte costituzionale nella sentenza 172/2010, secondo la quale l’ambito soggettivo delle Amministrazioni i cui atti sono sottoposti a controllo preventivo è quello delle Amministrazioni centrali dello Stato. Sul valore ermeneutico di questa sentenza - che riconosceva l’inapplicabilità delle citate disposizioni sul controllo preventivo della Corte dei conti agli atti delle regioni e degli enti locali - anche per le università vedi anche le nostre note interne del 19 maggio 2010 e del 24 giugno 2010).

Presupposti di legittimità

Continua in ogni caso ad applicarsi anche alle università quanto disposto dall'art. 7, comma 6, del d.lgs. 165/2001, per cui le università possono conferire incarichi a "esperti di particolare e comprovata specializzazione" soltanto di fronte a "esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio", in presenza dei consueti presupposti di legittimità (art. 7, comma 6, d.lgs. 165/2001):

a) l'oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall'ordinamento all'amministrazione conferente, ad obiettivi e progetti specifici e determinati e deve risultare coerente con le esigenze di funzionalità dell'amministrazione conferente;
b) l'amministrazione deve avere preliminarmente accertato l'impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno;
c) la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata; non è ammesso il rinnovo; l'eventuale proroga dell'incarico originario è consentita, in via eccezionale, al solo fine di completare il progetto e per ritardi non imputabili al collaboratore, ferma restando la misura del compenso pattuito in sede di affidamento dell'incarico;
d) devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione.

CO.CO.CO.

Il comma 8, art. 1, del decreto-legge c.d. milleproroghe (d.l. 244/2016), ha rinviato al 1º gennaio 2018 la decorrenza del divieto per le PA di stipulare contratti di collaborazione con personale esterno, in attesa del riordino della disciplina dei contratti di lavoro flessibile da parte delle PA [vai a →DOSSIER - DECRETO MILLEPROROGHE 2016]