Stabilità 2017 [legge 232-2016]

Autore: Giorgio Valandro

Data di pubblicazione: 12 dicembre 2016

Ultima modifica: 9 gennaio 2017

4. STUDENTI

4.2. Borse di studio: A) Fondo integrativo statale

I commi 268-272 prevedono:

  1. un incremento, a decorrere dal 2017, del fondo integrativo statale per la concessione delle borse di studio;
  2. la razionalizzazione, da parte di ciascuna regione, dell’organizzazione degli enti erogatori dei servizi per il diritto allo studio;
  3. la determinazione, ai fini dell’assegnazione del medesimo fondo, dei fabbisogni finanziari regionali.

1. Incremento del fondo integrativo statale

E' stato disposto, a decorrere dal 2017, un incremento del fondo integrativo statale per la concessione delle borse di studio pari a € 50 mln. Tale incremento consente di mantenere inalterato, nel 2017, il volume delle risorse disponibili nel 2016.

La relazione tecnica evidenziava che con l’incremento delle risorse si stima un incremento di 15.201 borse (10,9%) che, pertanto, diventerebbero 154.571. Conseguentemente, il numero degli idonei non beneficiari in rapporto a tutti gli idonei si ridurrebbe dagli attuali 49.242 (26,11%) a 34.041 (18,05%).

2. Razionalizzazione degli enti erogatori dei servizi per il diritto allo studio

Unico ente erogatore regionale. Per la gestione delle risorse del fondo per la concessione delle borse di studio, è stato introdotto, come principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica, il principio in base al quale ciascuna regione razionalizza l’organizzazione degli enti erogatori dei servizi per il diritto allo studio mediante l’istituzione, entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di stabilità, di un unico ente erogatore dei medesimi servizi.

Negli organi direttivi dell’ente erogatore deve essere comunque prevista una rappresentanza degli studenti.

Sono fatti salvi, in ogni caso, i modelli di sperimentazione di cui all’art. 12 del d.lgs. 68/2012.

3. Assegnazione delle risorse

Fabbisogni finanziari regionali. In relazione all’assegnazione del fondo integrativo statale per la concessione delle borse di studio, si stabilisce, anzitutto, affinché la stessa avvenga in misura proporzionale al fabbisogno finanziario delle regioni, che, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, determina, con proprio decreto, i fabbisogni finanziari regionali.

Il decreto – che interviene nelle more dell’emanazione del decreto interministeriale che, ai sensi dell’art. 7, co. 7, del d.lgs. 68/2012, deve definire i criteri e le modalità di riparto dello stesso fondo – è emanato previo parere della Conferenza Stato-regioni, che si esprime entro 60 giorni dalla data di trasmissione, decorsi i quali può essere comunque adottato.

Con riferimento all’assegnazione del fondo integrativo statale in misura proporzionale al fabbisogno finanziario regionale, si richiama anche l’art. 18, co. 3, del d.lgs. 68/2012, in base al quale le regioni che concorrono al soddisfacimento del fabbisogno finanziario necessario per il sostegno del diritto allo studio degli studenti capaci e meritevoli in misura maggiore rispetto al 40% dell'assegnazione relativa al fondo integrativo statale (percentuale richiesta dal co. 1, lett. c), del medesimo art. 18) hanno diritto all'assegnazione di specifici incentivi nel riparto dello stesso fondo integrativo e del FFO.

Attribuzione delle risorse. Le risorse del fondo integrativo statale sono attribuite direttamente al bilancio dell’ente regionale erogatore dei servizi per il diritto allo studio, entro il 30 settembre di ogni anno. Nelle more della razionalizzazione, le risorse sono comunque trasferite agli enti regionali erogatori, previa indicazione, da parte di ciascuna regione, della quota da trasferire a ciascuno di essi.

Viene in questo modo implicitamente modificato il co. 7 dell’art. 18 del d.lgs. 68/2012, in base al quale le risorse del fondo integrativo statale confluiscono dal bilancio dello Stato in appositi fondi a destinazione vincolata attribuiti alle regioni.

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