Stabilità 2017 [legge 232-2016]

Autore: Giorgio Valandro

Data di pubblicazione: 12 dicembre 2016

Ultima modifica: 9 gennaio 2017

2. PERSONALE

2.7. Assegno pensionistico - APE

 I commi 166-186 introducono, in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018:

A. Un anticipo finanziario a garanzia pensionistica (cd. APE)

B. Una indennità, a favore di determinate categorie di soggetti in condizioni di disagio sociale, spettante fino alla maturazione dei requisiti pensionistici (c.d. APE sociale)

Normativa di attuazione. In entrambi casi, le modalità di attuazione (criteri di funzionamento, modulistica, limiti minimi e massimi, elenchi finanziatori, ecc.) è demandata a un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge (cfr. commi 175 e 185).

A. Assegno pensionistico a garanzia pensionistica (APE)

L'APE consiste in un prestito concesso da un soggetto finanziatore e coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza corrisposto, a quote mensili per dodici mensilità, a un soggetto in possesso di specifici requisiti, da restituire a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia con rate di ammortamento mensili per una durata di venti anni.

La legge di stabilità 2017 ha introdotto l'APE in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018.

Requisiti

Possono accedere all'APE i soggetti in possesso dei seguenti requisiti (comma 167):

a) soggetti iscritti all'Assicurazione generale obbligatoria (AGO), alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla gestione separata (di cui all'articolo 2, comma 26, della legge n.335/1995);

b) età anagrafica minima di 63 anni;

c) maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi;

d) anzianità contributiva di 20 anni;

e) pensione pari almeno a 1,4 volte il trattamento minimo (al netto della rata di ammortamento dell'APE);

f) non essere già titolare di un trattamento pensionistico diretto.

Domanda, contratto di finanziamento e disciplina del prestito

Il soggetto richiedente presenta domanda all'INPS di certificazione del diritto all'APE. L'INPS verifica il possesso dei requisiti, certifica il diritto e comunica al soggetto richiedente l'importo minimo e massimo dell'Ape ottenibile (comma 168).

Una volta ottenuta dall'INPS la certificazione del diritto, il soggetto presenta, utilizzando appositi modelli, domanda di APE e di pensione (da liquidarsi al raggiungimento dei requisiti di legge), indicando il finanziatore e l'impresa assicurativa (per la copertura del rischio di premorienza), sulla base di appositi accordi-quadro (comma 174).

La domanda di Ape e di pensione non sono revocabili (fatto salvo il diritto di recesso).

Le informazioni precontrattuali e contrattuali (previste dalla legislazione vigente) sono fornite ai soggetti richiedenti dall'INPS per conto del finanziatore e dell'impresa assicurativa (sulla base della documentazione da questi fornita). L'attività svolta dall'INPS non costituisce esercizio di agenzia in attività finanziaria, né di mediazione creditizia, né di intermediazione assicurativa (comma 169).

L'entità minima e massima dell'Ape richiedibile sono determinate con successivo DPCM, mentre la durata minima è di 6 mesi.

Ai fini dell'applicazione delle disposizioni del titolo VI del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, il prestito costituisce credito ai consumatori.

Ai fini della normativa antiriciclaggio, l'operazione di finanziamento è sottoposta a obblighi semplificati di adeguata verifica della clientela, tenuto conto della natura del prodotto e di ogni altra circostanza riferibile al profilo di rischio connesso all'operazione di finanziamento.

Le comunicazioni periodiche al soggetto finanziato e assicurato, anche in deroga a quanto previsto dalla legge, sono definite con successivo D.P.C.M. (comma 170).

L'istituto finanziatore trasmette all'INPS e al soggetto richiedente il contratto di prestito o l'eventuale comunicazione di reiezione dello stesso.

Per il perfezionamento del contratto di finanziamento e della polizza assicurativa del rischio di premorienza l'identificazione del soggetto richiedente è effettuata dall'INPS con il sistema SPID.

Diritto di recesso

In caso di concessione del prestito, dalla data di perfezionamento del contratto decorre il termine per l'esercizio del diritto di recesso, a condizione che il richiedente abbia ricevuto dall'INPS tutte le informazioni precontrattuali e contrattuali previste ai sensi di legge.

In caso di reiezione della richiesta (o di recesso da parte del soggetto richiedente), la domanda di pensione è priva di effetti.

Decorrenza e regime fiscale del prestito

Il prestito decorre entro 30 giorni lavorativi dal predetto perfezionamento.

Le somme erogate dall'INPS nell'ambito del prestito non concorrono a formare il reddito ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. A fronte degli interessi sul finanziamento e dei premi assicurativi per la copertura del rischio di premorienza corrisposti al soggetto erogatore, è riconosciuto un credito di imposta annuo nella misura massima del 50 per cento dell'importo pari a un ventesimo degli interessi e dei premi assicurativi complessivamente pattuiti nei relativi contratti. Tale credito d'imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi ed è riconosciuto dall'INPS per l'intero importo rapportato a mese a partire dal primo pagamento del trattamento di pensione. L'INPS recupera il credito rivalendosi sulle ritenute da versare mensilmente all'Erario nella sua qualità di sostituto d'imposta.

All'APE si applica la disciplina dell'imposta sostitutiva sulle operazioni di finanziamento, di cui gli articoli da 15 a 22 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 (comma 177).

L'INPS trattiene a partire dalla prima pensione mensile l'importo della rata per il rimborso del finanziamento e lo riversa al finanziatore tempestivamente (e comunque non oltre 180 giorni dalla data di scadenza della medesima rata) (comma 171).

B. APE sociale

I commi 179-186 istituiscono una indennità, corrisposta fino al conseguimento dei requisiti pensionistici, a favore di soggetti che si trovino in particolari condizioni (cd. APE sociale). 

L'APE sociale è prevista in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018 (comma 193).

Soggetti beneficiari e requisiti

Possono accedere all'APE sociale i soggetti in possesso di un'età anagrafica minima di 63 anni e in possesso, alternativamente, di uno dei seguenti requisiti (comma 179):

  • soggetti in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento (anche collettivo) dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale(54) che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi e siano in possesso di un anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • soggetti che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave in situazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio1992, n. 104 e sono in possesso di un anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • soggetti che hanno una riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74% (accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidità civile) e sono in possesso di un anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • lavoratori dipendenti al momento della decorrenza dell'APE sociale, che svolgono specifiche attività lavorative "gravose" da almeno sei anni in via continuativa, per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento, e sono in possesso di un anzianità contributiva di almeno 36 anni.

Esclusioni dall'indennità

L'erogazione dell'APE sociale è esclusa nei seguenti casi (commi 180, 182 e 183):

  1. mancata cessazione dell'attività lavorativa;
  2. titolarità di un trattamento pensionistico diretto;
  3. soggetti beneficiari di trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria;
  4. soggetti titolari di assegno di disoccupazione (ASDI);
  5. soggetti che beneficiano di indennizzo per cessazione di attività commerciale;
  6. raggiungimento dei requisiti per il pensionamento anticipato;

L'indennità è comunque è compatibile con la percezione di redditi da lavoro dipendente o parasubordinato entro 8.000 euro annui e con la percezione di redditi da lavoro autonomo entro 4.800 annui.

Importo ed erogazione dell'indennità

L'indennità è pari all'importo della rata mensile della pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione e non può in ogni caso superare l'importo massimo mensile di 1.500 euro. L'importo dell'indennità non è soggetto a rivalutazione.

L'indennità è erogata mensilmente su dodici mensilità all'anno (comma 181).

Dipendenti pubblici

Per i dipendenti pubblici che cessano l'attività lavorativa e richiedono l'APE sociale si prevede che i termini di pagamento delle indennità di fine servizio (comunque denominate) inizino a decorrere dal raggiungimento del requisito anagrafico previsto per il pensionamento di vecchiaia (comma 184).

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