SMART WORKING NELLA P.A.

MISURE ORGANIZZATIVE

Se da un lato, al dipendente è richiesta una disciplina “agile”, affichè lo smart working sia proficuo tanto per il lavoratore quanto per l’azienda, occorre che quest’ultima realizzi una serie di misure che facilitino tale modalità di lavoro, limitandone eventuali abusi in virtù di una chiarezza e trasparenza nel rapporto lavorativo.

Nello specifico, è opportuno che l’organizzazione:

- definisca e condivida un regolamento/procedura sullo smart working nel rispetto dei principi giuslavoristici;

- fornisca ai dipendenti/autorizzati i necessari mezzi per operare in modalità di lavoro agile;

- favorisca, anche alla luce delle considerazioni precedenti, l’utilizzo di dispositivi a uso aziendale, consapevole che l’assenza di tale modalità presenta tutta una serie di rischi;

- renda disponibili tecnologie e formazione proattiva nella condivisione “sicura” di documenti;

- chiarisca nell’informativa all’autorizzato quali potrebbero essere i trattamenti dei dati riguardanti i lavoratori, sempre nel rispetto della normativa a tutela dei medesimi, che potrebbero essere trattati nell’ambito dell’attività di lavoro agile;

- attivi un piano di lavoro condiviso per sapere “chi fa, che cosa” alla luce di un cronoprogramma comune facilitato dall’uso di strumenti (es. Microsoft Outlook, o Google Calendar, ecc) tali da consentire da un lato la pianificazione del lavoro, e dall’altro la visibilità di ciascuno, coinvolto da remoto;

- individui una modalità che faciliti la rendicontazione delle attività in smart working, senza sovraccaricare e talvolta ingolfare l’aspetto burocratico, pur nel rispetto dei principi che vietano il controllo a distanza.