SMART WORKING NELLA P.A.

Autore: Giorgio Valandro (con la collaborazione di Federica Brio, Claudia Ferrarese, Filippo Tagliapietra)

Data di pubblicazione: 01/06/2020

Ultimo aggiornamento: 15/12/2020

DISCIPLINA ORDINARIA

La recente emergenza epidemiologica ha dettato l'esigenza di un contemperamento tra la salute pubblica e la necessità di non sospendere l'erogazione dei servizi essenziali e indifferibli da parte delle P.A. Uno strumento utile individuato è stato l'utilizzo del lavoro agile, divenuto, nel corso dell'emergenzia, la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nel settore pubblico.

I numerosi provvedimenti che si sono succeduti, hanno ridefinito gli elementi della fattispecie, così come delineati dalla l. n. 81/2017. In particolare, per effetto delle modifiche apportate dal d.l. 34/2020, risulta necessario verificare quale sia il regime ordinario relativo al lavoro agile all'interno della P.A., superato il periodo di emergenza da Covid-19.

Tralasciando in questa sede la disciplina transitoria, alla quale si rimanda per una trattazione approfondita, l'art. 263 del d.l. 34/2020 ha introdotto rilevanti novità relative al regime ordinario, che, salve modifiche, entrerà in vigore dal 1° gennaio 2021:

  1. In primo luogo, è stato introdotto il Piano organizzativo del lavoro agile (POLA), quale sezione del documento di cui all'art. 10, comma 1, lettera a) del d.lgs 50/2009. Il piano, che deve essere adottato entro il 31 gennaio 2021, sentite le organizzazione sindacali, dovrà individuare le modalità di attuazione del lavoro agile e prevedere la possibilità per almeno il 60% dei dipendenti di avvalersene come modalità di lavoro per le attività idonee. Dovrà, inoltre, prevedere le misure organizzative, i requisiti tecnologici, i percorsi formativi del personale, anche dirigenziale, e gli strumenti di rilevazione e di verifica periodica dei risultati conseguiti, anche coinvolgendo i cittadini, sia individualmente, sia nelle loro forme associative.
  2. In caso di mancata adozione del POLA, le P.A. dovranno garantire la possibilità ad almeno il 30% dei dipendenti che abbiano richiesto di lavorare in modalità agile, di avvalersene(art 14, comma 4-bis, l. 124/2015, così come modificata dal decreto rilancio).
  3. Presso il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri è istituito, poi, l'Osservatorio nazionale del lavoro agile nelle amministrazioni pubbliche. Entro 60 giorni dal 19 luglio 2020 il Ministro per la PA con decreto, definirà la composizione, le competenze ed il funzionamento dell'Osservatorio.
  4. Con decreto del Ministro per la PA possono essere definiti ulteriori indirizzi e regole per l'attuazione e la promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei dipendenti (comma 1 e 2, art. 14 l.n. 124/2015) e del lavoro agile (l.n. 81/2017).

Le misure in questione devono essere adottate nei limiti delle risorse di bilancio disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

E' utile, poi, coordinare tale regime con quanto previsto dal d.l. 76/2020, il quale prevede che la Pubblica Amministrazione provveda a sviluppare i propri sistemi con modalità idonee a consentire l'accesso da remoto ai propri dipendenti, nel rispetto delle disposizioni di sicurezza, e favorire così il lavoro agile a distanza.

A tal proposito, l'art. 31 d.l. 76/2020, il quale modifica l'art. 12 del CAD, prevede che:

  • Per i datori di lavoro è obbligatorio adottare ogni misura utile a garantire la sicurezza e la protezione delle informazioni e dei dati, in caso di utilizzo da parte dei dipendenti di disposiivi elettronici personali (art. 12, comma 3-bis, d.lgs 82/2005)
  • le pubbliche amministrazioni acquistano beni ovvero progettano e sviluppano sistemi informativi e servizi informatici con modalità idonee a consentire ai lavoratori di accedere da remoto ad applicativi, dati e informazioni necessari allo svolgimento della prestazione lavorativa, fermo restando ovviamente il rispetto dello Statuto dei lavoratori e delle necessarie misure di garanzia e di sicurezza, imposte dagli standard e dalle migliori pratiche nazionali ed internazionali, volte ad assicuurare la protezione delle reti e l'uso responsabile dei mezzi telematici (art. 12, comma 3-ter, d.lgs. 82/2005)

Si evidenzia che l'attuazione delle misure previste è valutata ai fini della performance dirigenziale.

Per un approfondimento vedi Smart working nella Pubblica Amministrazione, controllo della prestazione e valutazione del personale