SMART WORKING NELLA P.A.

PRIVACY

Controlli a distanza

Come combinare le modalità smart di lavoro con le tutele a garanzia del lavoratore?
Eventuali sistemi di controllo degli accessi, monitoraggio, sicurezza, adottati dal datore di lavoro possono talvolta risultare in contrasto con quanto disposto dall' art. 4 dello Statuto dei Lavoratori in tema di "impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo".

L’art. 4 St. Lav. (come modificato dal d.lgs. 151/2015, c.d. Jobs Act) vieta i controlli a distanza sui lavoratori, salvo che per determinate esigenze ("esigenze organizzative e produttive, sicurezza del lavoro e tutela del patrimonio aziendale") e previo accordo sindacale o rilascio di autorizzazione amministrativa.
La stessa norma però precisa, al comma 2, che tali accordi e autorizzazioni non sono richiesti per "gli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e per gli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze"*.
Il nuovo art. 4 St. Lav. prevede, infine, che è consentito l'utilizzo delle informazioni raccolte ai sensi dei commi 1 e 2 "a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro a condizione che sia data al lavoratore adeguata informazione delle modalità d’uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli e nel rispetto di quanto disposto dal D.Lgs. 196/2003”.

Dunque:

-per gli strumenti di lavoro e per gli strumenti di registrazione di accessi e presenze non opera alcun divieto e alcun obbligo di accordo sindacale o di autorizzazione dell’INL

MA

il datore ha l’obbligo di fornire ai dipendenti adeguata informazione circa le modalità d’uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli nonché l’obbligo di rispettare la normativa sulla privacy nella raccolta e nel trattamento dei dati.
Pertanto il trattamento di dati personali dovrà sempre ispirarsi ai principi di correttezza, pertinenza e non eccedenza dettati dalla normativa privacy.

[In sostanza, gli strumenti di lavoro e quelli di registrazione delle presenze e degli accessi, per quanto esenti dal vaglio sindacale o amministrativo, non permettono al datore di lavoro di controllare indiscriminatamente l’attività del lavoratore, incontrando il potere datoriale, in ogni caso, il limite della libertà, dignità e del diritto alla privacy del lavoratore]

Per approfondimenti: Il nuovo art. 4 St. Lav. tra strumenti di lavoro e privacy- Studio legale Toffoletto De Luca Tamajo


*L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha dichiarato che soltanto se lo strumento di lavoro sia indispensabile al dipendente per svolgere la prestazione lavorativa, nel senso che il lavoratore, se dovesse essere privato, sarebbe impossibilitato a svolgere le sue mansioni, potrà rientrare nell’esenzione dalle procedure sindacali o amministrative di cui all’art. 4.
Allo stesso modo il Garante Privacy con provvedimento n. 479 del 16 novembre 2017, ha dichiarato che lo strumento di lavoro che esclude la necessità di un accordo sindacale, o della preventiva autorizzazione amministrativa, può essere solo quello indispensabile per lo svolgimento della prestazione lavorativa.

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