SMART WORKING NELLA P.A.

Autore: Giorgio Valandro (con la collaborazione di Federica Brio, Claudia Ferrarese, Filippo Tagliapietra)

Data di pubblicazione: 01/06/2020

Ultimo aggiornamento: 15/12/2020

COVID-19: DISCIPLINA TRANSITORIA

La situazione emergenziale generata dal diffondersi del Coronavirus ha imposto il ricorso allo smart working quale strumento per contenere l'epidemia e, nel contempo, garantire continuità alle attività lavorative.
La normativa d'emergenza ha previsto modalità semplificate per l'attivazione del lavoro agile, le quali tuttavia - comportando un significativo scostamento dal modello legale - inducono a parlare più opportunamente di "lavoro a distanza".

→ IL LAVORO AGILE "SEMPLIFICATO"

NORMATIVA NAZIONALE

• Decreto-legge n. 34/2020, c.d. Rilancio

Art 263  Le pubbliche amministrazioni, fino al 31 dicembre 2020, organizzano il lavoro dei propri dipendenti e l'erogazione dei servizi attraverso i seguenti strumenti:
  • la flessibilità dell'orario di lavoro, rivedendone l'articolazione giornaliera e settimanale;
  • introducendo modalità di interlocuzione programmata, anche attraverso soluzioni digitali e non in presenza con l'utenza;
  • applicando il lavoro agile, con procedura semplificata al 50 per cento del personale impiegato nelle attività che possono essere svolte in tale modalità.

In considerazione dell'evolversi della situazione epidemiologica, con uno o più decreti del Ministro per la pubblica amministrazione possono essere stabilite modalità organizzative e fissati criteri e principi in materia di flessibilità del lavoro pubblico e di lavoro agile, anche prevedendo il conseguimento di precisi obiettivi quantitativi e qualitativi.

Come specificato dalla circolare n. 3/2020 del ministero per la Pubblica amministrazione, a seguito dell’entrata in vigoredell’art. 263 d.l. Rilancio, è venuto meno il limite posto alla presenza dei dipendenti negli uffici pubblici, con la conseguenza che non sarà più possibile applicare l’istituto dell’esenzione del servizio (art. 87, comma 4, d.l. Cura Italia). Pertanto, la presenza del personale nei luoghi di lavoro non è più correlata alle attività ritenute indifferibili ed urgenti.

Tutto ciò premesso, le amministrazioni dovranno:

  • prevedere il rientro in servizio anche del personale fino ad oggi non adibito alle attività non indifferibili e urgenti;
  • aggiornare ed implementare la mappatura di quelle attività che, in base alla dimensione organizzativa e funzionale di ciascun ente, possano essere svolte in modalità agile, il quale dovrà essere applicato, nelle suddette attività, nella misura del cinquanta per cento. 

→ DOSSIER "Rilancio" (lavoro agile e flessibilità oraria)

[* Con riguardo agli obbighi informativi, l'art. 2, lettera r), DPCM 08 marzo 2020 (in vigore fino al 13 aprile) dispone che “gli obblighi di informativa di cui all’articolo 22 della legge 22 maggio 2017, n. 81, sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell'Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro”]

• Circolare Ministro per la P.A. n. 3 del 24 luglio 2020 - circolare esplicativa in materia di indicazioni per il rientro in sicurezza sui luoghi di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni

La circolare n. 3/2020  fornisce indicazioni per il rientro in sicurezza sui luoghi di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni a seguito dell'entrata in vigore del d.l. Rilancio, come modificato in sede di conversione (vedi sopra).

 Direttiva Ministro per la P.A. n. 3 del 4 maggio 2020 – recante in materia di misure di contenimento del contagio da Covid - 19

Il Ministero per la Pubblica Amministrazione ha pubblicato la direttiva in oggetto per definire le misure per il contenimento del contagio da Covid-19 nella cosiddetta “fase due”, invitando le amministrazioni a:

  • individuare ogni misura utile a consentire la dematerializzazione dei procedimenti, di modo tale che tutti i dipendenti possano svolgere la propria prestazione a pieno regime;
  •  ricorrere all’attività formativa come strumento di accompagnamento del proprio personale nel processo di trasformazione digitale dell'amministrazione e di diffusione della capacità di lavorare in modalità agile per il raggiungimento degli obiettivi assegnato.

Circolare Ministro per la P.A. n. 2 del 1 aprile 2020 - circolare esplicativa delle misure recate dal decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18

Ribadisce il favor verso l’attivazione quanto più possibile estesa del lavoro agile, fermo restando il ricorso agli istituti alternativi che le pubbliche amministrazioni possono applicare qualora non vi siano le condizioni per il ricorso al lavoro agile

Direttiva Ministro per la P.A. n. 2 del 12 marzo 2020 - Indicazioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165

Dopo aver ribadito che le pubbliche amministrazioni assicurano il ricorso al lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa, aggiunge che:

    • a fronte della situazione emergenziale, è necessario un ripensamento da parte delle pubbliche amministrazioni in merito alle attività che possono essere oggetto di lavoro agile, con l’obiettivo prioritario di includere anche attività originariamente escluse;
    • relativamente alle attività individuate, le amministrazioni prevedono modalità semplificate e temporanee di accesso alla misura con riferimento al personale complessivamente inteso, senza distinzione di categoria di inquadramento e di tipologia di rapporto di lavoro, ferma restando la necessaria presenza del personale con qualifica dirigenziale in funzione del proprio ruolo di coordinamento.

Circolare Ministro per la P.A. n. 1 del 4 marzo 2020 – Misure incentivanti per il ricorso a modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa

Oltre a un utile riepilogo della legislazione in materia, la circolare indica alcune azioni concrete per incentivare il ricorso al lavoro agile, al fine di affrontare l'attuale situazione di emergenza:

    • ricorso, in via prioritaria, al lavoro agile come forma più evoluta anche di flessibilità di svolgimento della prestazione lavorativa (superamento del telelavoro);
    • utilizzo di soluzioni “cloud” e ricorso a strumenti per la partecipazione da remoto a riunioni e incontri di lavoro (sistemi di videoconferenza e call conference);
    • ricorso alle modalità flessibili anche nei casi in cui il dipendente si renda disponibile ad utilizzare propri dispositivi, a fronte dell’indisponibilità o insufficienza di dotazione informatica da parte dell’amministrazione, garantendo adeguati livelli di sicurezza e protezione della rete secondo le esigenze e le modalità definite dalle singole pubbliche amministrazioni;
    • attivazione di un sistema bilanciato di reportistica interna ai fini dell’ottimizzazione della produttività, anche in un’ottica di progressiva integrazione con il sistema di misurazione e valutazione della performance

NORMATIVA D'ATENEO

• Pagina di Ateneo per rimanere sempre informati sulla normativa e le comunicazioni inerenti la crisi epidemiologica da Covid-19

Protocollo per il contrasto e il contenimento del virus SARS COV-2 (aggiornato al 22.07.2020)

• Modalità e organizzazione del lavoro agile, delle ferie pregresse e dell'esenzione dal lavoro (d.l. 18/20)- Circolare Direttore generale, 24 marzo 2020

Istruzioni operative Unipd 17 marzo 2020

Istruzioni operative Unipd 12 marzo 2020