SMART WORKING NELLA P.A.

DISCIPLINA ORDINARIA

Lavoro agile e telelavoro

I termini lavoro agile e telelavoro si riferiscono a due istituti diversi, disciplinati da normativa differente, che hanno tuttavia molti profili in comune, che tendono a sfumare i confini tra i due istituti, che hanno finalità in larga parte coincidenti (efficienza organizzativa e conciliazione dei tempi di vita e lavoro).

Normativa sul telelavoro

Il telelavoro, nel DPR n° 70/1999, all’art. 2, viene definito come una prestazione di lavoro eseguita dal dipendente di una delle amministrazioni pubbliche in qualsiasi luogo ritenuto idoneo, collocato al di fuori della sede di lavoro, con il prevalente supporto di tecnologie dell'informazione e della comunicazione, che consentano il collegamento con l'amministrazione di appartenenza.

L'istituto del telelavoro ha lo scopo di razionalizzare l'organizzazione del lavoro e di realizzare economie di gestione attraverso l'impiego flessibile delle risorse umane (art. 4 della L. 191/1998). Progettato per le amministrazioni pubbliche, il telelavoro consentirebbe alle stesse di avvalersi del lavoro a distanza dei propri dipendenti. Per perseguire tali obbiettivi la legge prevede che la postazione di telelavoro debba essere messa a disposizione, installata e collaudata a cura e a spese dell'amministrazione interessata, sulla quale gravano altresì le spese di gestione e di manutenzione (art. 5 DPR 70/1999).

Entro il 31 marzo di ogni anno, le amministrazioni pubbliche pubblicano nel proprio sito web lo stato di attuazione del "piano per l'utilizzo del telelavoro" nella propria organizzazione, in cui identificano le modalità di realizzazione e le eventuali attività per cui non è possibile l'utilizzo del telelavoro (art. 9, comma 7, del d.l. 179/2012).

La postazione di telelavoro deve essere messa a disposizione, installata e collaudata a cura ed a spese dell'amministrazione interessata, sulla quale gravano altresi' la manutenzione e la gestione di sistemi di supporto per il dipendente ed i relativi costi.
La postazione di telelavoro deve essere messa a disposizione, installata e collaudata a cura ed a spese dell'amministrazione interessata, sulla quale gravano altresi' la manutenzione e la gestione di sistemi di supporto per il dipendente ed i relativi costpermettano ai dipendenti di effettuare, a parità di salario, la prestazione lavorativa in luogo diverso dalla sede di lavoro (art.5 DPR 70/1999) .

I punti in comune tra la disciplina del telelavoro e quella del lavoro agile sono:

  1. La possibilità di svolgere la prestazione lavorativa del dipendente in luogo diverso dall'ufficio assegnatogli.
  2. La garanzia del mantenimento della retribuzione prevista dalla normativa contrattuale.
  3. La previsione dell’utilizzo di mezzi adatti a svolgere parte del lavoro anche fuori dalla sede ordinaria, tramite strumenti che consentano di lavorare da remoto, come pc, tablet, smartphone e software.
  4. L'assegnazione degli strumenti aziendali, attraverso i quali svolgere la prestazione lavorativa da remoto, da parte del datore di lavoro o della pubblica amministrazione.

Quanto invece alle differenze, esse riguardano i seguenti aspetti:

  1. Sede di lavoro: Entrambi gli istituti prevedono la possibilità per il dipendente di lavorare in locali diversi dall'ufficio assegnatogli. Tuttavia, nel lavoro agile non è necessario stabilire una postazione fissa dalla quale svolgere la propria prestazione lavorativa. Il dipendente può lavorare sia nei locali aziendali che all'estrerno degli stessi, con il solo limite della tutela della salute e della sicurezza del lavoratore. Nel telelavoro invece la postazione esterna deve essere prelirminarmente determinata e rimane fissa per tutta la durata dell'accordo. Inoltre, mentre il lavoro agile prevede l'alternanza tra i locali aziendali e non, il telelavoro può prevedere anche lo spostamento totale ad altra sede, con la possibilità per il dipendente di richiedere la reintegrazione presso la sede di lavoro originaria.
  2. Orario di lavoro: Nel lavoro agile il dipendente svolge la sua attività senza precisi vincoli di orario, nel rispetto dei limiti di durata massimo dell'orario di lavoro giornaliera e settimanale, mentre per quanto riguarda il telelavoro viene mantenuto l'orario di lavoro previsto dal contratto.

In astratta, quindi, sebbene abbiano dei sostanziali punti di contatto, relativi alla delocalizzazione della postazione di lavoro dalla sua sede ordinaria, telelavoro e lavoro agile non sono del tutto coincidenti o sovrapponibili. In concreto, tuttavia, le scelte organizzative e regolamentari dei singoli enti può rendere estremamente difficile distinguerne l'ambito di applicazione.


Testi normativi:

Per ulteriori approfondimenti: