DOSSIER "CURA ITALIA" E ALTRI DECRETI

DIPENDENTI PUBBLICI

B. Lavoro agile, ferie ed esenzione dal servizio

I. LAVORO AGILE

Fino alla cessazione dello stato di emergenza (ovvero fino ad una data antecedente stabilita con D.P.C.M. su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione), il lavoro agile è la modalità ordinaria ​di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni che conseguentemente:

a) limitano la presenza del personale negli uffici per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro, anche in ragione della gestione dell'emergenza;
b) prescindono dagli accordi individuali e dagli obblighi informativi previsti dagli articoli da 18 a 23 della legge n. 81 del 2017.

La prestazione lavorativa può essere svolta anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente, qualora non forniti dall'amministrazione. In tali casi l'art. 18, comma 2, della legge n. 81 del 2017 (che prevede la responsabilità del datore di lavoro per la sicurezza ed il buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore) non trova applicazione.

LAVORO AGILE PER DISABILITA'

N.B. Per effetto delle modifiche introdotte in sede di conversione in legge, la disposizione in esame si applica fino alla cessazione dello stato di emergenza e viene estesa anche ai lavoratori immunodepressi e ai familiari conviventi di persone immunodepresse.

Fino alla cessazione dello stato di emergenza (in luogo del termine del 30 aprile 2020 originariamente previsto) i lavoratori disabili o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione (art. 39).
La disposizione si applica anche ai lavoratori immunodepressi e ai familiari conviventi di persone immunodepresse.

LAVORO AGILE A REGIME

In sede di conversione in legge, è stato introdotto l'art. 87-bis, il cui comma 5 dispone l'operatività a regime della disposizione secondo cui le pubbliche amministrazioni adottano misure organizzative volte all’attuazione del lavoro agile. La norma in esame riproduce la previsione già contenuta nel d.l. 2 marzo 2020, n. 9, ora abrogato.
Si precisa che tale disposizione concerne il regime ordinario di attuazione e svolgimento del lavoro agile. Per la durata dello stato di emergenza, invece, resta fermo quanto previsto dall'art. 87.

L'art. 87-bis, comma 5, modificando l’articolo 14, comma 1, della legge 7 agosto 2015, n. 124, dispone l’operatività a regime dell'obbligo per le pubbliche amministrazioni di adottare misure organizzative volte all’attuazione del lavoro agile. In particolare, il richiamato art. 14 prevede che le amministrazioni pubbliche adottino - in via sperimentale nel testo previgente alla modifica operata dal comma 5 in esame - misure organizzative volte a fissare obiettivi annuali per l’attuazione di nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa che permettano, entro tre anni e ad almeno il 10 per cento dei dipendenti pubblici che ne facciano richiesta, di avvalersi di tali modalità, garantendo altresì che essi non subiscano penalizzazioni ai fini del riconoscimento di professionalità e della progressione di carriera.

II. FERIE PREGRESSE E CONGEDI RETRIBUITI

Se non è possibile ricorrere alle forme di lavoro agile, le amministrazioni utilizzano gli strumenti delle ferie pregresse, del congedo, della banca ore, della rotazione e di altri analoghi istituti, nel rispetto della contrattazione collettiva (art. 87, comma 3).

N.B. In sede di conversione in legge, sono state introdotte nuove disposizioni in tema di:

→ Banca delle ferie
→ Assenza dal servizio (per COVID-19, disabilità o altre patologie)

III. ESENZIONE DAL SERVIZIO

Esperite queste possibilità, ​le amministrazioni possono motivatamente esentare il personale dipendente dal servizio​. Il periodo di esenzione dal servizio costituisce servizio prestato a tutti gli effetti di legge e l'amministrazione non corrisponde l'indennità sostitutiva di mensa, ove prevista (art. 87, comma 3).