DOSSIER "RILANCIO"

Autori:  Giorgio Valandro, con la collaborazione di Paola Solazzo, Claudia Ferrarese, Filippo Tagliapietra

Data di pubblicazione: 20 maggio 2020

Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2020

DIPENDENTI PUBBLICI

Lavoro agile e flessibilità oraria

L'art. 263 del d.l. 34/2020 in esame prevede una rimodulazione dell'organizzazione del lavoro agile e in presenza.

Per espressa previsione dell’art. 263 del Decreto Rilancio (d.l. 34/2020), "il lavoro  agile, con le misure semplificate di cui al comma 1,  lettera b), del medesimo articolo 87” continua ad applicarsi "fino al 31 dicembre 2021" e quindi anche dopo la cessazione dello stato di emergenza (attualmente prevista per il 31/07/2020).

Il lavoro agile semplificato non è più la "modalità ordinaria" per tutti di dipendenti, ma dovrà essere organizzato soltanto per metà (il  50%) del “personale  impiegato nelle attività che possono essere svolte in tale modalità”, e, in seguito alle modifiche apportate in sede di conversione al d.l. 76/2020, a condizione che l'erogazione dei servizi rivolti a cittadini e imprese avvenga con regolarità, continuità ed efficienza.

 
Anche dal 15 settembre 2020, quindi, continuerà ad applicarsi il lavoro agile semplificato (art. 87, d.l. 18/2020), con la precisazione che cesserà definitivamente di avere efficacia soltanto la lettera a) del citato art. 87, comma 1, e quindi le misure emergenziali che “limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell'emergenza”.

Salve nuove modifiche, il regime ordinario del lavoro agile entrerà in vigore dal 1° gennaio 2021.

Il Piano organizzativo del lavoro agile (POLA), che deve essere adottato entro il 31 gennaio 2021, dovrà prevedere che "almeno il 60 per cento dei dipendenti possa  avvalersene".

Fino all'adozione del Piano organizzativo del lavoro agile (entro il 31 gennaio 2021), le PA dovranno garantire il lavoro agile almeno al 30 per cento dei dipendenti, "ove lo richiedano".

Più nel dettaglio, al fine di assicurare la continuità dell’azione amministrativa e la celere conclusione dei procedimenti, le pubbliche amministrazioni, in deroga alle misure di cui all’art. 87, comma 1, lettera a) del decreto Cura Italia  (ossia la limitazione del personale nei luoghi di lavoro esclusivamente per le attività indifferibili e da svolgere in presenza), adeguano l'operatività di tutti gli uffici pubblici alle esigenze dei cittadini e delle imprese connesse al graduale riavvio delle attività produttive e commerciali.

A tal fine, fino al 31 dicembre 2020 le pubbliche amministrazioni:

  • organizzano il lavoro dei propri dipendenti e l'erogazione dei servizi attraverso la flessibilità dell'orario di lavoro, rivedendone l'articolazione giornaliera e settimanale, introducendo modalità di interlocuzione programmata, anche attraverso soluzioni digitali e non in presenza con l'utenza;

  • applicano il lavoro agile (con le misure semplificate di cui al comma 1, lettera b), art. 87 d.l. 18/2020) al 50 per cento del personale impiegato nelle attività compatibili con tale modalità di lavoro a condizione che l'erogazione dei servizi rivolti a cittadini ed imprese avvenga con regolarità, continuità ed efficienza, nonché nel rigoroso rispetto dei tempi previsti dalla normativa vigente. Ulteriori modalità organizzative possono essere individuate con uno o più decreti del Ministro per la pubblica amministrazione;
  • assicurano adeguate forme di aggiornamento professionale alla dirigenza;
  • debbono adeguarsi alle vigenti prescrizioni in materia di tutela della salute adottate dalle competenti autorità

In sede di conversione è stato disposto che alla data del 15 settembre 2020 cesseranno di avere effetto le disposizioni di cui all’art. 87, comma 1, lett. a, d.l. 18/2020 e quindi la presenza dei lavoratori e delle lavoratrici non dovrà essere garantita soltanto per le attività indifferibili, ma per tutte le attività amministrative che richiedo un presidio anche in presenza.

La presenza dei lavoratori negli uffici all'estero di pubbliche amministrazioni, comunque denominati, è consentita nei limiti previsti dalle disposizioni emanate dalle autorità sanitarie locali per il contenimento della diffusione del Covid-19, fermo restando l'obbligo di mantenere il distanziamento sociale e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali.

Regime ordinario del lavoro agile

In sede di conversione del d.l. Rilancio sono state introdotte delle modifiche all’art. 14 della l. n. 124/2015, le quali prevedono che:

  • Piano organizzativo del lavoro agile.Entro il 31/01/2021 deve essere adottato, "sentite le organizzazioni sindacali", il Piano organizzativo del lavoro agile (POLA), quale sezione del documento di cui all'articolo 10, comma 1, lettera a), del d.lgs. 50/2009, il quale dovrà prevedere che "almeno il 60 per cento dei dipendenti possa avvalersene";
  • In caso di mancata adozione del POLA, il lavoro agile si applica almeno al 30 per cento dei dipendenti, "ove lo richiedano" (nuova comma 4-bis aggiunto all'art. 14 della legge 124/2015);
  • con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione possono essere definire ulteriori indirizzi e regole per l'attuazione e la promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei dipendenti (comma 1 e 2 art. 14 l. n. 124/2015) e del lavoro agile (l. n. 81/2017).

  • presso il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri è istituito l'Osservatorio nazionale del lavoro agile nelle amministrazioni pubbliche. Entro sessanta giorni dal 19 luglio 2020 il Ministro per la pubblica amministrazione con decreto definirà la composizione, le competenze e il funzionamento dell'Osservatorio. 

Valutazione dirigenti. Infine, si evidenzia che l’attuazione delle misure di cui al presente articolo è valutata ai fini della performance dirigenziale.

Si richiama anche il decreto c.d. Semplificazioni, che ha modificato l'art. 12 del CAD (d.lgs. 82/2005) in tema di sicurezza dei dispositivi personali e di acquisto, sviluppo e sicurezza dei sistemi informativi per garantire il lavoro agile (vedi il Dossier Semplificazioni).

Sorveglianza sanitaria (art. 83)

Fino alla data di cessazione dello stato di emergenza, i datori di lavoro pubblici e privati debbono assicurare la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio in ragione di determinati fattori (età, condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia COVID-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da comorbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità).

L’inidoneità alla mansione non può in ogni caso giustificare il recesso del datore di lavoro dal contratto di lavoro.