MILLEPROROGHE 2021 (d.l. 183/2020 convertito in legge)

PERSONALE

Incremento e stabilizzazione delle detrazioni per lavoro dipendente

L’art. 22-sexies, introdotto in sede di conversione del d.l. 183/2020 in commento, sostituisce le norme in materia di stabilizzazione della detrazione spettante ai percettori di reddito di lavoro dipendente e di talune fattispecie di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente prevista, per il solo secondo semestre 2020, dall’art. 2 del decreto-legge 3/2020 e già resa permanente a partire dal 1° gennaio 2021 dall'art. 1, comma 8, della legge 178/2020 (legge di bilancio 2021). Si tratta di disposizioni identiche a quelle dell’art. 1 del decreto-legge 182/2020, contestualmente abrogato dal disegno di legge di conversione del decreto in esame.

In particolare, la nuova disposizione (art. 22-sexies, comma 1, lettera a) modifica il comma 1 del citato art. 2, decreto-legge 3/2020, precisando che la detrazione introdotta spetta nella misura degli importi indicati nel medesimo comma esclusivamente per le prestazioni rese dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2020.

Con la modifica introdotta dalla lettera b) dell’art. 22-sexies in commento, viene specificato che per le prestazioni rese a decorrere dal 1° gennaio 2021 l’agevolazione spetta nei seguenti importi annuali (raddoppiati rispetto a quelli previsti nel solo secondo semestre 2020):

- 960 euro, aumentati del prodotto tra 240 euro e l'importo corrispondente al rapporto tra 35.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l'ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 35.000 euro;

- 960 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 40.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 5.000 euro.

Il comma 1, lettera c), dell’art. 22-sexies del d.l. 183/2020 in commento, specifica che nel caso in cui l’importo da recuperare ecceda 60 euro, il recupero della detrazione non spettante è effettuato in dieci rate di pari ammontare (rispetto alle previgenti otto rate) a partire dalla retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio.

Per approfondimenti si rinvia alle Schede di lettura del Servizio Studi della Camera dei deputati (Parte II, pag. 183 e seg.).