MILLEPROROGHE 2021 (d.l. 183/2020 convertito in legge)

GESTIONE AMMINISTRATIVO-CONTABILE

Sospensione verifiche beneficiari inadempienti e pignoramenti stipendi

L’art. 22-bis del d.l. 183/2020, introdotto in sede di conversione, interviene nuovamente in materia di accertamento, riscossione e adempimenti tributari o previsti dalla legge.

Come già previsto dal d.l. 7/2021 (abrogato dalla legge di conversione del d.l. 183/2020 in esame), è prorogato al 28 febbraio 2021 il termine finale di scadenza dei versamenti, derivanti da cartelle di pagamento, nonché dagli avvisi esecutivi previsti dalla legge relativi alle entrate tributarie e non tributarie.

Di conseguenza, sono prorogati fino al 28 febbraio 2021 i seguenti termini di sospensione introdotti dal decreto-legge 34/2020 (c.d. Decreto Rilancio):

  1. Sospensione delle verifiche ex art. 48-bis DPR n. 602/1973 (TUIR) dei beneficiari inadempienti (art. 153, comma 1, d.l. 34/2020, che rinvia ai termini dell’art. 68 dello stesso decreto);

  2. Sospensioni dei pignoramenti presso terzi dell'Agente della riscossione su stipendi e pensioni (art. 152, comma 1, d.l. 34/2020).

Viene quindi differita al 28 febbraio 2021 la scadenza della sospensione degli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati dall'Agente della riscossione e dagli altri soggetti titolati, aventi ad oggetto le somme dovute a titolo di stipendio, pensione e trattamenti assimilati. Sono comunque acquisiti, per quanto attiene ai versamenti eventualmente eseguiti dal 1° gennaio al 15 gennaio 2021, gli interessi di mora, le sanzioni e le somme aggiuntive già corrisposti. Restano fermi gli accantonamenti effettuati e sono definitivamente acquisite e non rimborsate le somme accreditate in tale periodo.

Sono invece prive di qualunque effetto le verifiche relative all’adempimento degli obblighi di versamento derivanti dalla notifica di cartelle di pagamento da parte dei beneficiari di pagamenti delle pubbliche amministrazioni, eseguite sempre nel medesimo periodo, per le quali l’agente della riscossione non abbia già notificato l’ordine di versamento.

Le amministrazioni pubbliche (e le società a prevalente partecipazione pubblica) devono quindi procedere al pagamento a favore del beneficiario, salvo il caso che l’agente della riscossione abbia già notificato l’ordine di versamento.