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Come scrivere la tesi

1. Fare ricerca per la tesi

1.1. La scelta dell'argomento e del relatore

1.1.1. Una prima ricognizione

La tesi di laurea è un vostro contributo originale basato su un lavoro maturo e impegnativo di riflessione autonoma. Rappresenta la migliore prova che avete adeguata­mente seguito i corsi e acquisito le abilità necessarie. Oltre a concorrere materialmente al voto di laurea, è anche un eccellente biglietto da visita da presentare al mondo del lavoro.

Prima di parlare con un docente vi conviene individuare la disciplina, l’argomento, il genere, il tema, il periodo, il metodo, etc. che, stando ai corsi universitari seguiti, ritenete più vicini ai vostri interessi.

- È consigliato scegliete argomenti che non siano troppo generici, vasti, o già trattati in abbondanza.

- È necessario avere una conoscenza di tipo universitario del settore di tesi: ovvero è necessario aver seguito almeno un insegnamento di quel Settore Scientifica Disciplinare (SSD).

- È opportuno iniziare una prima ricognizione bibliografica sul tema prescelto.

1.1.2. La scelta del relatore

Dopo questo primo autoesame, contattate il docente che ritenete più vicino al vostro argomento. È consigliato un relatore di cui abbiate seguito almeno un corso, in modo da verificare in anticipo la rispondenza del suo metodo e dei suoi interessi di ricerca alle vostre esigenze.

Occorre soprattutto rispettare gli ambiti di ricerca del relatore, debitamente segnalati sulla pagina docente, senza seguire altre motivazioni infondate quali impres­sioni estemporanee o voci di corridoio. Maggiore la convergenza fra i vostri interessi e l’esperienza di ricerca del docente, più proficua sarà la collaborazione. È una regola di buon senso, prevista anche dal Regolamento delle Carriere degli Studenti (Art. 28, comma 5): “È dovere degli studenti sostenere gli esami nel pieno rispetto del lavoro e delle competenze dei docenti”.

Partendo dalle vostre segnalazioni, il relatore vi aiuterà a circoscrivere un argomento fattibile e vi fornirà le prime indicazioni bibliografiche pertinenti. Il relatore saprà inoltre consigliarvi adeguatamente lungo il percorso.

1.2. Tempistica e approvazione della domanda

1.2.1. Il calendario

Il lavoro si deve svolgere con continuità temporale su un periodo di tempo sufficiente: senza contare l'indagine preliminare, che già richiede un suo tempo, a contare dall'assegnazione della tesi da parte del relatore, prevedere perlomeno:

- per una tesi triennale: 9 cfu x 25 ore = 225 ore, ovvero tre mesi di calendario;

- per una tesi magistrale: 30 cfu x 25 ore =  750 ore, ovvero sei mesi di calendario.

Una volta iniziato, il lavoro di lettura e scrittura deve procedere regolarmente e con una scadenza ben delineata.

1.2.2. Il rapporto con il relatore

Il relatore garantisce, oltre al ricevimento, una lettura sollecita di ogni capitolo completo che gli viene consegnato, e una pronta assistenza nel corso della ricerca. Deve però avere la possibilità di procedere con calma alla rigorosa correzione dei capitoli e di controllarne la versione rivista. In particolare, il relatore deve poter visionare l’intera tesi corretta e rivista secondo le sue indicazioni almeno un mese prima della data di laurea, ben prima della presentazione della domanda stessa di tesi. La domanda di tesi potrà essere infatti approvata solo in presenza di una versione completa, corretta, e rivista della tesi: “lo studente, per essere ammesso alla prova finale, deve […] aver completato il proprio percorso formativo nel rispetto delle regole fissate dalla normativa e, in particolare, dall’ordinamento didattico del corso di studio per la propria coorte di iscrizione” (Regolamento delle Carriere degli Studenti, Articolo 24, comma 1, c). Altre motivazioni non scientifiche, quali l’imminenza della scadenza stessa, non verranno considerate; esse sono anzi segno di una gestione malaccorta del tempo e di un’errata considerazione dell’impegno richiesto.

Dal computo vanno ovviamente esclusi i tempi di chiusura dell’Ateneo durante le feste. Chi intende laurearsi nella sessione di settembre dovrà tenere particolarmente presente la sosta estiva e ottemperare per tempo agli adempimenti burocratici (approvazione della domanda e firma della tesi, etc.) che richiedono da parte del relatore una visione della tesi nella sua completezza. Non è pensabile, per esempio, contare sul mese di agosto, per fare rileggere la tesi o approvare la domanda di laurea al proprio relatore, in quanto il mese coincide con le ferie ufficiali della docenza. Si prega pertanto di consultare il calendario accademico (reperibile sulle pagine di ciascun corso di laurea in Moodle e tramite Google (“Calendario accademico Padova”).

1.3. Come creare una bibliografia

Individuato l’argomento d’accordo col relatore, procedete alla ricerca bibliogra­fica. La ricerca va condotta tanto sulle cosiddette fonti primarie (testi, corpora, repertori, edizioni critiche, materiale visivo-acustico, etc.), quanto sulle fonti critiche (mono­grafie, articoli o altre forme di documentazione che riportano i contributi critici sul vostro argomento).

Il lavoro di riflessione della tesi consiste nell’attenta e critica valutazione delle fonti e nell’individuazione del vostro percorso individuale, ovvero della vostra proposta interpretativa (la “tesi” nel senso schietto del termine). Anche il modo in cui riuscirete a creare una vostra bibliografia pertinente rientra fra gli elementi di valutazione della tesi stessa. Pertanto, il lavoro bibliografico non consiste nell'accontentarsi dei primi titoli forniti dal relatore come punto di partenza, né nel compilare una lista di titoli possibili e poi andare a ricevimento per farsi dire quelli che bisogna leggere, o magari per riferire ogni volta appunti di letture o altre impressioni. Nella valutazione complessiva rientra anche l’autonomia con cui lo studente, al termine degli anni di studio, partendo dall’as­sistenza del relatore, riesce a costruirsi la propria bibliografia e a usarla criticamente per arrivare a un riflessione autonoma in stile scientifico e accademico: “È stretto dovere dello studente svolgere la tesi attraverso la propria personale applicazione al tema prescelto” (Regolamento delle Carriere degli Studenti, Art. 28, comma 8).

Durante il ricevimento, il relatore valuterà il modo in cui state conducendo la vostra ricerca e consiglierà alcuni eventuali cambiamenti, ma non dovrà svolgere per voi il necessario lavoro di documentazione e ricerca su cui sarete valutati voi.

1.4. La ricerca del materiale

Nelle pagine di questo libro dedicate a ciascun settore linguistico, troverete indicazioni sulla ricerca proprie dei singoli settori.

A livello generale, la ricerca deve essere svolta su pubblicazioni e altro materiale di chiaro e riconosciuto valore scientifico e universitario. Non usate i libri di testo delle scuole superiori o documenti ricavati indistintamente da internet senza previamente valutarne l'autorevolezza e la fondatezza.

Nella creazione della bibliografia siete invitati a consultare per prima cosa i repertori bibliografici presenti in Dipartimento, sia in forma cartacea sia su computer. Si segnalano:

  • sala riviste, contenente riviste specializzate e opere di consultazione generale.
  • Catalogo del Sistema Bibliotecario Padovano indicante il materiale disponi­bile presso l’Università di Padova (http://catalogo.unipd.it/F/?func=find-b-0),
  • banche dati disponibili sul Portale Aire, fra cui figurano ad esempio MLA, JSTOR, LION, etc. È possibile consultare gratuitamente questi database dai computer della rete di ateneo o da casa previa autenticazione mediante proxy (vedi istruzioni sulla pagina della Biblioteca)
  • cataloghi a schede e su computer del Dipartimento
  • biblioteche di Palazzo Maldura, Biblioteca Universitaria in via San Biagio, altre biblioteche di Ateneo
  • altre biblioteche italiane: si ricorda la possibilità del prestito inter-biblioteca. Qualora l’argomento della tesi lo richieda, si possono mettere in conto visite a uni­versità vicine (Venezia, Verona, Bologna, Statale e Cattolica a Milano, ecc.), dopo aver prima consultato il relativo catalogo on-line. Conviene farsi scrivere prima dal relatore una lettera di presentazione, soprattutto se si va in una biblio­teca straniera.
  • biblioteche straniere, su suggerimento del relatore.

1.5. Organizzazione e studio del materiale di ricerca

1.5.1 Il piano di lavoro

Allestite da subito un piano di lavoro, concordato col relatore. Il piano elencherà le varie sezioni della tesi e, con le dovute correzioni in corso d’opera, fornirà la base per l’indice ragionato della tesi stessa. Il piano di lavoro, che via via si tramuterà in indice sempre più definitivo, deve accompagnare ogni sezione di testo che consegnate al vostro relatore, evidenziando sul piano la parte specifica che consegnate. Il relatore sarà così in grado di capire meglio la collocazione e la logica del testo consegnato, raportata all'in­sieme del lavoro.

1.5.2. Le schede di lettura

Via via che reperite materiale, cominciate a studiarlo e ad annotarlo (non mate­rialmente sulla pagina, se si tratta di libri della biblioteca!). Riportate in altrettante schede di lettu­ra distinte per obiettivo (sintesi o citazione):

- la sintesi della tesi sostenuta nell'articolo o nel libro;

- i passi utili per la vostra ricerca, con l’accortezza di riportare al completo gli estremi bibliografici, e in particolare le pagine che intendete citare, in modo da evitare laboriose ricerche dell’ultimo minuto.

Annotatevi anche le idee, gli appunti, le domande che vi vengono in mente alla lettura delle fonti; abbiate cura di controllare la perfetta trascrizione della citazione rispetto al testo originale, ed evitate ellissi e tagli inopportuni o non segnalati in quanto tali: schede rigorose e affidabili vi serviranno per scrivere la tesi.

1.6. Presentazione del materiale per valutazione

Su ogni documento cartaceo o file che consegnate, indicare il vostro nome, cognome, corso di laurea, titolo provvisorio della tesi (e indirizzo e-mail).

1.6.1 Il piano di lavoro e la bibliografia

La prima cosa da presentare è il piano di lavoro e la bibliografia da voi approntata (cf. supra).

1.6.2. I capitoli

Il materiale va presentato in forma pienamente rispondente alle indicazioni tipografiche di questa guida e all’ortografia, grammatica e sintassi della lingua di scrittura. In caso contrario, il relatore vi chiederà di uniformarlo completamente a esse prima di poterlo correggere. Pensate all'impatto indimenticabile della prima impressione: più sarà curato e potenzialmente definitivo il testo che presentate, migliore sarà l'idea che il vostro relatore si farà di voi, del vostro potenziale e della vostra autonomia di lavoro.

Presentate pertanto solo forme complete e finali dei vari capitoli, non liste di appunti, parti, appendici, aggiunte, brutte copie piene di "errori di battiturao di distrazione"..  etc. Scrivete a computer, su pagine numerate, con margini sufficienti per annotazioni del relatore (margine destro/sinistro/alto/basso di 3 cm). Prima di consegnare, controllate il testo col correttore ortografico del word processor. Rivedete accuratamente grammatica e sintassi, soprattutto se scrivete in una lingua straniera: non conta solo il contenuto, ma anche la forma in cui viene presentato (di solito i due si sostengono a vicenda). Inoltre, l'imperfezione della lingua e della presentazione tipografica crea un "rumore di fondo" spiacevole nella lettura del relatore, che stenta a concentrarsi sulla qualità delle idee e sulla validità della dimostrazione.

 Presentate un capitolo per volta, intero, con lunghezza non superiore a 20-30 pagine.

- Consegna cartacea: Se consegnate i capitoli in forma cartacea, accompagnatela con una lettera in cui esplicitate la posizione della parte consegnata nel corpo del lavoro e il contenuto trattato.

- Consegna per posta elettronica: Se invece consegnate i capitoli in file word tramite messaggio elettronico, abbiate cura di nominare il vostro file in modo tale che sia identificabile senza ambiguità: COGNOME_Sigla del CDS_Capitolo-1 (es. ROSSI_LMC_Capitolo-1. Non nominatelo mai solo "tesi", perché il vostro relatore riceve decine di messaggi simili al vostro.

L’e-mail va usata non in sostituzione dei ricevimenti, bensì solo per questioni più tecniche e pratiche. Controllate sempre sulla pagina del docente che non vi siano annunci di cambiamenti riguardo al ricevimento e attenetevi alle modalità specifiche espresse dal docente per il proprio ricevimento.

Quando ricevete i capitoli, applicate le correzioni suggerite,

- in formato cartaceo: integrate subito le revisioni necessarie nella vostra copia e sottoponete poi il capitolo rivisto al relatore.

- in formato file Word: sostituite il file commentato alla vostra precedente versione e applicate le correzioni richieste.