Come scrivere la tesi di laurea

Metodologia e tipografia della tesi di laurea

6. Referenze e citazioni

La citazione consiste nel riportare compiutamente e chiaramente una fonte (2.1). È un atto fondamentale di precisione metodologica e correttezza professionale, e come tale deve essere sempre chiaramente indicata. Costituisce uno dei principali parametri di valutazione scientifica di una tesi.

 

6.1 Come riportare i dati bibliografici

Queste modalità vanno seguite sia per indicare in bibliografia estesa le voci cui si è fatto riferimento mediante la citazione per autore (6.3.1), sia per citare i testi nelle note e riportarli in bibliografia quando si sceglie la citazione estesa (6.3.2).

 

6.1.1 Libri e articoli (vedasi tabella sinottica)

6.1.2 Fonte citata in un’altra fonte

È possibile citare fonti di seconda mano, vale a dire fonti non disponibili che si trovano citate in un altro autore. In questo caso bisogna citare il primo autore riportando da dove proviene la sua successiva citazione.

 

A reviewer’s comment, "all is over at the Savoy in three hours"1, shows how ponderous earlier productions must have been.

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1 The Nation, 23 Nov. 1912, quoted by G.Ll. Evans, Shakespeare in the Limelight, London, Dent, 1968, p. 115.

 

6.1.3 Edizioni

Specificate sempre l’edizione usata. Di norma privilegiate l’ultima, indicando tra parentesi quadre i dati della prima edizione: luogo, casa editrice, anno di edizione.

 

Ernst Robert Curtius, European literature and the latin Middle Ages. Translated from the german by Willard R. Trask, Princeton, University Press, 1990 [I ed. London, Routledge & Kegan Paul, 1953].

 

Se un saggio viene ripubblicato, indicare entrambe le edizioni, specificando nella bibliografia da quale si sta citando (di norma l’ultima).

Nel caso di informazioni bibliografiche incomplete che non sono ricostruibili dal frontespizio o da catalogo, si fa ricorso alle seguenti abbreviazioni che vanno poste in luogo dell’informazione mancante:

s.l. = senza luogo (di edizione)

s.n. = senza nome (dell’editore)

s.n.t. = senza note tipografiche (senza nome e luogo dell’editore)

s.d. = senza data (di edizione)

s.d. [ma 1970] = quando l’anno mancante può essere integrato con certezza

 

6.1.4 Materiali online

Nell’eventuale sitografia, di norma segnalata a parte da fonti primarie e fonti critiche, indicate ogni sito e la data dell’ultima visita. Nella bibliografia riporterete anche la URL (http://), nel testo riporterete il sito senza URL (www...).

Qualora si citi un testo contenuto in un database (ad es., JSTOR) e che viene visualizzato esattamente come è stato pubblicato, non è necessario indicare il database.

Per le monografie e i testi fuori copyright, citate sempre da un testo cartaceo anche se si trova in rete una versione di “pubblico dominio”, la quale potrebbe non recare le necessarie indicazioni bibliografiche o essere di scarsa attendibilità scientifica.

Fate molta attenzione a selezionare solo siti attendibili, possibilmente collegati a un’università o a una casa editrice riconosciuta. Non usate siti privi di un controllo scientifico sulle affermazioni riportate (ad es., Wikipedia). Nel dubbio, chiedete consigli al relatore.

 

6.2. Citazioni indirette e dirette

Le citazioni possono essere indirette o dirette. Le prime riassumono una fonte, le seconde riportano esattamente il testo originale. Anche se la citazione può essere non letterale, deve rispettare il senso di quanto espresso dalla fonte senza stravolgerlo. In ogni caso l’utilizzo di una fonte, diretto o indiretto, va sempre esplicitato.

 

6.2.1 Citazione indiretta

Con la citazione indiretta si riassume l’argomento esposto nella fonte, purché la si indichi chiaramente.

 

An exchange between Christianne Gillham and Peter Milward has sought to relate this stanza to Plato’s Symposium and to Aquinas and Augustine on the Trinity,1 works which I shall also cite as important for our understanding of Twelfth Night.

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1 C. Gillham,"‘Single Natures Double Name": Some Comments on "The Phoenix", Connotations 3 (1992), pp. 126-36; P. Milward, Single to Christian: A Response to Gillham’, Connotations 4 (1993), 60-3.

 

6.2.2 Citazione diretta

Le citazioni dirette vengono precedute e seguite da virgolette “...”, oppure «...» (a seconda della lingua di stesura).

Se all’interno di una citazione compare un’altra citazione, questa viene preceduta e seguita da virgolette semplici “‘...’”

 

Warren argued that the moon symbolized Coleridge’s seondary imagination and higher reason, in contrast to the sun, which represented understanding.1 [CITAZIONE INDIRETTA] Many later critics have found flaws in Warren’s rigid scheme. Humphy House, for example, asserts "that there was for Coleridge no such stable and exact association between moonlight, half-light, shifting lights-and-shadows, etc.".2 [CITAZIONE DIRETTA] Marshall Suther also mentions Warren: "as Warren claims, ‘Coleridge’s principal images are the sources of Godlike force’; yet moonlight is itself reflected sunlight".3 [CITAZIONE DENTRO LA CITAZIONE]

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1 Robert Penn Warren, "A Poem of Pure Imagination: An Experiment in Reading", rept. in Selected Essays, New York, Random House, 1958, pp. 35-41.
2 Humpry House, Coleridge, London, Hart-Davis, 1953, pp. 111-12.
3 Marshall Suther, The Dark Night of Coleridge, New York, Columbia University Press, 1960, p. 113, quoting Warren, "A Poem of Pure Imagination", p. 37.

 

6.3 I due modi di citare fonti bibliografiche

È possibile usare due tipi di citazione: la citazione per autore e la citazione estesa. Per la scelta consultate il relatore. Qualunque sia il tipo scelto, soltanto esso dovrà poi essere usato coerentemente in tutta la tesi.

 

6.3.1 La citazione per autore

La citazione per autore (o anche citazione in chiave, o all’americana) reca:

 

Cognome dell’autore in tondo, anno di edizione dell’opera, seguito dal numero della pagina (o delle pagine separate da trattino)

 

Il riferimento bibliografico viene segnalato direttamente nel testo e poi spiegato in bibliografia (vedi 8.1). Di norma porta a economizzare lo spazio.

 

La figura di Eolo nel quadro di Piero da Cosimo diventa così "pienamente comprensibile [...] secondo una di quelle numerose rappresentazioni precedenti conformi alla descrizione omerica" (Panofsky 1999: 58).

 

6.3.2 La citazione estesa

La citazione estesa riporta in nota

 

nome dell’autore (di norma abbreviato), cognome dell’autore in tondo, titolo della monografia, luogo di edizione, editore, anno di edizione, pagina o pagine

 

La figura di Eolo nel quadro di Piero da Cosimo diventa così "pienamente comprensibile [...] secondo una di quelle numerose rappresentazioni precedenti conformi alla descrizione omerica".1

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1 E. Panosky, Studies in Iconology, trad. it. Studi di iconologia, Torino, Einaudi, 1999, p. 58.

 

Per gli articoli, si indica solo il “titolo” fra virgolette, il nome della rivista in corsivo, il numero di annualità della rivista separato tramite due punti da quello del numero in uscita, l’anno tra parentesi, i numeri di pagine inframezzati da un trattino.

 

Viola’s crossdressing has, in Woodbridge’s words, the effect of disruptin sexual difference: "Of all Shakespeare’s comedies", she affirms, "it is perhaps Twelfth Night which takes the most remarkable risks with the identity of its central figure".1

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1 L. Woodbridge, "Towards an Unsaturnalian Twelfth Night", Southern Review 17:1(1994), pp. 207-8.

 

In alcuni casi (contattare il relatore) si usa per gli articoli questo altro schema: titolo, “nome della rivista”, il numero di annualità della rivista separato tramite due punti da quello del numero in uscita, l’anno tra parentesi, i numeri di pagine inframezzati da un trattino (cfr. 6.1.2.1).

 

1 L. Woodbridge, Towards an Unsaturnalian ‘Twelfth Night’, "Southern Review" 17:1(1994), pp. 207-8.

 

6.4 Citazione dentro il testo e fuori dal testo (in corpo minore)

 6.4.1 Citazione inferiore alle 3-4 righe

Se la citazione non supera le 3-4 righe, essa compare nel testo principale e nello stesso carattere, preceduta e seguita da doppie virgolette.

 

Citazione per autore

Orsino and Olivia are languishing in melancholy until out of the sea comes "an ambiguous figure who eventually becomes male to Olivia and female to Orsino" (Frye 1965: 83)

 

Citazione estesa

Orsino and Olivia are languishing in melancholy until out of the sea comes "an ambiguous figure who eventually becomes male to Olivia and female to Orsino".1

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1 Northrop Frye, A Natural Perspective: The Development of Shakespearean Comedy and Romance, New York, Arnold, 1965, p. 83.

 

6.4.2 Citazione superiore alle 3-4 righe

Se la citazione supera le 3-4 righe, la si stacca dal testo principale e la scrive in corpo minore, ovvero in un carattere più piccolo (Times New Roman 10), senza virgolette, inserendo uno spazio bianco prima e dopo e immettendo degli ulteriori rientri a sinistra e destra. Il rimando di nota compare alla fine della citazione, e se il paragrafo continua dopo la citazione non si inserisce il capoverso.

 

There are of course other numbers in the play, and nobody would want to hang an argument on such evidence alone, but it seems indisputable that Shakespeare was prepared to play teasing Neoplatonic, numerological games with ones and threes. Commenting on Sonnet 105 ("Let not my love be called idolatry") in her recent study of the Sonnets, Helen Vendler notes that it depends first of all on the reader’s recognizing the speaker’s inventive transmutation of Christian Trinitarian theology and of the doxology. But this substantial piece of cleverness is accompanied by others. First of all, by identifying his beloved’s qualities (fair, kind, and true) as those of the PlatonicTriad (the Beautiful, the Good, the True), the poet opposes to his accuser’s ChristianTrinity an equally powerful, but classical, cultural totem as an emblem of the divine.1

 She goes on to note the structuring of the poem in Trinitarian terms, the octave concentrating on oneness, the first three lines of the sestet on threeness, and the last three on three-in-oneness.

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1 H. Vendler, The Art of Shakespeare’s Sonnets, Cambridge, Mass., Harvard University Press, 1997, p. 445.

 

6.5 Citazione di opere frequentemente citate nella tesi

Per i titoli di opere frequentemente citate nella tesi si può indicare in nota la prima volta in forma completa i dati bibliografici dell’edizione usata (6.1), e poi indicare i successivi rimandi fra parentesi nel testo principale:

 

Marcel allude a un personaggio fondamentale: "Dans la maison que nous étions venus habiter, la grande dame du fond de la cour était une duchesse, élégante et encore jeune. C’était Mme de Guermantes" (Le Côté de Guermantes I, p. 758).

Solitamente per opere famose (classici, Bibbia, etc.) dotate di numerazione interna e di suddivisione in capitoli e sottocapitoli, e per le opere teatrali (suddivise in atti, scene, versi) e poetiche (suddivise in canti e versi), si riporta il rimando fra parentesi direttamente nel testo principale dopo la citazione diretta (6.2.2), con l’accortezza però di indicare prima chiaramente quale edizione venga usata. Semplici rimandi senza citazioni testuali a passi presenti in opere universalmente note nella loro suddivisione (ad es., la Bibbia, opere classiche, etc.) si possono fare senza indicare l’edizione (Genesi 1.3-5); se però citate un passo da queste opere, dovete riportare anche l’edizione.

Per economia di spazio si può anche redigere una lista delle edizioni usate per i testi principali oggetto della tesi, con l’avvertenza di metterla all’inizio della tesi.