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Decreto semplificazioni (d.l. 76/2020 convertito in legge) - DOSSIER

Autori: Giorgio Valandro e Filippo Tagliapietra, con la collaborazione di Anastasia Maria Mele

Data pubblicazione: 10 febbraio 2021


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Course: STUDI E DOSSIER
Book: Decreto semplificazioni (d.l. 76/2020 convertito in legge) - DOSSIER
Printed by: Guest user
Date: Sunday, 26 September 2021, 2:55 AM

Table of contents

I. TESTI E STRUMENTI DI LETTURA

→SCARICA PDF DEL DOSSIER

Il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 recante “Misure per la semplificazione e l’innovazione digitale” (c.d. decreto "Semplificazioni") è stato convertito, con modificazioni, dalla legge n. 120/2020 il 14 settembre 2020.

Entrata in vigore

Il d.l. 76/2020 (c.d. Decreto Rilancio) è entrato in vigore il 17 luglio 2020.

Le modifiche introdotte in sede di conversione dalla legge n. 120 del 2020 sono in vigore dal 15 settembre 2020.

Strumenti di lettura

II. SELEZIONE PER LE UNIVERSITA'

In questa sezione vengono selezionate e illustrate le disposizioni del decreto-legge 76/2020 (c.d. decreto Semplificazioni) che interessano, direttamente o indirettamente, anche le università.
Al fine di agevolare l'individuazione delle disposizioni di maggior interesse, le norme sono raggruppate in paragrafi tendenzialmente omogenei per materia.

SOMMARIO 

Lavoro agile

In sede di conversione è stato modificato il testo dell’art. 263, d.l. 34/2020 (c.d. decreto Rilancio) in materia di lavoro agile, precisando che l’applicazione al 50% del personale impiegato in attività compatibili con lo smart working è consentita fino al 31/12/2020 “a condizione che l'erogazione dei servizi rivolti a cittadini e imprese avvenga con regolarità, continuità ed efficienza, nonché nel rigoroso rispetto delle tempistiche previste a normativa vigente”. (art 31, comma 1-bis, d.l. 76/2020 in esame).

Per la disciplina del lavoro agile fino al 31 dicembre 2020 vedi:

Il decreto Semplificazioni ha introdotto, inoltre, misure di incentivo al lavoro agile nelle PA, attraverso alcune modifiche al CAD, analizzate in questo Dossier nel capitolo "Misure di incentivo al lavoro agile". 

Autonomia differenziata

In sede di conversione è stata confermata la modifica dell’art. 1, comma 2, della legge 240/2010, in cui è previsto che tutte le università, senza il limite della stabilità e sostenibilità del bilancio e il rispetto dell’elevato livello della didattica, potranno sperimentare propri modelli funzionali e organizzativi, comprese modalità di composizione e costituzione degli organi di governo e forme sostenibili di organizzazione della didattica e della ricerca su base policentrica, diverse da quelle indicate dalla legge 240. 

Si prevede, poi, che il regolamento attuativo, previsto dall’art. 1, comma 2, della l. 240/2010, necessario per definire i criteri di ammissione alla sperimentazione e le modalità di verifica periodica dei risultati, venga approvato dal Ministero dell’università e della ricerca di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, fermo restando il limite massimo dell’80% delle spese del personale (art.19, comma 1, lett. a, d.l. 76/2020).

Rendicontazione progetti di ricerca

Ai fini della rendicontazione dei progetti di ricerca, la quantificazione figurativa delle attività annue di ricerca, di studio e di insegnamento, con i connessi compiti preparatori, di verifica e organizzativi (pari a 1500 o 750 ore annue a seconda del regime di impegno), qualora non diversamente richiesto dai soggetti finanziatori, avviene su base mensile (nuovo art. 6, comma 1 della L. 240/2010, modificato dall’art. 19, comma 1, lett. b, d.l. 76/2020).

 

Rinnovo assegni di ricerca "brevi"

In sede di conversione, è stata confermata esclusivamente la possibilità di prevedere il rinnovo, e non più anche il conferimento ex novo, di assegni di ricerca per periodi tra i 6 e 12 mesi, “per lo svolgimento di progetti di ricerca, la cui scadenza non consente di conferire assegni di durata annuale” (la lett. e del comma 1, art. 19, d.l. 76/2020,  modifica in tal senso l’art. 22, comma 3, l. 240/2010).

Scambio tra docenti di diversa qualifica

Lo scambio contestuale di docenti tra due sedi universitarie consenzienti, previsto dall’art. 7, comma 3, della l. 240/2010, potrà avvenire anche tra docenti di qualifica diversa, divenendo possibile lo scambio tra PO, PA e ricercatori, nei limiti delle facoltà assunzionali delle università interessate che sono conseguentemente adeguate a seguito dei trasferimenti stessi. I trasferimenti sono computati nella quota del quinto dei posti riservati alle chiamate dall’esterno, di cui all’articolo 18, comma 4, l. 240/2010 (come modificato dall'art. 19, comma 1, lett. c, d.l.76/2020).

La norma deve considerarsi “a regime”, in quanto in sede di conversione è stata eliminata la limitazione temporale dell’efficacia di tale norma al 31 dicembre 2020.

 

Chiamata dei docenti di altre università

In sede di conversione è stata prevista la possibilità per gli atenei, il cui indicatore di spesa per il personale è inferiore all’80%, di disporre la chiamata di docenti o di ricercatori a tempo indeterminato in servizio presso università che superino quel parametro e che versino in una situazione di significativa e conclamata tensione finanziaria, con il trasferimento anche delle facoltà assunzionali corrispondenti (nuovo art. 18, comma 4-bis, l. 240/2010 così modificato dall’ art. 19, comma 1, lett. d-bis, d.l. 76/2020).

Obbligo di residenza

In sede di conversione del decreto in esame è stato abrogato l’art. 7, l. 311/1958 che prevedeva l’obbligo per i professori di risiedere stabilmente nella sede dell’università o dell’istituto cui appartengono (art. 19, comma 1-ter, d.l. 76/2020).

Chiamata di professori a contratto come "esterni"

Al fine di includere i « professori a contratto » nella platea dei soggetti che possono concorrere come “esterni”, il decreto-legge in esame fornisce una sorta di interpretazione autentica dell’art. 18, comma 4, legge 240/2010, precisando che tra i soggetti che “hanno prestato servizio nel proprio ateneo” rientrano esclusivamente coloro che negli ultimi tre anni hanno ricoperto la qualifica di “professore ordinario di ruolo, professore associato di ruolo, ricercatore a tempo indeterminato, ricercatore a tempo determinato” (art. 19 comma 1, lett d, d.l. 76/2020).

 

RTD: indennità e computo del periodo di maternità obbligatoria

In sede di conversione viene modificato l’art. 24, comma 9-ter, l. 240/2010, il quale prevedeva per le ricercatrici a tempo determinato, la sola sospensione e conseguente proroga del contratto nel periodo di astensione obbligatoria di maternità. 

A seguito delle modifiche introdotte dall’art. 19, comma 1, lettere f-bis ed f-ter, del d.l. 76/2020 in esame, anche alle ricercatrici a tempo determinato verrà corrisposta la relativa indennità durante il periodo di congedo obbligatorio e lo stesso periodo è computato nell’ambito della durata triennale contratto.

Con particolare riferimento alle RTD di tipo B, in caso di esito positivo della valutazione, la titolare alla scadenza del contratto sarà inquadrata nel ruolo di professore associato. In alternativa, le RTD potranno chiedere in ogni caso, entro la scadenza del contratto, la proroga dello stesso per un periodo non superiore a quello del congedo obbligatorio di maternità.

Nel caso in cui, in base alle previgenti disposizioni, i contratti siano stati sospesi, è prevista la possibilità che il titolare del contratto di ricercatore di tipo B possa chiedere che tale periodo di sospensione sia computato nella durata triennale del contratto.

 

Ricercatori di tipo B: "inquadramento anticipato"

Con l’inserimento di un nuovo comma 5-bis nell’articolo 24 della legge 240/2010, se l’Università ha le risorse necessarie nella propria programmazione, può “anticipare l’inquadramento” a professore associato, dopo il primo anno di contratto di ricercatore “previo esito positivo della valutazione” (non più al terzo, come previsto dall’art. 24, comma 5, l. 240/2010). In questi casi la valutazione comprende anche lo svolgimento di una prova didattica nell’ambito del settore scientifico disciplinare di appartenenza del titolare del contratto (così l’art. 19, comma 1, lett. f, d.l. 76/2020).

 

Fondi per l'assunzione di RTD di tipo B

L’assegnazione dei fondi necessari per l’assunzione di RTDb, in deroga alle vigenti facoltà assunzionali  e,  comunque,  in  aggiunta  alle  assunzioni previste, secondo la procedura prevista all’art. 238, comma 1, d.l. 34/2020 (c.d. Decreto Rilancio), è effettuata con decreto del Ministro dell’università e della ricerca. A tal fine, si fa riferimento, in ogni ateneo, per il 30 per cento delle chiamate per l'assunzione di ricercatori con le procedure di cui al primo periodo e per il conseguente eventuale consolidamento nella posizione di professore di seconda fascia, al numero dei ricercatori di cui all'articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, in servizio rispetto al numero complessivo di docenti e ricercatori (art. 19, comma 6-ter, d.l. 76/2020).

Altre disposizioni per le università

Accreditamento corsi di studio 

Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentiti il Consiglio di Stato (e previo parere delle Commissioni parlamentari competenti in materia, che si pronunciano entro trenta giorni dalla richiesta), l’ANVUR, la CRUI, e il CUN, verranno definite le modalità di accreditamento dei corsi di studio da istituire presso sedi universitarie già esistenti. Il nuovo regolamento andrà a sostituire integralmente la procedura prevista dall’art. 8 del d. lgs. 19/2012 (art.19, comma 2, d.l. 76/2020).

Scuole superiori 

Il diploma finale rilasciato al termine dei corsi ordinari delle Scuole superiori a ordinamento speciale è equiparato al master secondo livello. Tale disposizione si applica, previa autorizzazione del Ministero dell’università e della ricerca, anche ai corsi analoghi attivati dalle Scuole superiori istituite presso gli atenei, che rispettino i requisiti di qualità dell'offerta formativa indicati con decreto del Ministro dell'università e della ricerca da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto (art. 19, comma 3, d.l. 76/2020).

Collegio revisore legale delle Fondazioni universitarie 

Si inquadra e si definisce la composizione del collegio dei revisori legali dei conti delle fondazioni universitarie di cui al DPR 254/2001. Il presidente è nominato dalla fondazione e individuato tra i soggetti che sono iscritti nel registro dei revisori legali e che hanno svolto, per almeno cinque anni, funzioni di revisore legale presso istituzioni universitarie. E’ composto da un minimo di tre ad un massimo di cinque membri. Almeno due componenti sono nominati dalla fondazione, su designazione del Ministero dell’economia e delle finanze e del Ministero dell’università e della ricerca. Sono individuati prioritariamente tra i dipendenti delle predette amministrazioni. Non è più richiesto il requisito dell’aver svolto per almeno cinque anni la funzioni di revisione contabile presso istituzione universitarie per gli altri componenti del collegio. Sarà sufficiente essere in possesso del requisito di iscrizione nel registro dei revisori legali (art. 19, comma 4, d.l.76/2020).

 Valutazione titoli per l'ammissione alle scuole di specializzazione in medicina 

I titoli previsti per la valutazione dell’ammissione alla scuola di specializzazione (voto di laurea, curriculum-media ponderata dei voti degli esami sostenuti, tesi di carattere sperimentale e dottorato di ricerca) non sono riconoscibili e computabili per i concorrenti già in possesso di diploma di specializzazione, né ai concorrenti già titolari di contratto di specializzazione e ai candidati dipendenti medici delle strutture del SSN o delle strutture private con esso accreditate ovvero in possesso del diploma di formazione specifica per medico di medicina generale (art. 19, comma 5, d.l. 76/2020).  

 Commissione di valutazione dell'Agenzia Nazionale della Ricerca 

Nel direttivo dell’ancora non nata Agenzia Nazionale della Ricerca., composto da 5 membri, viene sostituito il componente indicato dal vicepresidente del Comitato di esperti per la politica della ricerca (CEPR) con uno indicato dal presidente CRUI (Conferenza dei rettori e dell’università), d’intesa con il presidente della Consulta dei presidenti degli enti di ricerca. Rimangono inalterati gli altri componenti, designati rispettivamente dal MUR, dal presidente del Consiglio direttivo dell'ANVUR, dal presidente dell’ERC e dal presidente dell’European Science Foundation (art. 19, comma 6, d.l. 76/2020).

Collegi universitari di merito 

In sede di conversione è stata aggiunta la previsione del mantenimento dello status di Collegi universitari di merito riconosciuti ovvero accreditati, ai sensi rispettivamente degli articoli 16 e 17 d.lgs. 68/2012, con riferimento al monitoraggio dei requisiti basato sui dati 2019/2020, a prescindere dal loro rispetto (art. 19, comma 6-quater, decreto semplificazioni).

 

CODICE APPALTI

Il decreto-legge 76/2020 interviene anche sulla materia del Codice degli appalti, prevedendo semplificazioni valide fino al 31/07/2021 e semplificazioni a regime in materia di appalti. L'approfondimento in questione sarà, in questo dossier, approfondito secondo la suddivisione che segue. 

In evidenza

CODICE APPALTI: SEMPLIFICAZIONI FINO AL 31/07/2021

L’art. 1 del decreto-legge 76/2020 in esame introduce una disciplina transitoria degli affidamenti di lavori, servizi e forniture che si applica qualora la determina a contrarre o altro atto di avvio del procedimento sia adottato entro il 31 luglio 2021.

Contratti sotto soglia europea

Affidamento lavori

Per l'affidamento di lavori, servizi e forniture, nonché dei servizi di architettura e ingegneria, inclusa l'attività di progettazione, di importo inferiore alle soglie europee di cui all'art. 35 del d.lgs. 50/2016, sono previste due diverse procedure in base all'importo:

  • Affidamento diretto: per lavori di importo inferiore a 150.000 euro. Per servizi e forniture, compresi i servizi di ingegneria e architettura e l'attività di progettazione, si definisce una soglia diversa di importo inferiore, pari a 75.000 euro (art. 1, comma 2, lett a) del d.l. 76/2020).

  • Procedura negoziata senza bando (ex art. 63 del d.lgs. 50/2016), per gli affidamenti di servizi e forniture, compresi servizi di ingegneria e architettura e l'attività di progettazione di importo pari o superiore a 75.000 e fino alle soglie di cui all'art. 35 del d.lgs. 50/2016 e di lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, previa consultazione di un numero di operatori variabile sulla base dell'importo dell'affidamento (art. 1 comma 2 lett. b, del d.l. 76/2020). Il criterio di aggiudicazione, è quello del prezzo più basso, salvo motivato ricorso al criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa (art. 1, comma 3, del d.l. 76/2020). In sede di conversione è stato previsto, per le stazioni appaltanti, l'obbligo di dare evidenza dell'avvio delle procedure negoziate tramite pubblicazione di un avviso nei rispettivi siti internet istituzionali. L'avviso sui risultati della procedura di affidamento, la cui pubblicazione nel caso di cui alla lettera a) non è obbligatoria per affidamenti inferiori a 40.000 euro, contiene anche l'indicazione dei soggetti invitati.

Tempi di affidamento ridotti

Per le procedure relative ai contratti sotto soglia  (art. 1, comma 2 e 3 del d.l. 76/2020) è previsto che l'aggiudicazione o l'individuazione definitiva del contraente avvenga entro due mesi dalla data di avvio del procedimento, aumentati a quattro nel caso di procedura negoziata (art. 1, comma 1, del d.l. 76/2020).

Il mancato rispetto di tali termini, i ritardi nella stipulazione del contratto e quelli nell'avvio dell'esecuzione dello stesso possono essere valutati ai fini della responsabilità del RUP per danno erariale e, qualora imputabili all'operatore economico, costituiscono causa di esclusione dello stesso dalla procedura o di risoluzione del contratto (art. 1, comma 1, del d.l. 76/2020).

Senza garanzia provvisoria

Per gli affidamenti semplificati, di cui all’art. 1, comma 2 lett. a) e b) del d.l. 76/2020, viene meno la richiesta di garanzia provvisoria di cui all’art. 93 del d.lgs. 50/2016, salvo che, in considerazione della tipologia e specificità della singola procedura, ricorrano particolari esigenze che giustifichino tale richiesta, che la stazione appaltante indica nell’avviso di indizione della gara o in altro atto equivalente. Nel caso in cui sia richiesta la garanzia provvisoria, il relativo ammontare è dimezzato (art. 1, comma 4, del d.l. 76/2020).

 

Contratti sopra soglia

Procedura semplificata ordinaria e in caso d’urgenza

Per l’affidamento di lavori, servizi e forniture, nonché dei servizi di architettura e ingegneria, inclusa l’attività di progettazione, di importo pari o superiore alle soglie europee di cui all’art. 35 del d.lgs 50/2016, sono previste due differenti modalità, una ordinaria e una in caso di estrema urgenza: 

  • Procedura aperta, ristretta, competitiva con negoziazione, previa sussistenza dei presupposti previsti dalla legge, di cui all’art. 61 e 62 del d.lgs. 50/2016, o tramite dialogo competitivo di cui all’art. 64 d.lgs. 50/2016 (art. 2, comma 2, del d.l. 76/2020)

  • Procedura negoziata senza bando (ex art. 63 del d.lgs. 50/2016) in caso di estrema urgenza (si veda il paragrafo successivo "Deroga alle disposizioni di legge diverse da quelle penali"), ossia per gli affidamenti la cui realizzazione è necessaria per il superamento della fase emergenziale o per far fronte agli effetti negativi, di natura sanitaria ed economica, derivanti dalle misure di contenimento e dall’emergenza sanitaria globale del COVID-19, previa pubblicazione dell'avviso di indizione della gara o di altro atto equivalente, nel rispetto di un criterio di rotazione. Per espressa disposizione normativa la presente procedura può riguardare, in particolare gli interventi nei settori dell’edilizia universitaria ex art. 2, comma 3 e 4, del d.l. 76/2020 (si veda il paragrafo successivo "Deroga alle disposizioni di legge diverse da quelle penali"). 

In sede di conversione è stato aggiunto l’art. 2 comma 2-bis, il quale prevede che alle procedure di affidamento di cui agli articoli 1 e 2 gli operatori economici possono partecipare anche in forma di raggruppamenti temporanei di cui all'articolo 3, comma 1, lettera u), del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

Tempi di affidamento ridotti

Per le procedure relative al contratti sopra soglia (art. 2, comma 2 e 3 del d.l. 76/2020)  è previsto che l'aggiudicazione o l'individuazione definitiva del contraente avvenga entro sei mesi dalla data di avvio del procedimento. Il mancato rispetto di tali termini, i ritardi nella stipulazione del contratto e quelli nell'avvio dell'esecuzione dello stesso possono essere valutati ai fini della responsabilità del RUP per danno erariale e, qualora imputabili all'operatore economico, costituiscono causa di esclusione dello stesso dalla procedura o di risoluzione del contratto, salve le ipotesi in cui la procedura sia sospesa per effetto di provvedimenti dell'autorità giudiziaria. (art. 2, comma 1, del d.l. 76/2020)

Deroga alle disposizioni di legge diverse da quelle penali

Per le sole procedure di affidamento regolate dall’art. 2, comma 3, del d.l. 76/2020 (procedura negoziata senza bando per ragioni di estrema urgenza, tra cui edilizia universitaria), e per l’esecuzione dei relativi contratti sopra soglia, le stazioni appaltanti, per quanto non espressamente previsto nell’art. 2 del d.l. ‘semplificazioni’ in esame, operano in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al d.lgs. 159/2011, nonché dei vincoli inderogabili derivanti dall'appartenenza all'Unione europea e dei principi di cui agli articoli 30, 34 42 del d.lgs. 50/2016 (art. 2, comma 4, del d.l. 76/2020).

Limiti alla sospensione dell’esecuzione dell’opera pubblica

In base all’art. 5, comma 1, del d.l. 76/2020 come modificato dalla legge di conversione, fino al 31 dicembre 2021, in deroga all’art.107 del d.lgs. 50/2016, la sospensione, volontaria o coattiva, dell’esecuzione di lavori di importo pari o superiore alle soglie comunitarie, anche se già iniziati, può avvenire, esclusivamente, per il tempo strettamente necessario al loro superamento, per le seguenti ragioni:

  1. cause previste da disposizioni di legge penale, dal codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione di cui al d.lgs. n. 159/2011, nonché da vincoli inderogabili derivanti dall’appartenenza all’Unione europea;

  2. gravi ragioni di ordine pubblico, salute pubblica o dei soggetti coinvolti nella realizzazione delle opere, ivi incluse le misure adottate per contrastare l’emergenza sanitaria globale da COVID-19;

  3. gravi ragioni di ordine tecnico, idonee a incidere sulla realizzazione a regola d’arte dell’opera, in relazione alle modalità di superamento delle quali non vi è accordo tra le parti;

  4. gravi ragioni di pubblico interesse. (art 5, comma 1, d.l. 76/2020)

Collegio consultivo tecnico per l’esecuzione dei lavori sopra soglia

A seguito della proroga disposta dalla legge di conversione, fino al 31 dicembre 2021 per i lavori diretti alla realizzazione delle opere pubbliche di importo pari o superiore alle soglie comunitarie, è obbligatoria, presso ogni stazione appaltante, la costituzione di un collegio consultivo tecnico, prima dell'avvio dell'esecuzione, o comunque non oltre 10 giorni da tale data, con i compiti previsti all’articolo 5 del d.l. “Semplificazioni” in esame e con funzioni di assistenza per la rapida risoluzione delle controversie o delle dispute tecniche di ogni natura suscettibili di insorgere nel corso dell'esecuzione del contratto stesso.

Per i contratti la cui esecuzione sia già iniziata alla data di entrata in vigore del d.l. 76/2020, il collegio consultivo tecnico è nominato entro il termine di 30 giorni dalla medesima data (art. 6, comma 1, del d.l. 76/2020).

Clausole sociali e partecipazione delle microimprese, piccole e medie imprese 

In seguito alle modifiche apportate in sede di conversione, la nuova formulazione dell’art. 36, d. lgs. 50/2016, in materia di contratti sotto soglia, stabilisce che le stazioni appaltanti debbano inserire nei bandi di gara, negli avvisi e negli inviti per gli affidamenti dei contratti di concessione e di appalto di lavori e servizi diversi da quelli aventi natura intellettuale, specifiche clausole sociali volte a promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato, prevedendo l'applicazione, da parte dell'aggiudicatario, dei contratti collettivi di settore (ai sensi dell'articolo 50 del codice). La norma si applica con particolare riguardo agli affidamenti relativi a contratti ad alta intensità di manodopera (art. 8, comma 5, lettera a-bis, d.l. 76/2020) .

 

Modifiche transitorie comuni

Lavori in corso di esecuzione al  15 giugno 2021*

In relazione ai lavori in corso di esecuzione alla data del 15 giugno 2021 (*termine così prorogato dal d.l. 183/2020, c.c. Milleproroghe), è previsto:

  1. l'obbligo per il direttore dei lavori di adottare, in relazione alle lavorazioni effettuate alla medesima data e anche in deroga alle specifiche clausole contrattuali, lo stato di avanzamento dei lavori entro 15 giorni dalla medesima data di entrata in vigore;
  2. l'obbligo dell'emissione del certificato di pagamento contestualmente e comunque entro 5 giorni dall'adozione dello stato di avanzamento;
  3. l'obbligo di effettuare il pagamento del certificato entro 15 giorni dall'emissione del certificato stesso;
  4. l'obbligo di riconoscere all'appaltatore i maggiori costi derivanti dall'adeguamento e dall'integrazione, da parte del coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione, del piano di sicurezza e coordinamento, in attuazione delle misure anti-Covid. Con la precisazione che il rimborso di detti oneri deve avvenire in occasione del pagamento del primo stato di avanzamento successivo all'approvazione dell'aggiornamento del piano di sicurezza e coordinamento recante la quantificazione degli oneri aggiuntivi (art 8, comma 4, del d.l. 76/2020).

Gare e lavori in corso

In relazione alle procedure pendenti disciplinate dal d.lgs. n. 50/2016, i cui bandi o avvisi sono già stati pubblicati al 17 luglio (data di entrata in vigore del d.l. 76/2020 in esame), nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, alle procedure in cui, alla medesima data, siano già stati inviati gli inviti a presentare le offerte o i preventivi, ma non scaduti i relativi termini e per le procedure avviate a decorrere dalla medesima data fino al 31 dicembre 2021 (prima dell'entrata in vigore della legge di conversione il termine era fissato alla data del 31 luglio 2021) è previsto che:

  1. è sempre autorizzata la consegna dei lavori in via di urgenza e nel caso di servizi e forniture, l'esecuzione del contratto in via d'urgenza nelle more della verifica dei requisiti di cui all'articolo 80 d.lgs. 50/2016, nonché dei requisiti di qualificazione previsti per la partecipazione alla procedura;
  2. le stazioni appaltanti possono prevedere, a pena di esclusione dalla procedura, l'obbligo per l'operatore economico di procedere alla visita dei luoghi, nonché alla consultazione sul posto dei documenti di gara;
  3. in relazione alle procedure ordinarie possano essere applicate le riduzioni dei termini procedimentali per ragioni di urgenza di cui agli articoli 60, comma 3, 61, comma 6, 62 comma 5, 74, commi 2 e 3, del d.lgs. 50/2016 senza dar conto nella motivazione delle ragioni dell'urgenza;
  4. per le procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture possano essere avviate anche in mancanza di una specifica previsione nei documenti di programmazione di cui all'art. 21 del d.lgs. 50/2016 (art. 8, comma 1, del d.l. 76/2020) a condizione che entro trenta giorni decorrenti dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto si provveda ad un loro aggiornamento in conseguenza degli effetti dell'emergenza COVID-19.

Conclusione gare scadute al 22 febbraio 2020

In relazione alle procedure disciplinate dal d.lgs. 50/2016, per le quali sia scaduto entro il 22 febbraio 2020 il termine per la presentazione delle offerte, le stazioni appaltanti, fermo quanto previsto dall'art. 103 del d.l. 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, provvedono all'adozione dell'eventuale provvedimento di aggiudicazione entro la data del 31 dicembre 2020 (art. 8, comma 2, del d.l. 76/2020).

Altre semplificazioni transitorie

Appalto integrato di progettazione ed esecuzione lavori

Fino al 31 dicembre 2021 è consentito l'affidamento congiunto della progettazione ed esecuzione lavori, per effetto della sospensione dell'applicazione dell'art. 59, comma 1, quarto periodo, del d.lgs. 50/2016 (art. 8, comma 7, lett. a) del d.l. 76/2020).

Semplificazione verifiche antimafia

Fino al 31 luglio 2021, per le verifiche antimafia, previste dal codice delle leggi antimafia, riguardanti l'affidamento e l'esecuzione dei contratti pubblici aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture, si procede mediante il rilascio della informativa liberatoria provvisoria, immediatamente conseguente alla consultazione della BDNA. Questa, consente di stipulare, approvare o autorizzare i contratti e subcontratti relativi ai lavori, servizi e forniture, sotto condizione risolutiva, fermo restando le ulteriori verifiche ai fini del rilascio della documentazione antimafia da completarsi entro 30 giorni.
Con decreto del Ministero dell'interno potranno essere individuate ulteriore misure di semplificazione relativamente alla competenza delle Prefetture in materia di rilascio della documentazione antimafia (art. 3, comma 2 e 5, del d.l. 76/2020).

Nessuna proroga per i DURC

Per la stipulazione dei contratti di appalto previsti o in qualunque modo disciplinati dal d.l. 76/2020 in esame, non si applica la proroga della validità dei DURC (documenti di regolarità contributiva) in scadenza tra il 31 gennaio 2020 ed il 31 luglio 2020 prevista dall'art. 103, comma 2, del d.l. 18/2020 (c.d. Cura Italia). Per le nuove procedure di selezione dei contraenti è quindi necessario richiedere i documenti di regolarità contributiva quando scaduti (art. 8, comma 10, del d.l. 76/2020).

Documento relativo alla congruità dell'incidenza della manodopera

In seguito alle modifiche apportate in sede di conversione al decreto Semplificazioni in esame, è previsto che per le procedure oggetto del codice dei contratti pubblici (di cui al d.lgs. n. 50 del 2016), al DURC, sia aggiunto il documento relativo alla congruità dell'incidenza della manodopera. La medesima disposizione demanda la definizione delle relative modalità di attuazione ad un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge. Sono fatte salve le procedure i cui bandi o avvisi siano pubblicati prima della data di entrata in vigore del decreto ministeriale summenzionato (art. 8, comma 10-bis, d.l. 76/2020).

Esame delle offerte prima dei requisiti

Prorogata al 31 dicembre 2021 anche nei settori ordinari, quanto stabilito all'articolo 133, comma 8, del Codice dei contratti relativamente ai settori speciali e, quindi, gli enti aggiudicatori potranno decidere che le offerte saranno esaminate prima della verifica dell'idoneità degli offerenti. Tale facoltà potrà essere esercitata se specificamente prevista nel bando di gara o nell'avviso con cui si indice la gara (art. 8, comma 7, lett. c) del d.l. 76/2020).

Albo commissari di gara: sospensione

E' prorogata sino al 31 dicembre 2021 la sospensione dell'art. 77, comma 3, del d.lgs. 50/2016, con il risultato che sino a tale data è rinviata l'entrata in vigore dell'albo dei commissari di gara gestito dall' ANAC e, conseguentemente, slitta al 30 novembre 2021, la relazione sugli effetti della sospensione per gli anni 2019 e 2020 (e, presumibilmente anche 2021), che il Governo deve presentare alle Camere, al fine di consentire al Parlamento di valutare l'opportunità del mantenimento o meno della sospensione stessa (art. 8, comma 7, lett. a) del d.l. 76/2020).

Centrali di committenza: sospensione obbligo

È prorogata sino al 31 dicembre 2021 la sospensione dell'articolo 37, comma 4, del d.lgs 50/2016 con il risultato della sospensione dell'obbligo di servirsi di centrali di committenza .
L'art. 8, comma 5, lett. a) del d.l. 76/2020 introduce, poi, alcune modifiche definitive agli artt. 30 e 38 (Qualificazione delle stazioni appaltanti e centrali di committenza) del Codice dei contratti ed, in particolare, viene inserito tra i requisiti delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza anche quella relativa alla "disponibilità di piattaforme telematiche nella gestione di procedure di gara" (art 8, comma 7, lett. a) del d.l. 76/2020).

SEMPLIFICAZIONI A REGIME IN MATERIA DI APPALTI

Di seguito si approfondiscono le misure introdotte dal decreto semplificazioni in materia di contratti di appalto. 

Rapida stipulazione dei contratti pubblici

Sono apportate alcune modifiche all’art. 32, comma 8, del d.lgs  50/2016 in materia di conclusione dei contratti che mirano ad evitare che, in accordo con l’aggiudicatario, venga ritardata o rinviata la stipulazione del contratto per pendenza di ricorsi giurisdizionali o per altri motivi oltre i 60 giorni dall’aggiudicazione (art. 4, comma 1, lett. a) e b) del d.l. 76/2020).

Si prevede che la mancata stipulazione del contratto nel termine deve essere:

  1. motivata con specifico riferimento all’interesse della stazione appaltante e alla sollecita realizzazione dell’opera;

  2. valutata ai fini della responsabilità erariale e disciplinare del dirigente preposto;

  3. non giustificata dalla mera pendenza di un ricorso giurisdizionale

Altre modifiche del Codice appalti

Requisito della disponibilità di piattaforme telematiche

Con la modifica dell’art. 38 del d.lgs. 50/2016, viene inserito tra i requisiti delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza anche la “disponibilità di piattaforme telematiche nella gestione di procedure di gara” (art. 8, comma 5, lett. a), n. 4), del d.l. 76/2020).

Motivi di esclusione dalle gare

Con la modifica dell’art. 80 del d.lgs. 50/2016 viene prevista la facoltà della stazione appaltante di poter escludere un operatore economico dalla partecipazione a una procedura di affidamento qualora la medesima stazione appaltante venga a conoscenza e possa adeguatamente dimostrare che lo stesso non abbia ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali non definitivamente accertati qualora tale mancato pagamento costituisca una grave violazione ai sensi rispettivamente del secondo o del quarto periodo del comma 4 dell’art.80 del d.lgs. 50/2016.

Adeguamento polizze assicurative

Con la modifica introdotta all’art. 83, del d.l. 50/2016 e con l’inserimento, quindi del comma 5-bis, in relazione alle polizze assicurative di importo inferiore al valore dell’appalto, le stazioni appaltanti possono richiedere che l’offerta sia corredata, a pena di esclusione, dall’impegno da parte dell’impresa assicuratrice ad adeguare il valore della polizza assicurativa a quello dell’appalto, in caso di aggiudicazione (art. 8, comma 5, lett. b), d.l. 76/2020).

 

Semplificazioni del c.d. rito appalti

Rilevanza dell’interesse alla realizzazione dell’opera

Sono apportate alcune modifiche alla disciplina processuale del c.d. rito appalti prevista dall’art. 120 e seguenti del Codice del Processo Amministrativo; si prevede in particolare che in sede di pronuncia cautelare, debba tenersi conto del preminente interesse alla sollecita realizzazione dell’opera e dell’interesse del soggetto aggiudicatore alla celere prosecuzione delle opere.

Sentenza in forma semplificata

Le cause rientranti nel c.d. rito appalti sono di regola definite con sentenza in forma semplificata all’esito dell’udienza cautelare, se ne ricorrono i presupposti (rispetto dei termini a difesa, mancanza di esigenze istruttorie, mancata dichiarazione in ordine alla proposizione di motivi aggiunti, ricorsi incidentali o altro).

Prosecuzione contratto per appalti d’urgenza

 Nel caso in cui invece vengano impugnati gli atti relativi alle procedure di affidamento “sopra soglia”  (art. 2, comma 3, del decreto semplificazione in esame), si applica l’art. 125 del codice del processo amministrativo e pertanto la sospensione o l’annullamento dell’affidamento non comporta la caducazione del contratto già stipulato, e il risarcimento del danno eventualmente dovuto avviene solo per equivalente (art. 4, comma 2, del d.l. 76/2020).

 

ACCELERAZIONE PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI

Il decreto-legge semplificazioni in esame, oltre a prevedere che i rapporti tra cittadini e PA sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede, introduce il principio per cui la modalità digitale è la modalità ordinaria dell’agire amministrativo (vedi infra AMMINISTRAZIONE DIGITALE) e in attuazione di tale norma, prevede diverse modifiche alla legge 241/1990 (c.d. Legge sul procedimento amministrativo) volte ad incentivare la digitalizzazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi.

In evidenza

Trasparenza sui tempi di conclusione dei procedimenti amministrativi

Viene introdotto un nuovo comma 4-bis all’art. 2 della l. 241/1990 (c.d. legge sul procedimento amministrativo), che prevede il dovere della PA di misurare e pubblicare i tempi effettivi dei procedimenti amministrativi sui propri siti istituzionali di maggiore impatto per i cittadini e per le imprese, comparandoli con i termini previsti dalla normativa. Con un DPCM saranno definiti i criteri per la misurazione dei tempi, in modo tale da garantire la necessaria omogeneità nonché le modalità di pubblicazione (art. 12, comma 1, lett. a), n. 1 del d.l. 76/2020 in esame).

 

Effettività del silenzio assenso

Con l’introduzione di un nuovo comma 8-bis all’art. 2 della l. 241/90, si intende garantire la piena efficacia delle regole del silenzio assenso e di risolvere il problema dell’incertezza degli atti tardivi adottati dalla PA. Viene pertanto chiarito che, nei casi già previsti dalla legge n. 241 del 1990, la scadenza dei termini fa venire meno il potere postumo di dissentire (art. 12 comma 1, lett. a) n. 2) del d.l. 76/2020). Quindi, nei casi in cui, per disposizione normativa, l’inerzia della PA protratta oltre il termine previsto per l’adozione del provvedimento acquista valenza provvedimentale di accoglimento dell’istanza (silenzio assenso), si stabilisce l’inefficacia degli atti della PA intervenuti tardivamente, salvo il potere di annullamento d’ufficio ove ne ricorrano i presupposti e le condizioni.

La comunicazione dei motivi ostativi non interrompe i termini

Con le modifiche apportate all’art 10-bis della l. 241/90 in materia di partecipazione al procedimento amministrativo, nei procedimenti ad istanza di parte la comunicazione dei motivi ostativi non interrompe i termini di conclusione del procedimento, ma li sospende.

I termini ricominciano a decorrere dieci giorni dopo la presentazione delle osservazioni o in mancanza dalla scadenza del termine previsto. In caso di presentazione delle osservazioni da parte dell’istante, il responsabile del procedimento o l’autorità competente sono tenuti a dare ragione nella motivazione del provvedimento finale di diniego, indicando, se ve sono, i soli motivi ostativi ulteriori che sono conseguenza delle osservazioni dell’istante.

Viene infine espressamente previsto che in caso di annullamento in giudizio del provvedimento così adottato, nell’esercitare nuovamente il suo potere l’amministrazione non può addurre per la prima volta motivi ostativi già emergenti dall’istruttoria del provvedimento annullato (art 12, comma 1, lett. e), del d.l. 76/2020).

Connessa alla modifica dell'articolo 10-bis è la modifica dell'articolo 21-octies, legge 241/1990, la quale specifica che è sempre annullabile il provvedimento adottato in violazione della normativa sul preavviso di diniego.

 

Accelerazioni per pareri e conferenze dei servizi

Obbligo di procedere in assenza di parere obbligatorio

Con la modifica dell’art. 16, comma 2, della legge 241/1990, si estende anche ai pareri obbligatori (oltre che facoltativi) l’obbligo di procedere indipendentemente dall’espressione del parere obbligatorio, quando sono decorsi i termini di legge per esprimere il parere (20 giorni dalla richiesta) (art. 12, comma 1, lett. f) nn. 1) e 2) del d.l. 76/2020).

Semplificazioni della Conferenza di servizi decisoria “semplificata”. L’art. 13 del d.l. 76/2020 in esame prevede che, fino al 31 dicembre 2021, nei casi in cui deve essere indetta una conferenza di servizi decisoria ai sensi dell’art 14, comma 2 della l. 241/1990, l’amministrazione procedente può utilizzare lo strumento della conferenza semplificata di cui all’art. 14-bis della medesima legge 241/1990, con le seguenti modificazioni:

  • tutte   le   amministrazioni   coinvolte    rilasciano    le determinazioni di competenza entro il termine perentorio di  60 giorni;

  • al di fuori dei casi di  cui all'articolo  14-bis, comma 5, l'amministrazione procedente svolge, entro trenta  giorni  decorrenti dalla scadenza del termine per il rilascio  delle  determinazioni  di competenza delle singole amministrazioni, con  le  modalità  di  cui all'articolo 14-ter, comma 4, della legge n. 241 del 1990, una riunione telematica di tutte le amministrazioni coinvolte nella quale prende atto delle rispettive posizioni e procede senza  ritardo  alla stesura della determinazione motivata conclusiva della conferenza  di servizi  verso  la  quale  può  essere  proposta opposizione dalle amministrazioni di cui all'articolo 14-quinquies, della legge n. 241 del 1990;

  • si considera  in  ogni caso acquisito l'assenso senza condizioni delle  amministrazioni  che non abbiano partecipato alla riunione ovvero, pur partecipandovi, non abbiano espresso la propria posizione, ovvero  abbiano espresso un dissenso non motivato o riferito a questioni  che  non  costituiscono oggetto della conferenza;

  • per le procedure d’appalto semplificate (artt. 1 e 2 del d.l. in esame), se è necessario riconvocare la  conferenza  di  servizi  sul  livello  successivo  di progettazione, tutti i termini sono ridotti della metà e  gli ulteriori atti di autorizzazione, di assenso e i pareri comunque denominati, eventualmente necessari in  fase di esecuzione, sono rilasciati in ogni caso nel termine di sessanta giorni dalla richiesta.

Responsabilità erariale e abuso d'ufficio: limitazioni

Limitazione di responsabilità per danno erariale

Limitatamente ai fatti commessi dall'entrata in vigore del d.l. 76/2020 e quindi dal 17 luglio 2020 al 31 luglio 2021, viene prevista la limitazione della responsabilità per danno erariale al solo dolo per quanto riguarda le azioni, mentre resta invariata per quanto riguarda le omissioni. In tal modo i funzionari saranno chiamati a rispondere in misura maggiore per eventuali omissioni o inerzie, piuttosto che nel caso di condotte attive (art. 21 del d.l. 76/2020).
Con la modifica dell'art. 1, comma 1, della legge 20/1994 (Giurisdizione e controllo della Corte dei Conti), si precisa che la responsabilità per dolo "richiede la dimostrazione della volontà dell'evento dannoso".

Limitazione dell'abuso d'ufficio

E' riformulata in parte la fattispecie prevista dall'art. 323 del cod. pen., sostituendo le parole "norme di legge o di regolamento," con le parole "di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità" (art. 23 del d.l. 76/2020). La modifica va a rafforzare il principio di riserva di legge nella materia penale al fine di definire in maniera più compiuta la condotta rilevante ai fini della sussistenza del reato .
In concreto, questa modifica comporta l'eliminazione del regolamento (o altro atto amministrativo) tra le fonti capaci di attivare l'abuso d'ufficio: solo la violazione delle leggi dello Stato (o di atti equiparati alla legge) che disciplinano espressamente la condotta del pubblico ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio può configurare un'ipotesi di abuso d'ufficio.

AMMINISTRAZIONE DIGITALE E LAVORO AGILE

L’art 3-bis della l.n.241/1990, come modificato dall’art. 12 del d.l. semplificazioni prevede, che “per conseguire maggiore efficienza nella loro attività, le amministrazioni pubbliche agiscono mediante strumenti informatici e telematici, nei rapporti interni, tra le diverse amministrazioni e tra queste e i privati” (la precedente formulazione prevedeva una “incentivazione” a utilizzare strumenti informatici o digitali).

In altre parole la modalità digitale è diventata la modalità ordinaria dell’agire amministrativo.

Tale principio trova una prima attuazione nel titolo “Misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale” (artt. 24 e seguenti), il quale reca alcune proposte volte alla semplificazione e accelerazione della trasformazione digitale del Paese e, più in particolare, finalizzate a favorire la diffusione di servizi in rete, agevolare l'accesso agli stessi da parte di cittadini e imprese, assicurare ai cittadini l’effettivo esercizio del diritto all’uso delle tecnologie digitali, nonché rafforzare l’utilizzo dei dati e di strumenti digitali, quali ulteriori misure urgenti ed essenziali di contrasto agli effetti dell'imprevedibile emergenza epidemiologica da COVID-19.

In evidenza

Domicilio e Identità digitale

Indicazione del domicilio digitale

Con una modifica dell'articolo 5, comma 3, L. n. 241/1990, si prevede che, oltre all'unità organizzativa competente e al nominativo del responsabile, sia comunicato ai soggetti interessati anche il domicilio digitale. Con riferimento alla comunicazione di avvio del procedimento, la modifica all'articolo 8 della legge 241/1990, precisa che deve essere indicato anche il domicilio digitale dell'amministrazione di riferimento.

Comunicazione di avvio del procedimento e accesso digitale

A seguito della modifica dell’art. 8, l. n. 241/1990, la comunicazione di avvio del procedimento cambia forma. In particolare, si evidenzia che la stessa dovrà indicare:

  • il domicilio digitale dell’amministrazione;
  • le modalità telematiche con cui prendere visione degli atti, accedere al fascicolo informatico del procedimento, esercitare i diritti di accesso e partecipazione previsti dalla L. n. 241/1990 (tali diritti e facoltà dovranno di regola essere garantiti attraverso il punto di accesso telematico di cui all'articolo 64-bis del CAD o con altre modalità telematiche);
  •  l'ufficio dove è possibile prendere visione degli atti che non sono disponibili o accessibili in modalità telematica.

Identità digitale

L’art. 24 del d.l. 76/2020 in esame estende la possibilità per i cittadini di fruire dei servizi attraverso la propria identità digitale, ampliandola a quelli erogati dai concessionari di pubblici servizi e dalle società a controllo pubblico, precisando che l’accesso al domicilio digitale e ai servizi di cui sopra avviene anche tramite dispositivi mobili. La verifica dell’identità digitale, con livello di garanzia almeno significativo, ai sensi dell'art. 8, paragrafo 2, del Regolamento (UE) n. 910/2014, equivale alla esibizione e alla produzione del documento di identità in tutti i casi in cui questo onere è richiesto per l’accesso ai servizi o nelle transazioni elettroniche.

 

Piattaforme digitali e responsabilità dirigenziali

Entro il 28 febbraio 2021 tutti gli Enti pubblici e la Pubblica Amministrazione devono:

  1. utilizzare esclusivamente le identità digitali (SPID) e la carta d'identità elettronica ai fini dell’identificazione dei cittadini che accedono ai propri servizi on-line;

  2. rendere fruibili tutti i loro servizi anche in modalità digitale e avviare i relativi progetti di trasformazione digitale entro il 28 febbraio 2021

Piattaforme digitali

Si introducono modifiche all'articolo 64-bis del CAD tese a consolidare la natura dell'App IO, quale punto di accesso telematico ai servizi pubblici, prevedendo che le pubbliche amministrazioni rendano i propri servizi fruibili in rete su dispositivi mobili anche attraverso l'applicazione App IO, che diventa quindi uno strumento certo e riconoscibile per i cittadini che vogliano accedere ai servizi su mobile. Le amministrazioni potranno provvedere autonomamente e non esporre i propri servizi sull'App IO in caso di impedimenti di natura tecnologica attestati dalla società PagoPA.

Responsabilità dirigenziale

La violazione dell’articolo 64, comma 3-bis del CAD e delle disposizioni introdotte dall’art 24 d.l. n. 76/2020, costituisce il mancato raggiungimento di uno specifico risultato e di un rilevante obiettivo da parte dei dirigenti responsabili delle strutture competenti e comporta la riduzione, non inferiore al 30 per cento della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei dirigenti competenti, oltre al divieto di attribuire premi o incentivi nell’ambito delle medesime strutture.

Segnalazioni al difensore civico presso l’AGID

Il difensore civico presso l’AGID inviterà, ai sensi dell’articolo 17, comma 1-quater, del CAD, il soggetto responsabile di presunte violazioni del CAD a porvi rimedio tempestivamente e comunque non oltre trenta giorni. 

Viene previsto inoltre che il mancato avvio delle attività indicate dal difensore civico nonché il mancato rispetto del termine perentorio per la loro conclusione rilevi ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili e comporti responsabilità dirigenziale e disciplinare (art. 31, comma 1).

Piattaforma per la notificazione digitale degli atti della PA 

La norma prevede che tutte le pubbliche amministrazioni, gli agenti della riscossione e, limitatamente agli atti emessi nell’esercizio di attività ad essi affidati, i soggetti incaricati per le medesime attività di riscossione, ai fini della notifica possono avvalersi della piattaforma notifiche della pubblica amministrazione.

Resta ferma la possibilità, per le amministrazioni, di effettuare la notificazione dei propri atti provvedimenti, avvisi e comunicazioni, con le modalità previste dagli articoli 137 e seguenti del c.p.c. o secondo le modalità previste dalle leggi speciali, non prevedendo la norma l’obbligatorietà dell’uso della piattaforma (art. 26 d.l. 76/2020).

Misure di incentivo al lavoro agile

Il d.l. semplificazione in esame prevede che la Pubblica Amministrazione provveda a sviluppare i propri sistemi con modalità idonee a consentire l’accesso da remoto ai propri dipendenti, naturalmente nel rispetto delle disposizioni di sicurezza, e favorire così il lavoro agile a distanza.

In particolare, l’art. 31 d.l. Semplificazione, il quale modifica l’art. 12 del CAD, prevede che :

  • per i datori di lavoro, è obbligatorio adottare ogni misura utile a garantire la sicurezza e la protezione delle informazioni e dei dati, in caso di utilizzo, da parte dei dipendenti, di dispositivi elettronici personali (art. 12, comma 3-bis, d.lgs. 82/2005) nonché fornire  al lavoratore adeguata informazione sull'uso sicuro dei dispositivi, anche attraverso la diffusione di apposite linee guida, e disciplinando, tra l'altro l'uso di webcam e microfoni, previa informazione alle organizzazioni sindacali;

  • le pubbliche amministrazioni acquistano beni ovvero progettano e sviluppano sistemi informativi e servizi informatici con modalità idonee a consentire ai lavoratori di accedere da remoto ad applicativi, dati e informazioni necessari allo svolgimento della prestazione lavorativa, fermo restando, ovviamente, il rispetto dello Statuto dei lavoratori e delle necessarie misure di garanzia e di sicurezza, imposte dagli standard e dalle migliori pratiche nazionali ed internazionali, volte ad assicurare la protezione delle reti e l’uso responsabile dei mezzi telematici (art. 12, comma 3-ter, d.lgs. 82/2005). Inoltre deve essere data al lavoratore adeguata informazione sull'uso sicuro degli strumenti impiegati, con particolare riguardo a quelli erogati tramite fornitori di servizi in cloud, anche attraverso la diffusione di apposite linee guida, e disciplinando anche la tipologia di attività che possono essere svolte, previa informazione alle organizzazioni sindacali

Conservazione dei documenti informatici

In via transitoria, fino all’adozione delle Linee guida e del regolamento previsti dal novellato articolo 34, comma 1-bis, lettera b), per l’attività di conservazione dei documenti informatici, continuano ad applicarsi le disposizioni previgenti all’entrata in vigore del d.l. semplificazioni.

Ciò premesso, le pubbliche amministrazioni ai sensi dell’articolo 34, comma 1-bis, lettera b), del CAD possono procedere alla conservazione dei documenti informatici affidandosi ad altri soggetti, pubblici o privati, a condizione che questi possiedano i requisiti di qualità, di sicurezza e organizzazione individuati, nel rispetto della disciplina europea, delle Linee guida di cui all’art 71 relative e del regolamento sui criteri per la fornitura dei servizi di conservazione dei documenti informatici che verrà emanato da AgID.

Nell’affidamento dovranno, inoltre avere riguardo all’esigenza di assicurare la conformità dei documenti conservati agli originali nonché la qualità e la sicurezza del sistema di conservazione (art. 25 d.l. 76/2020).

 

PROGETTI INNOVATIVI E FINANZIAMENTI PUBBLICI

Nell'ambito dell'innovazione e dei finanziamenti pubblici, il decreto semplificazioni ha introdotto alcune novità. 

In evidenza

Procedura semplificata per innovazione tecnologica e digitale

Al fine di favorire la trasformazione digitale della pubblica amministrazione, nonché lo sviluppo, la diffusione e l'impiego delle tecnologie emergenti e di iniziative ad alto valore tecnologico, è consentito alle imprese, le Università, gli enti di ricerca e le società con caratteristiche di spin off o di start up universitari di cui all’articolo 6, comma 9, L. n. 240/2011 che vogliano avviare iniziative attinenti all'innovazione tecnologica e alla digitalizzazione, di farlo con una procedura semplificata chiedendo un’autorizzazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in sostituzione di tutti gli ordinari regimi amministrativi, anche in deroga a norme di legge che, eventualmente, lo impediscano.

In ogni caso non possono essere derogate le disposizioni a tutela della salute, dell’ambiente, dei beni culturali e paesaggistici paesaggistico territoriali, dei beni culturali ovvero di disposizioni penali o del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione di cui al D. lgs. 159/2011, né possono essere violati o elusi vincoli inderogabili derivanti dall’appartenenza all’Unione europea o da obblighi internazionali (art. 36 del decreto-legge 76/2020 in esame).

Il regime semplificato non si applica alle attività che possono essere sperimentate ai sensi dell'articolo 36 del decreto-legge 34/2019. Inoltre, l’autorizzazione alla sperimentazione non può essere disposta nei campi previsti dall’art. 36, comma 8, d.l. 76/2020, tra cui a titolo esemplificativo e non esaustivo: in materia di raccolta del risparmio, di sistema dei pagamenti, di assicurazioni, anagrafica, di stato civile, di carta d'identità' elettronica, elettorale.

L’impresa richiedente è in via esclusiva responsabile dei danni cagionati a terzi in dipendenza dallo svolgimento della sperimentazione e si evidenzia che il rilascio dell’autorizzazione non esclude o attenua la responsabilità dell’impresa richiedente (art. 36, comma 7, d.l. 76/2020  in esame).

 

Monitoraggio degli investimenti e riduzione degli oneri informativi

L’art. 41 del decreto-legge in esame apporta delle modifiche in materia di monitoraggio degli investi e di oneri informativi a carico della P.A. Tra le altre si segnalano le disposizioni di cui al comma 1, il quale aggiunge all’art. 11 L. n. 3/2003 i commi 2-bis e 2-quater.

Codice unico di progetto

Il comma 2 bis prevede che gli  atti  amministrativi  anche  di  natura  regolamentare adottati dalle Amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del D. Lgs. n. 165/2001, le quali dispongono il finanziamento pubblico o autorizzano l'esecuzione di progetti d'investimento pubblico, sono nulli in assenza dei corrispondenti “codice unico di progetto”.

Trasparenza finanziamenti

Il comma 2-quater dispone che i soggetti titolari di progetti  d'investimento  pubblico sono tenuti a dare notizia, con periodicità'  annuale,  in un'apposita  sezione  dei propri siti web istituzionali, dell'elenco dei  progetti  finanziati, riportando le seguenti informazioni: il codice unico di progetto, l'importo  totale  del  finanziamento,  le  fonti finanziarie, la data di avvio del progetto e lo stato  di  attuazione finanziario e procedurale.

Semplificazione del terminale unico per i buoni pasto elettronici

In sede di conversione in legge è stato introdotto l'articolo 40-bis, il quale prevede che, in caso di buoni pasto in forma elettronica, debba essere garantito agli esercizi convenzionati un unico terminale di pagamento. A tal fine, stabilisce che la disciplina regolamentare in materia di servizi sostitutivi di mensa provveda anche all'individuazione delle modalità attuative della nuova disposizione.

Semplificazione per la gestione dei rifiuti sanitari

In sede di conversione è stato modificato l’art. 30-bis d.l. 23/2020 in materia di rifiuti sanitari, introdotto al fine di contenere il rischio infettivo e favorire la sterilizzazione dei rifiuti sanitari nelle strutture sanitari espungendo da tale norma il limite temporale della vigenza solo fino a 30 giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza sanitaria, previsto dalla disposizione vigente (art. 63-bis, d.l. 76/2020).