MILLEPROROGHE 2015 [d.l. 210/2015 convertito in legge]

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DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2015, n. 210 conv. in LEGGE 25 febbraio 2016, n. 21 - Proroga di termini previsti da disposizioni legislative

Con il presente DOSSIER, il Servizio sportello rapporti strutture mette a disposizione i testi aggiornati e alcuni strumenti per la lettura del d.l. 210/2015 (c.d. milleproroghe) convertito con modificazioni in l. 21/2016, un provvedimento normativo disorganico e caotico, formulato attraverso molteplici rinvii normativi e quindi di difficile comprensione[1].

Delle singole disposizioni selezionate viene fornita una sintesi e possibilmente un primo commento degli interventi normativi che possono interessare anche l'amministrazione universitaria. INFODIRITTO opera per la correttezza dei dati giuridici messi a disposizione e corregge tempestivamente gli errori segnalati a infodiritto@unipd.it. La corretta applicazione della normativa resta nella responsabilità degli uffici competenti.

I. TESTI E STRUMENTI DI LETTURA

II. SELEZIONE PER LE UNIVERSITA'

1. Proroga ASN e ricercatori tipo B [ASN; Ricercatori B; Assegnisti e contratti ricerca]

2. Contenimento della spesa [Mobili e arredi; Consulenze, incarichi e gettoni; Locazioni; Split payment]

3. Turn over [Turn over; Programmazione triennale]

4. Codice appalti [Lavori pubblici; Attestazioni SOA; Dimostrazione cifra d'affari; Pubblicazione sui quotidiani]

5. Semplificazioni [Autocertificazione cittadini stranieri; Processo amministrativo digitale]

6. Rifiuti [SISTRI; Grandi impianti di combustione; Potere calorifico inferiore]

AMBITO DI APPLICAZIONE
  • «amministrazioni pubbliche»;
  • «pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001»;
  • «amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica ai sensi dell'articolo 1, comma 3 (o comma 2), della legge 31 dicembre 2009, n. 196».

Le università NON rientrano:

  • tra le «amministrazioni centrali», le «amministrazioni statali» o tra amministrazioni pubbliche regolate da normative speciali, a meno che l’applicabilità alle università non sia altrimenti desumibile (riferimenti normativi esterni, ecc.);
  • tra gli "enti territoriali" (Regioni, province, comuni) o tra gli "enti economici" (imprese pubbliche);
  • tra gli «enti pubblici non territoriali» e «enti pubblici non economici».

Per saperne di più vedi l'approfondimento di INFODIRITTO: Applicabilità alle università

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[1] Nella sentenza 22/2012 la Corte costituzionale si è espressa con riguardo ai cosiddetti decreti milleproroghe che, con cadenza ormai annuale, vengono convertiti in legge, sottolineando che "sebbene attengano ad ambiti materiali diversi ed eterogenei, devono obbedire alla ratio unitaria di intervenire con urgenza sulla scadenza di termini il cui decorso sarebbe dannoso per interessi ritenuti rilevanti dal Governo e dal Parlamento, o di incidere su situazioni esistenti – pur attinenti ad oggetti e materie diversi – che richiedono interventi regolatori di natura temporale. Del tutto estranea a tali interventi è la disciplina "a regime" di materie o settori di materie, rispetto alle quali non può valere il medesimo presupposto della necessità temporale e che possono quindi essere oggetto del normale esercizio del potere di iniziativa legislativa, di cui all'art. 71 Cost. Ove le discipline estranee alla ratio unitaria del decreto presentassero, secondo il giudizio politico del Governo, profili autonomi di necessità e urgenza, le stesse ben potrebbero essere contenute in atti normativi urgenti del potere esecutivo distinti e separati. Risulta invece in contrasto con l'art. 77 Cost. la commistione e la sovrapposizione, nello stesso atto normativo, di oggetti e finalità eterogenei, in ragione di presupposti, a loro volta, eterogenei".

In merito ai requisiti di contenuto dei decreti-legge, si ricorda che l'art. 15, comma 3, della legge n. 400/1988 dispone che "i decreti devono contenere misure di immediata applicazione e il loro contenuto deve essere specifico, omogeneo e corrispondente al titolo". Nella citata sentenza 22/2012 la Corte Costituzionale ha evidenziato che questo "costituisce esplicitazione della ratio implicita nel secondo comma dell'art. 77 Cost., il quale impone il collegamento dell'intero decreto-legge al caso straordinario di necessità e urgenza" ed è coerente con i presupposti per l'emanazione di decreti-legge previsti dall'art. 77 Cost. un'urgente necessità del provvedere che riguardi "una pluralità di norme accomunate (..) anche dall'intento di fronteggiare situazioni straordinarie complesse e variegate, che richiedono interventi oggettivamente eterogenei, afferenti quindi a materie diverse, ma indirizzati all'unico scopo di approntare rimedi urgenti a situazioni straordinarie venutesi a determinare".